STATISTICHE INFORTUNI
Rapporto INAIL 2012: Giovannini, il calo infortuni e la crisi economica
fonte: 
Redazione Insic
area: 
Salute e sicurezza sul lavoro
Rapporto INAIL 2012: Giovannini, il calo infortuni e la crisi economica È stato presentato ieri il Rapporto Annuale Inail 2012 che fa il punto sull'andamento infortunistico nazionale e sull'evoluzione della diffusione delle patologie professionali.
Nel Rapporto viene dedicato ampio spazio anche alle azioni strategiche messe in campo dall'Inail tra le quali assumono carattere di rilievo il piano di incentivi alle imprese per interventi a favore della salute e sicurezza sul lavoro, i piani nazionali di prevenzione in alcuni settori a rilevante rischio infortunistico, come quello dell'edilizia e dell'agricoltura, e sul tema delle malattie professionali.


Giovannini commenta i dati INAIL 2012

Il Ministro del Lavoro Giovannini, presente alla presentazione ufficiale del Rapporto a Montecitorio, nel corso del suo intervento in chiusura dei lavori, ha sottolineato la necessità di effettuare un passaggio che sancisca un diverso approccio culturale alla gestione del rischio. In tal senso operare ai fini della riduzione del rischio significa, oltre a riconoscere il valore del capitale umano impegnato in tali attività, qualificare il rischio nella sua dimensione valutativa con l'obiettivo di concentrare le azioni di intervento e di contrasto al fenomeno infortunistico in quelle aree e settori di attività nei quali i rischi di infortunio risultano essere maggiormente elevati.
Inoltre, il ministro ha sottolineato come "Anche in un periodo di difficoltà economica come quello attuale, non bisogna allentare la presa sulla sicurezza sul lavoro". Giovannini sottolinea anche che la riduzione del fenomeno infortunistico rilevato dall'INAIL (e sottolineato anche nel Messaggio inviato dal Presidente della Repubblica) è legata al ciclo economico, ma evidenzia soprattutto un'attenzione maggiore alla prevenzione e alla sicurezza
Il Ministro auspica che il trend di riduzione degli infortuni possa accelerare ulteriormente, rendendo l'Italia un Paese in linea con altri paesi europei sul fronte della semplificazione burocratica e della formazione in sicurezza. Inoltre, il Ministro ha ricordato il recente aumento del 10% delle ammende per le contravvenzioni sulla sicurezza, richiamando "la decisione di destinare la metà di questi incrementi alla formazione per l'aumento della sicurezza" ribadendo come "semplificazione veramente burocratica e aumento delle sanzioni, maggior intelligence e formazione sono ingredienti di un'unica strategia".

SINP e Decreto del Fare, i prossimi sforzi in materia di sicurezza

Sul rapporto si è espressa anche la Vicepresidente della Camera Marina Sereni, che ha sottolineato come, "se da un lato possiamo registrare i progressi compiuti sulla sicurezza nei luoghi di lavoro in questi ultimi anni, anche grazie a un complesso intervento normativo in gran parte di origine europea e a una costante attenzione dei media sugli incidenti sul lavoro, dall'altro è altrettanto evidente come permangano ancora ampie zone di rischio. Le cronache di questi sette mesi del 2013 raccontano di oltre 300 morti per infortuni sui luoghi di lavoro e questo ci dice che troppe sono ancora le difficoltà nei controlli, le aree dell'evasione dagli obblighi della sicurezza, e troppi sono quei lavoratori, soprattutto immigrati, che lavorano nei recessi di un'economia senza diritti e senza tutele".
La vicepresidente ha anche ricordato l'imminente decollo del SINP, "che non può essere ulteriormente differito" visto l'intento di estendere il campo di rilevazione delle informazioni su infortuni e malattie professionali ai settori oggi esclusi in quanto non sottoposti all'obbligo assicurativo in cui sono impiegati quasi due milioni di lavoratori.
Un ultimo riferimento è arrivato sui costi della sicurezza stimato economicamente in circa 50 miliardi di euro e su cui tutti gli attori istituzionali e della prevenzione sono chiamati a compiere "uno sforzo di responsabilità maggiore". A tal riguardo la Vicepresidente ha ricordato che nel "Decreto-legge del Fare', è contenuta una previsione che consente all'Istituto di investire fino a 300 milioni nel triennio 2014-2016 in un piano straordinario di edilizia scolastica.
E sempre riguardo al Decreto-legge del Fare e alle sue semplificazioni, la vicepresidente ha ricordato che "se da un lato dobbiamo alleggerire di adempimenti burocratici le imprese, soprattutto le piccole, per favorire la ripresa, dall'altro non possiamo in alcun modo mandare un segnale di sottovalutazione o, peggio, di deregulation sul versante della sicurezza nei luoghi di lavoro. Non sono certo le scartoffie o gli appesantimenti burocratici a prevenire gli infortuni sul lavoro, ma non si può mettere a rischio la salute o la vita di nessuno in nome dell'emergenza economica che tutti vogliamo aggredire. Si tratta di trovare il giusto equilibrio".

Per maggiori informazioni  
consulta il sito salastampa.inail.it 
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