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Cosa dice la legge in materia di stress da lavoro correlato

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Da gennaio 2011, per le aziende è obbligatorio fare la valutazione dello stress lavoro correlato. Vediamo i dettagli e l’obbligo per il datore di lavoro.

Cos’è lo Stress lavoro correlato?

Lo stress identifica una condizione in cui l’individuo non si sente in grado di corrispondere alle richieste o alle aspettative dell’ambiente.

La sua valutazione negli ambienti di lavoro ha origine europea ed è stato regolamentata con l’Accordo europeo sullo stress sul lavoro del 2004.

In Italia la sua ricezione è arrivata prima con il D.Lgs. n.626/94 e poi con il D.Lgs. n.81/2008 che richiede espressamente una sua valutazione all’art.28 (Oggetto della Valutazione dei rischi), secondo i contenuti dell’Accordo.

Vediamo di seguito cosa dice la normativa sul rischio stress e gli obblighi del datore di lavoro.

Rischio Stress lavoro-correlato e normativa europea

L’obbligo di valutazione dei rischi, introdotto per la prima volta con la direttiva europea 89/391, recepita nel nostro ordinamento con il D.Lgs. 626/94, riguarda tutti i rischi presenti in un luogo di lavoro, a prescindere dall’esistenza di disposizioni specifiche. Tuttavia, il ritardo culturale su questa materia ha determinato per molto tempo grande incertezza nei confronti dell’obbligo. Tale variabilità riguardava l’effettività dell’obbligo, l’individuazione delle situazioni in cui fosse presente il rischio, l’inquadramento delle diverse problematiche: stress, burnout, mobbing.

A seguire è stato emanato uno specifico Accordo europeo sullo stress da lavoro, siglato dalle organizzazioni sindacali e dalle associazioni datoriali europee.

In che anno è stato recepito in Italia l’accordo europeo in relazione al rischio stress lavoro correlato?

L’Accordo europeo sullo stress da lavoro, è stato siglato dalle parti sociali e imprenditoriali in data 08/10/2004 e recepito in Italia quattro anni dopo (09/06/2008).

Stress lavoro correlato: la normativa

Nella nostra legislazione sono diversi i richiami, anche indiretti allo Stress lavoro correlato.

  • L’art. 2087 del Codice Civile “Tutela delle condizioni di lavoro” recita che: “L’imprenditore è tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro”.Era già implicito tutto ciò che poi è stato dettagliato successivamente:
  • Nel D.Lgs. 626/94 si fa riferimento genericamente alla tutela dell’integrità psicofisica del lavoratore;
  • Poco prima dell’Accordo europeo sullo stress da lavoro del 2004, la Direttiva 24/03/2004 del Dipartimento della Funzione Pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri, aveva riportato le “Misure finalizzate al miglioramento del benessere organizzativo nelle pubbliche amministrazioni”. Tale direttiva, pur riguardando il solo settore pubblico ha il merito di aver indicato le motivazioni per l’adozione di misure finalizzate ad accrescere il benessere organizzativo, le indicazioni da seguire, le variabili critiche da considerare e il processo per il miglioramento.
  • Con il D.Lgs. n.81/2008, l’attenzione viene focalizzata sull’aspetto preventivo in termini di tutela del benessere e quindi di assenza di disagio.

Stress lavoro correlato e D.Lgs. n.81/08

In occasione della stesura del D.Lgs. 81/08 è stato esplicitato con chiarezza, all’art. 28, che la valutazione dei rischi “…deve riguardare tutti i rischi…tra cui anche quelli collegati allo stress lavoro-correlato, secondo i contenuti dell’accordo europeo dell’8 ottobre 2004…”.

Da quando la valutazione del rischio stress da lavoro correlato è obbligatoria?

Il D.Lgs 106/09 ha introdotto successivamente il comma 1-bis dell’art. 28, che afferma che “La valutazione dello stress lavoro-correlato…è effettuata nel rispetto delle indicazioni elaborate dalla Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro, e il relativo obbligo decorre dalla elaborazione delle predetteindicazioni e comunque…a far data dal 1° agosto 2010”.

La scadenza del 1° agosto 2010 è stata poi posticipata al 31 dicembre 2010 dalla Legge 122/2010 (che ha convertito il decreto-legge del 31 maggio 2010 n. 78).

Chi è obbligato alla valutazione del rischio stress lavoro correlato?

In base al testo unico di Sicurezza, la valutazione del rischio stress lavoro correlato rientra nella più generica valutazione dei rischi presenti in azienda, ai sensi dell’art. 28 e obbliga quindi, il datore di lavoro a redigerla (ai sensi dell’art. 18) secondo i contenuti dell’Accordo Europeo dell’8 ottobre 2004 e rispetto delle indicazioni della Commissione consultiva permanente.

Come si fa la valutazione stress lavoro correlato?

In base alla Lettera circolare del 18/11/2010 della Direzione generale del Lavoro presso il Ministero Lavoro, la valutazione si articola in due fasi:

  1. una necessaria (la valutazione preliminare);
  2.  l’altra eventuale, da attivare nel  caso in cui la valutazione preliminare riveli elementi di rischio da stress lavoro-correlato e le misure di correzione  adottate a seguito della stessa, dal datore di lavoro, si rivelino inefficaci.

Valutazione dello stress lavoro correlato: le linee guida nazionali

Con l’emanazione di tali atti il quadro normativo può considerarsi completo e l’obbligo di valutazione del rischio vigente a tutti gli effetti.

Stress lavoro correlato e valutazione INAIL

Per approfondire sul rischio Stress Lavoro correlato

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Stress lavoro-correlato dalla valutazione del rischio agli interventi correttivi
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Redazione InSic

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