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Assicurazioni Infortuni: le azioni di regresso da parte dell’INAIL

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È diffusa, tra molti datori di lavoro, l’erronea convinzione che a seguito del verificarsi di fenomeni infortunistici sul luogo di lavoro, il datore di lavoro possa sempre confidare nell’intervento della propria compagnia assicurativa (attraverso la sottoscrizione di polizze apposite) o più spesso dell’INAIL, a copertura integrale della propria esposizione finanziaria derivante dal risarcimento richiesto.

Sul numero di novembre della rivista Ambiente&Sicurezza sul lavoro l’articolo di M. Strinna e G. Pilleri dal titolo: “L’azione di regresso nell’assicurazione sugli infortuni su lavoro”, disponibile in allegato, analizza le ipotesi di intervento dell’INAIL in caso di sinistro occorso al lavoratore nel corso delle proprie mansioni.

L’articolo spinge il datore di lavoro a riflettere sulla entità della propria responsabilità economica: qualora infatti venga dimostrato il rilievo penale della condotta del datore di lavoro, in relazione causale con l’infortunio occorso al lavoratore, lo stesso datore rimarrebbe soggetto alla responsabilità civile in materia di risarcimento del danno. Ciò significa che qualora l’INAIL fosse tenuto a risarcire i danni patiti dal lavoratore, lo stesso INAIL potrebbe agire contro il datore in via di regresso, per ottenere a sua volta da costui il risarcimento di quanto già erogato al lavoratore infortunato.
L’articolo, che troverete in allegato, richiama quindi il sistema di responsabilità per danni in caso di infortuni sul lavoro, evidenziando i casi di intervento dell’Inail, ma anche la possibilità di una sua azione di regresso contro il datore di lavoro.

Redazione InSic

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