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Stoccaggio CO2: la Legge Europea 2015 modifica il diritto nazionale
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Redazione Banca Dati Sicuromnia - http://sicuromnia.epc.it
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Tutela ambientale
Stoccaggio CO2: la Legge Europea 2015 modifica il diritto nazionale In Gazzetta Ufficiale (n.158 del 8-7-2016) la Legge europea 2015, approvata con Legge 7 luglio 2016, n. 122 "Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2015-2016".
Il provvedimento sarà in vigore a partire dal 23 luglio 2016.


Fra le modifiche previste per il settore ambientale - previste al Capo VII, si conferma quanto riportato nel percorso parlamentare, ovvero la previsione dell'articolo 32 che apporta direttamente modifica al decreto legislativo 14 settembre 2011, n. 162 (il decreto che da attuazione nel nostro Paese alla direttiva 2009/31/CE in materia di stoccaggio geologico del biossido di carbonio) per risolvere il Caso EU-Pilot 7334/15/CLIM.

Il Caso EU-Pilot 7334/15/CLIM
Nell'ambito del sistema EU Pilot, la Commissione europea ha inviato all'Italia una richiesta di chiarimenti in merito al recepimento di alcune disposizioni della direttiva 2009/31/CE relativa allo stoccaggio geologico del biossido di carbonio (caso EU-Pilot 7334/15/CLIM).
In particolare la Commissione europea rileva che nel decreto legislativo n. 162/2011 che dà attuazione alla direttiva, non sono state trasposte le seguenti disposizioni:
-articolo 8, punto 1, lettera c). Sulla base di tale disposizione, l'autorizzazione allo stoccaggio viene rilasciata soltanto se sia stato accertato che in caso di più siti di stoccaggio nella stessa unità idraulica, le potenziali interazioni di pressione sono tali che entrambi i siti possono rispettare simultaneamente le prescrizioni della direttiva;
-articolo 11, paragrafo 3, lettere d) e e). Il paragrafo 3 dell'articolo 11 prevede che l'autorità competente riesamina, ed eventualmente, aggiorna o revoca l'autorizzazione, tra l'altro, se risulti necessario in base ai più recenti risultati scientifici e progressi tecnologici (lettera d) o cinque anni dopo il rilascio e in seguito ogni dieci anni (lettera e));
-articolo 15, paragrafo 3, seconda frase, in cui si stabilisce che le ispezioni riguardano le strutture di iniezione e monitoraggio e tutta la serie di effetti significativi del complesso di stoccaggio sull'ambiente e sulla salute umana.
L'intervento del Governo è dunque volto a modificare il decreto legislativo nel senso richiesto.

Condizioni di rilascio e trasferimento delle autorizzazioni di stoccaggio
L'articolo 32 della Legge Europea 2015 apporta di conseguenza tre modifiche: la prima riguarda le condizioni per il rilascio e il trasferimento delle autorizzazioni allo stoccaggio geologico del biossido di carbonio (CO2) previste all'articolo 14 del D.Lgs.n. 162/2011.
Vengono aggiunte due previsioni:
-la terra g bis) "in caso di più siti di stoccaggio nella stessa unità idraulica, le potenziali interazioni di pressione siano tali che tutti i siti rispettino simultaneamente le prescrizioni del presente decreto»
-un comma 1 bis ove si stabilisce «Per ciascuna unità idraulica può essere rilasciata un'unica autorizzazione»
Tali modifiche, riportava il Senato negli atti preparatori della Legge Europea, sono conseguenti al mancato recepimento del punto 1), lettera c), dell'articolo 8 della direttiva 2009/31/CE, che elenca le condizioni per il rilascio delle autorizzazioni allo stoccaggio di biossido di carbonio, e che, nel caso specifico, prevede, in caso di più siti di stoccaggio nella stessa unità idraulica, che le potenziali interazioni di pressione siano tali che entrambi i siti possono rispettare simultaneamente le prescrizioni della direttiva medesima.
Mentre il testo della direttiva prevede la possibilità che i siti rispettino simultaneamente la direttiva medesima, la nuova lettera g-bis) sembra richiedere tale rispetto in termini di obbligo e non di facoltà, osserva il Senato.

