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Sicurezza delle ferrovie: approvato il Decreto attuativo della direttiva 2016/798
11 giugno 2019
fonte: 
area: Salute e sicurezza sul lavoro
Sicurezza delle ferrovie: approvato il Decreto attuativo della direttiva 2016/798 In Gazzetta il Decreto Legislativo 14 maggio 2019, n. 50 in materia di sicurezza delle ferrovie, ampiamente annunciato in diversi Consigli dei Ministri (che ne definirono i contenuti principali) e in vigore a partire dal prossimo 16 giugno 2019.
Il Decreto attua nel nostro ordinamento la direttiva 2016/798 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 maggio 2016 che fa parte del IV Pacchetto Ferroviario (di cui fa parte anche la Direttiva 797/2016 sulla interoperabilità di cui è ancora atteso il decreto di adeguamento).
Correlativamente a questo decreto è stato siglato presso il Ministero infrastrutture, l'Accordo di cooperazione tra l'Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie (ANSF) e l'Agenzia dell'Unione Europea per le Ferrovie (ERA) che rende operativo il pilastro tecnico del IV pacchetto ferroviario, in vigore dal prossimo 16 giugno (in quanto l'Italia, insieme a Francia, Olanda, Germania, Bulgaria, Finlandia, Romania, Slovenia e Grecia, non si è avvalsa della possibilità di deroga contenuta nelle norme comunitarie che permetteva una dilazione dell'applicazione del nuovo regime fino al 16 giugno 2020).

Il Campo di applicazione del D.Lgs. n.50/2019

Il decreto stabilisce disposizioni volte a sviluppare e a migliorare la sicurezza del sistema ferroviario nonché a migliorare l'accesso al mercato per la prestazione di servizi ferroviari (art.1), si applica all'intero sistema ferroviario e riguarda i requisiti di sicurezza nel suo complesso, compresa la gestione sicura dell'infrastruttura e del traffico e l'interazione fra imprese ferroviarie, gestori dell'infrastruttura e altri soggetti nel sistema ferroviario (art.2).
In materia di norme tecniche costruttive delle opere civili e con riferimento alle condizioni delle aree di cantiere restano ferme le competenze dei Ministeri competenti e del Corpo VV.F.

Il Decreto non si applica (art.2.3)
a) alle metropolitane;
b) ai tram e ai veicoli leggeri su rotaia, nonché alle infrastrutture utilizzate soltanto da tali veicoli;
c) alle infrastrutture ferroviarie private, ivi compresi i binari di raccordo privati, utilizzate per fini non commerciali dal proprietario o da un operatore per le loro rispettive attività di trasporto merci o per il trasporto di persone, nonché ai veicoli utilizzati esclusivamente su tali infrastrutture;
d) alle infrastrutture per il trasporto leggero su rotaia, utilizzate occasionalmente da veicoli ferroviari nelle condizioni operative del sistema di trasporto leggero su rotaia, ove è necessario il transito di quei veicoli soltanto a fini di connettività;
e) ai veicoli utilizzati principalmente sulle infrastrutture per il trasporto leggero su rotaia, ma attrezzati con alcuni componenti ferroviari necessari per consentire il transito a tali veicoli su una sezione confinata e limitata di infrastruttura ferroviaria soltanto a fini di connettività.

L'Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali (ANSFISA)

Dopo un corpo di Definizioni (art.3), il Decreto dettaglia i soggetti del sistema ferroviario nello sviluppo e miglioramento della sicurezza ferroviaria fra cui il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e l'ANSFISA, responsabile dello sviluppo di un approccio sistemico alla sicurezza da parte dei gestori dell'infrastruttura (l'Agenzia viene poi ampiamente descritta nel Capo IV - artt.14-18)
L'Agenzia spinge i gestori, fra l'altro, a mettere in atto le necessarie misure di controllo del rischio, applicare le norme dell'Unione europea e le norme nazionali e istituire sistemi di gestione della sicurezza (vedi paragrafo successivo). Inoltre, deve elaborare e pubblicare sul proprio sito istituzionale i piani annuali di sicurezza che stabiliscono le misure al fine di conseguire gli obiettivi comuni di sicurezza (CST), indicando inoltre le aree di miglioramento in materia di sicurezza ferroviaria che i gestori dell'infrastruttura e le imprese ferroviarie sono tenuti a conseguire.
Si specifica, art.4 comma 3 che le imprese ferroviarie e i gestori dell'infrastruttura, ciascuno per la propria parte di sistema, sono responsabili del funzionamento sicuro del sistema ferroviario e del controllo dei rischi che ne derivano, compresa la fornitura di materiale e l'appalto di servizi nei confronti di utenti, clienti, lavoratori interessati e terzi, e se ne dettagliano i compiti (art. 4.3) insieme a quelli propri dei soggetti responsabili della manutenzione (ECM).

