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APPROFONDIMENTO
Sulla rivista Antincendio n.10/2014 si parla di...
fonte: 
Rivista Antincendio
area: 
Prevenzione incendi
Sulla rivista Antincendio n.10/2014 si parla di... Il numero di Ottobre della rivista Antincendio approfondisce diverse tematiche che hanno a che fare con la progettazione degli impianti antincendio, l'analisi della propagazione di un incendio e la Nuova Prevenzione Incendi.
Tra le rubriche, spazio agli aggiornamenti sulle attività delle Associazioni (UMAN e MAIA) e agli appuntamenti con le aziende più dinamiche del settore della prevenzione incendi (che saranno raccontate prossimamente nella sezione Prevenzione Incendi)

In allegato alla notizia troverete il sommario completo del numero di ottobre della rivista Antincendio. Di seguito l'abstract dei contenuti del numero di ottobre.


Progettare un impianto antincendio in edifici in zona sismica
Roberto Barro, Stefano Grimaz, Alberto Maiolo

Oggi, al progettista di impianti viene richiesto di saper affrontare e risolvere le problematiche con una visione integrata e multidisciplinare, in particolare se l'impianto deve essere installato in zona sismica, tenuto conto che le norme per le costruzioni in zona sismica (NTC 2008) introducono l'obbligo della progettazione antisismica degli impianti ma non forniscono al professionista specifici riferimenti applicativi.
Proseguendo quanto già impostato nel precedente articolo "Realizzare impianti antincendio a prova di sisma" (Stefano Grimaz, Alberto Maiolo), in questo nuovo articolo si forniscono indicazioni utili all'individuazione degli aspetti salienti della progettazione esecutiva finalizzata alla protezione sismica degli impianti sprinkler e si presentano alcuni casi pratici esplicativi dei criteri e dei concetti di riferimento.


Come limitare la propagazione di un incendio esterno: un aiuto dalla NFPA 80A
Lamberto Mazziotti

Nell'articolo viene commentata la norma americana NFPA 80A (2012) ("Recommended Practice for Protection of Buildings from Exterior Fire Exposures") che propone interessanti raccomandazioni in merito alla fissazione o al calcolo delle distanze di separazione tra edifici al fine di limitare la propagazione di un incendio.
Il tema è già stato oggetto di precedente articolo dell'autore e l'illustrazione della norma NFPA 80A vuole rappresentare non solo l'approfondimento di una problematica che oggi desta interesse in tutto il mondo, ma anche un modo per cercare di comprendere come viene affrontato il complesso problema normativo in altri Paesi.


Prevenzione che passione: i nuovi orizzonti dell'antincendio
Guido e Fiorenzo Zaccarelli

Con riferimento alla tavola rotonda apparsa sul numero di Aprile 2014 di Antincendio (vedi notizie collegate), si compie nell'articolo un breve excursus sulle varie fasi storico-politiche ed organizzative della prevenzione incendi, con una comparazione coi sistemi di prevenzione incendi europei e americani.
Poi si passa all'analisi del corpo normativo in materia di prevenzione incendi, passando per l'emanazione del D.P.R. n.151/2011 per finire poi, con alcune riflessioni sulla Nuova Prevenzione Incendi, ma soprattutto le perplessità che essa suscita con riferimento alle qualità delle professioni, alla certezza del diritto, il coordinamento con SUAP e il periodo transitorio di applicazione delle nuove regole.


L'analisi del comportamento umano durante l'allarme antincendio
Stefano Zanut

L'articolo parte da un caso reale: l'evacuazione dal Teatro "Giuseppe Verdi" di Pordenone, il 7 dicembre 2005 per un inizio di un incendio partito da un camerino. Partendo dall'analisi comportamentale dei presenti, successivamente studiato dal comando dei vigili del fuoco di Pordenone con l'intervista delle persone coinvolte, si evidenzia come una volta percepito l'allarme gli occupanti di un edificio non cominciano subito a muoversi per evacuare, come erroneamente si ritiene, ma dispiegano una serie di azioni di tipo fisico, sensoriale e mentale finalizzate a comprendere ciò che sta succedendo per elaborare modalità di risposta consone alla situazione. Questo ritardo, meglio conosciuto come tempo di pre-movimento , interessa una frazione importante del tempo a disposizione per evacuare in caso d'incendio e va considerato con attenzione sia nel valutare le prestazioni reali dell'esodo, che nella sua modellazione con i metodi della fire engineering.


Impianti di spegnimento: test per la corretta manutenzione e progettazione
Giuseppe Modeo

L'articolo vuole richiamare l'attenzione su un aspetto della conduzione aziendale al quale non sempre viene dato il dovuto risalto: l'importanza di attuare la gestione della sicurezza sul posto di lavoro ed in particolare di provvedere alla manutenzione dei sistemi antincendio il cui buon funzionamento può essere garantito solo da una attività di controllo e verifica programmata in modo sistematico. In particolare per alcuni impianti antincendio le norme tecniche prevedono test di ispezione per le revisioni periodiche, come per gli impianti sprinkler, o addirittura, nel caso dei Watermist, test preliminari all'installazione durante la fase di progettazione. Per l'esecuzione dei test occorre rivolgersi a strutture specializzate come i Laboratori di prova che possono fornire garanzie sulle risultanze delle prove.


Incendio nominale: l'analisi termica di pilastri circolari in calcestruzzo armato
Federico Carannante, Di Carlo Vincenzo

L'articolo riporta una procedura analitica per determinare la distribuzione della temperatura, al variare del tempo, in un pilastro in cemento armato (c.a.), avente sezione trasversale circolare, esposto ad un flusso di calore variabile nel tempo, generato da un incendio nominale, come da norma Europea UNI EN 1991-1-2:2004.
In particolare, sono state ricavate due soluzioni analitiche relative a due diversi modelli di calcolo che si differenziano per la modalità di trasferimento del calore: il primo per convezione, mentre il secondo per convezione ed irraggiamento termico.
Questi due parametri sono molto utili ai fini della determinazione dei domini di interazione sforzo assiale - momento flettente dei pilastri circolari in c.a., al variare della temperatura, applicando il metodo semplificativo dell'isoterma a 500 °C, previsto dalla norma Europea sopracitata.


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