Aggiornamenti e revoca delle autorizzazioni di stoccaggio
La seconda modifica riguarda l'articolo 17 (Modifica, riesame, aggiornamento, revoca e decadenza dell'autorizzazione allo stoccaggio) del D.Lgs.n. 162/2011 che disciplina i casi di decadenza dell'autorizzazione allo stoccaggio di biossido di carbonio. In particolare, il Ministero dello sviluppo economico, sentita la regione territorialmente interessata, anche su proposta del Comitato, dichiara la decadenza, previa diffida, del soggetto titolare dell'autorizzazione allo stoccaggio nei seguenti casi.
La Legge Europea aggiunge un art. 2 bis sulla possibilità di riesame dell'autorizzazione riproducendo testualmente la formulazione dell'articolo 11, paragrafo 3, lettere d) e e) della direttiva 2009/31:
«2-bis. Il Ministero dello sviluppo economico, di concerto con il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentita la regione territorialmente interessata, anche su parere del Comitato, riesamina ed eventualmente aggiorna l'autorizzazione allo stoccaggio nei seguenti casi:

a) qualora risulti necessario in base ai più recenti risultati scientifici e progressi tecnologici;

b) fatte salve le disposizioni di cui alla lettera a) del presente comma e alle lettere da a) a d) del comma 3, cinque anni dopo il rilascio dell'autorizzazione e, in seguito, ogni dieci anni»
;

Ispezioni sulle attività di stoccaggio

Infine, l'ultima modifica riguarda l'articolo 21 comma 6 del D.Lgs.n. 162/2011 (dedicato alle Ispezioni sulle attività di esplorazione, realizzazione degli impianti, iniezione di CO2 e gestione dei siti) del D.Lgs.n. 162/2011.
Il comma 6 stabilisce, in materia di ispezioni periodiche, che le medesime ispezioni siano effettuate di norma almeno una volta all'anno, in base a quanto previsto dal piano annuale comunicato al gestore entro il 31 gennaio dal Comitato, fino a tre anni dopo la chiusura e almeno ogni cinque anni fino a quando non avvenga il trasferimento di responsabilità di cui all'articolo 24.
La Legge Europea 2016, al fine di garantire la completa trasposizione dell'articolo 15, paragrafo 3, della direttiva 2009/31/CE, aggiunge un ultimo periodo in base al quale: «Dette ispezioni riguardano le strutture di iniezione e monitoraggio e tutta la serie di effetti significativi del complesso di stoccaggio sull'ambiente e sulla salute umana».

Stoccaggio di Gas naturale
Per stoccaggio di gas naturale si intende il deposito in strutture del sottosuolo del gas naturale prelevato dalla rete di trasporto nazionale e successivamente reimmesso nella rete in funzione delle richieste del mercato.
La legge 26 aprile 1974, n. 170, come modificata dal decreto legislativo n. 164/2000, reca la disciplina dello stoccaggio di gas naturale in giacimenti di idrocarburi, come modificata dal decreto legislativo n. 164/2000.
Il Decreto Ministeriale 21 gennaio 2011 disciplina le Modalità di conferimento della concessione di stoccaggio di gas naturale in sotterraneo e relativo disciplinare tipo. Si richiama, in particolare, la Circolare Interministeriale 21 ottobre 2009 che reca gli Indirizzi per l'applicazione agli stoccaggi sotterranei di gas naturale in giacimenti o unità geologiche profonde del decreto legislativo 17 agosto 1999, n.334, in materia di controllo dei pericoli di incidenti rilevanti.

Riferimenti normativi
LEGGE 7 luglio 2016, n. 122
Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2015-2016.
Note: entrata in vigore del provvedimento: 23/07/2016
(GU Serie Generale n.158 del 8-7-2016)

Per maggiori informazioni  
consulta il sito www.gazzettaufficiale.it 
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