Obiettivi comuni di sicurezza e Sistemi di gestione della Sicurezza

Per facilitare la valutazione della realizzazione degli obiettivi comuni di sicurezza (Common safety target - CST), di cui all'articolo 7 della direttiva (UE) 2016/798, e consentire il monitoraggio dell'evoluzione generale della sicurezza ferroviaria, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti dovrà (art.5) acquisire le informazioni sugli indicatori comuni di sicurezza (Common safety indicator - CSI) indicati nell'allegato I al D.Lgs. n.50/2019, mediante le Relazioni annuale di ANSFISA e del Ministero Infrastrutture (citate in art. 19)
Particolarmente rilevante, ai nostri fini, il riferimento dell'art.8 ai Sistemi di gestione della sicurezza elaborati dai gestori dell'infrastruttura e dalle imprese ferroviarie che dovrebbero garantire che il sistema ferroviario raggiunga almeno i CST, sia conforme ai requisiti di sicurezza contenuti nelle STI e che siano applicati gli elementi pertinenti dei CSM e le norme nazionali. L'ANSFISA vigila sul rispetto, da parte delle imprese ferroviarie e dei gestori dell'infrastruttura, dell'obbligo permanente di usare il sistema di gestione della sicurezza (art.17).
Il SGS descrive (art.8.2) la ripartizione delle responsabilità in seno all'organizzazione del gestore dell'infrastruttura o dell'impresa ferroviaria, indica come il controllo è garantito da parte della direzione a diversi livelli, come sono coinvolti il personale e i rispettivi rappresentanti a tutti i livelli e in che modo è promosso il miglioramento costante del sistema di gestione della sicurezza stesso e deve emergere un chiaro impegno ad applicare in modo coerente le conoscenze e i metodi per la valutazione del rischio derivante dal fattore umano.
Il SGS viene poi dettagliato nei suoi elementi costitutivi: politica sulla sicurezza, obiettivi di tipo qualitativo e quantitativo, procedure atte a soddisfare gli standard tecnici e operativi in vigore, procedure volte ad assicurare la conformità agli standard e alle altre prescrizioni durante le operazioni e durante il ciclo di vita delle attrezzature, procedure e metodi per l'individuazione e la valutazione dei rischi e l'attuazione delle misure di controllo del rischio quando un cambiamento nelle condizioni di esercizio oppure l'introduzione di nuovo materiale comporti nuovi rischi per l'infrastruttura o per l'interfaccia uomo-macchina-organizzazione; pianificazione dell'attività formativa del personale (si veda il lungo elenco in art. 8.3) e deve tenere conto dei rischi generati dalle attività di altri soggetti e degli effetti delle attività svolte sulla rete dalle varie imprese ferroviarie; inoltre, consente alle imprese ferroviarie di operare nel rispetto delle STI nonché delle norme nazionali e delle condizioni stabilite dai rispettivi certificati di sicurezza.

