Rimozione inquinanti dalle acque: i risultati del progetto MAT4TREAT

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Sul sito del Cordis è stato pubblicato un interessante focus sul progetto MAT4TREAT sulla rimozione degli inquinanti dalle acque reflue, finanziato dall’UE per lo sviluppo di nuove tecnologie per il trattamento delle acque. L’obiettivo è quello di migliorare o sostituire i processi convenzionali nel trattamento delle acque reflue a causa del crescente numero di xenobiotici presenti all’interno dei sistemi acquatici a basse concentrazioni, generalmente nella gamma micromolare o nanomolare.

Il progetto, coordinato da Giuliana Magnacca, ha coinvolto scienziati, otto università e due istituzioni non accademiche impegnate nello sviluppo di nuovi materiali per rimuovere gli inquinanti emergenti, e diversi leader mondiali nel campo dei materiali basati sul grafene e di altri materiali relativi al carbonio, materiali polimerici, materiali all’ossido di ceramica e materiali organici-inorganici ibridi.
Il lavoro dell’equipe scientifica ha riguardato la rimozione di «contaminanti di preoccupazione emergente», che comprendono composti organici e sintetici, derivati da nuove fonti come i prodotti farmaceutici: sono stati studiati nuovi materiali che possano essere impiegati come assorbenti, fotocatalizzatori e strati attivi per la produzione di membrane, testandoli per la rimozione degli inquinanti per soluzioni acquose modello e campioni idrici reali. Sono state anche sviluppate diverse categorie di materiali per l’utilizzo all’interno delle tecnologie integrate per la separazione di agenti inquinanti dalle acque contaminate e la loro conseguente degradazione.

I dispositivi realizzati sono composti da una membrana che agisce come un filtro, separando i contaminanti dall’acqua. «Le membrane sono composte da o contengono materiali che sono attivati dalla luce del sole per produrre specie attive capaci di degradare i contaminanti per raggiungere il loro abbattimento completo», illustra Magnacca. «Sono impiegati anche i materiali magnetici poiché, quando attivati correttamente dalla presenza di molecole organiche, possono intrappolare i contaminanti ed essere poi rimossi dall’acqua in modo semplice dopo l’utilizzo con una calamita», aggiunge.
«Una volta testate le migliori tecnologie, è possibile portare il processo sul piano industriale, in un impianto pilota che tratti grandi volumi di acqua», commenta la prof.ssa Magnacca. MAT4TREAT ha sviluppato con successo materiali innovativi a basso costo per la rimozione di inquinanti organici dalle acque reflue. «In alcuni casi, essi derivano da sostanze umiche estratte da rifiuti compostati, quindi sono utilizzate fonti prive di petrolio per la loro produzione. Inoltre, l’uso di rifiuti umici, nell’ottica di valorizzare la loro componente organica, supporta l’azione di cittadini che separano i loro rifiuti domestici», sottolinea Magnacca.

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Redazione InSic

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