Certificati di Sicurezza e di Esercizio

A proposito del Certificato di sicurezza unico (art.9) si stabilisce che l'accesso all'infrastruttura ferroviaria è consentito solo alle imprese ferroviarie che ne sono titolari: il Certificato serve a fornire la prova che l'impresa ferroviaria interessata ha posto in essere un proprio sistema di gestione della sicurezza ed è in grado di operare in modo sicuro nell'area di esercizio prevista. Il certificato specifica il tipo e la portata delle attività ferroviarie in oggetto e l'area di esercizio. Al punto 9.3 si indicano i criteri ed i requisiti della domanda di certificato di sicurezza unico ed il suo rilascio.
Si specifica poi all'art. 28 che per poter svolgere le proprie attività sulle reti, ogni soggetto che vi opera deve ottenere un certificato di idoneità all'esercizio da parte dell'ANSFISA. Tale certificato prova che il soggetto richiedente ha posto in essere un proprio sistema di gestione della sicurezza ed è in grado di operare in modo sicuro nell'area di esercizio prevista, corrispondente alla singola infrastruttura, o di gestire e far funzionare l'infrastruttura ferroviaria in modo sicuro, tenendo conto delle caratteristiche delle tratte ferroviarie, dei rotabili e del servizio di trasporto.

L'Autorizzazione di Sicurezza all'ANSFISA

In art. 11 il D.Lgs. n.50/2019 specifica che, per poter gestire e far funzionare un'infrastruttura ferroviaria si richiede che ogni gestore dell'infrastruttura ottenga un'autorizzazione di sicurezza dall'ANSFISA la quale ne definisce i requisiti e i documenti prescritti sotto forma di linee guida per la compilazione della domanda. ANSFISA attesta l'accettazione del sistema di gestione della sicurezza del gestore dell'infrastruttura (di cui all'art. 8), e indica le procedure e le disposizioni per soddisfare i requisiti necessari per la progettazione, la manutenzione e il funzionamento, in condizioni di sicurezza, dell'infrastruttura ferroviaria, compresi la manutenzione e il funzionamento del sistema di controllo del traffico e di segnalamento. L'autorizzazione di sicurezza ha una validità di cinque anni e può essere rinnovata su richiesta del gestore, ma l'ANSFISA può prescriverne la revisione in seguito a modifiche sostanziali del quadro normativo in materia di sicurezza (art.11.4).
L'ANSFISA provvede affinché le imprese ferroviarie e i gestori dell'infrastruttura nonché il loro personale addetto a compiti di sicurezza essenziali beneficino di un accesso equo e non discriminatorio alle strutture di formazione per una formazione che riguardi la conoscenza delle linee, regole e procedure d'esercizio, sistema di controllo-comando e segnalamento e le procedure d'emergenza applicate sulle linee (si veda nel dettaglio l'art.12).
Inoltre, (art. 29) per poter aprire al pubblico esercizio linee ferroviarie nuove, rinnovate o ristrutturate, o parti di esse, ogni soggetto che gestisce l'infrastruttura, deve ottenere da parte dell'ANSFISA un'autorizzazione di messa in servizio dei sottosistemi strutturali che lo compongono (art. 29).
Si stabilisce, infine, che fino al 16 giugno 2019, l'ANSFISA rilascerà i certificati di sicurezza e le autorizzazioni di sicurezza ai sensi del decreto legislativo n. 162/2007. Tali certificati e autorizzazioni sono validi fino alla data di scadenza (Si veda l'art. 31 per il dettaglio dell'entrata in vigore del decreto)

Manutenzione veicoli

Quanto alla manutenzione dei veicoli (art.13) a ciascun veicolo viene assegnato dal detentore un soggetto responsabile della manutenzione (Entity in charge of maintenance - ECM) e tale soggetto viene registrato nel registro dei veicoli conformemente all'articolo 47 della direttiva (UE) 2016/797: dovrà assicurare che i veicoli della cui manutenzione è responsabile siano in condizioni sicure per la circolazione e l'articolo dettaglia i contenuti del sistema di manutenzione e le sue funzioni, garantendo che siano conformi ai requisiti e ai criteri di valutazione di cui all'allegato III al D.Lgs. n.50/2019.
All'art. 14 si indicano le deroghe al sistema di certificazione dei soggetti responsabili della manutenzione mediante misure alternative in deroga a quanto previsto dall'articolo 13, nei casi di:
a) veicoli registrati in un Paese terzo e manutenuti a norma del diritto di tale Paese;
b) veicoli utilizzati su reti o linee il cui scartamento sia differente da quello utilizzato sulla rete ferroviaria principale dell'Unione europea e per il quale il soddisfacimento dei requisiti di cui all'articolo 13, comma 2, è garantito da accordi internazionali con Paesi terzi;
c) carri merci e carrozze passeggeri in uso condiviso con Paesi terzi il cui scartamento sia differente da quello utilizzato sulla rete ferroviaria principale dell'Unione europea;
d) attrezzature militari e trasporti speciali che necessitano di un'autorizzazione specifica dell'ANSFISA prima della loro messa in servizio. In tal caso sono concesse deroghe per periodi non superiori ai cinque anni.

L'Organismo investigativo nazionale

Infine, (art.20) il D.Lgs. n.50/2019 regola il funzionamento dell'Organismo investigativo nazionale presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, indipendente dall'ANSFISA, da qualsiasi gestore dell'infrastruttura, impresa ferroviaria; ha il compito fornire raccomandazioni in materia di sicurezza (art.26) indirizzate all'ANSFISA e, se il loro carattere lo richiede, all'ERA, ad altri soggetti interessati o autorità dello Stato o di altri Stati membri.
L'Osservatorio riceve da ANSFISA e dal gestore dell'infrastruttura e imprese ferroviarie le segnalazioni che questi sono tenuti a inviargli su tutti gli incidenti e inconvenienti che si verificano nel sistema ferroviario (art.20 comma 3) e deve valutare se avviare l'indagine entro due mesi dal ricevimento della segnalazione, nominando gli investigatori preposti all'indagine medesima.
L'obbligo di indagine è dettagliato all'art.21 e riguarda sia gli incidenti gravi che sugli incidenti e sugli inconvenienti che, in simili circostanze, avrebbero potuto determinare incidenti gravi, tra cui in particolare guasti tecnici ai sottosistemi di natura strutturale o ai componenti di interoperabilità del sistema ferroviario italiano. All'art. 22 si disciplina il procedimento di indagine e la Procedura investigativa (art.23) e le Relazioni redatte dall' Organismo investigativo (art.24) fra cui la Relazione annuale (entro il 30 settembre di ogni anno) e l'informativa all'Agenzia dell'Unione europea per le ferrovie ERA (art.25) entro sette giorni dall'apertura di un'indagine.
Previsto anche un Sistema di segnalazione volontaria (art.27) con comunicazione fatta direttamente all'Organismo investigativo di un evento che potrebbe non essere stato segnalato: l'Organismo può istituire e mantenere un sistema per la raccolta e l'elaborazione di queste segnalazioni (art.27 comma 2) che ha come unico obiettivo la prevenzione degli incidenti e degli inconvenienti e non mira alla determinazione di colpe e responsabilità.

Sanzioni

Previste all'art.30 sanzione amministrativa pecuniaria da euro 10.000 a euro 100.000 per imprese ferroviarie e gestori di infrastruttura e altri soggetti del sistema ferroviario che violano le direttive e le raccomandazioni adottate dall'ANSFISA in materia di gestione della circolazione ferroviaria, di funzionamento e manutenzione degli elementi del sistema ferroviario, di requisiti e qualificazione del personale impiegato in attività inerenti la sicurezza della circolazione ferroviaria, di certificati e autorizzazioni di sicurezza, rilasciati a norma del D.Lgs. n.50/2019.
Sanzione amministrativa pecuniaria da euro 20.000 a euro 200.000 per le inosservanze delle disposizioni adottate dall'ANSFISA in materia di adeguamento dei sistemi di sicurezza ferroviaria.
Sanzione amministrativa pecuniaria da euro 5.000 a euro 50.000 per coloro che violano gli obblighi di fornire all'ANSFISA la necessaria assistenza tecnica, le informazioni o la documentazione richiesti.

Riferimenti normativi:

DECRETO LEGISLATIVO 14 maggio 2019, n. 50
Attuazione della direttiva 2016/798 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 maggio 2016, sulla sicurezza delle ferrovie. (19G00057) Entrata in vigore del provvedimento: 16/06/2019
(GU Serie Generale n.134 del 10-06-2019)

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