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Stress lavoro correlato: valutazione del rischio e normativa

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Lo stress correlato all’attività lavorativa non è una malattia, ma una situazione prolungata di tensione che può ridurre l’efficienza sul lavoro e determinare un cattivo stato di salute.
A partire dal 1° gennaio 2011, in seguito all’approvazione delle Indicazioni Metodologiche elaborate dalla Commissione Consultiva Permanente per la salute e la sicurezza sul lavoro, divulgate con la Lettera Circolare del 18 novembre 2010, è obbligo del datore di lavoro valutare tra gli altri, il rischio da stress lavoro-correlato
.

Lo stress è il risultato di un processo che coinvolge l’individuo durante la sua interazione con l’ambiente. Nell’ambito del lavoro tale squilibrio si può verificare quando il lavoratore non si sente in grado di corrispondere alle richieste lavorative. Tuttavia non tutte le manifestazioni di stress sul lavoro possono essere considerate come stress lavoro-correlato.
Lo stress lavoro-correlato è quello causato da vari fattori propri del contesto e del contenuto del lavoro.

Stress lavoro correlato: la normativa

L’art. 2087 del Codice Civile “Tutela delle condizioni di lavoro” recita che: “L’imprenditore è tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro”.

Era già implicito tutto ciò che poi è stato dettagliato successivamente:
• prima nel D.Lgs. 626/94, laddove si parlava di tutela dell’integrità psicofisica del lavoratore;
• poi con il Decreto 81, dove l’attenzione viene focalizzata sull’aspetto preventivo in termini di tutela del benessere e quindi di assenza di disagio.

I riferimenti legislativi più importanti sono:

l’Accordo Europeo sullo stress del 2004

Risale al 2004, sottoscritto dal sindacato europeo, CES e dalle organizzazioni datoriali europee e recepito nel nostro paese nel 2008, viene espressamente richiamato nel D.Lgs. 81/08, in cui il legislatore stabilisce che il datore di lavoro sia tenuto a valutare tutti i rischi e ad indicare, nel documento redatto a conclusione della valutazione, le misure di prevenzione e protezione individuate e le procedure per la loro attuazione.
L’accordo – viene espressamente detto – non concerne la violenza, le molestie e lo stress post-traumatico, bensì esclusivamente lo stress lavoro-correlato.
Nell’Accordo europeo ci sono già le indicazioni per effettuare la valutazione del rischio stress lavoro-correlato e soprattutto i criteri fondamentali che orientano una valutazione efficace di questo rischio ossia la partecipazione e la collaborazione dei Lavoratori e/o i loro Rappresentanti, prevedendo inoltre adeguata informazione e formazione sia sul rischio stesso che sulla consapevolezza del ruolo da svolgere.

Stress e D.Lgs. 81/2008

All’art. 28 del D. Lgs. 81/08 si prevede che la valutazione dei rischi “deve riguardare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, tra cui anche quelli collegati allo stress lavoro-correlato, secondo i contenuti dell’Accordo europeo dell’8 ottobre 2004” e del dell’Accordo europeo avvenuto l’anno successivo.

In ragione delle difficoltà operative ripetutamente segnalate in ordine alla individuazione delle corrette modalità di attuazione di tale previsione legislativa, in sede di adozione delle disposizioni integrative e correttive al citato D.Lgs. n. 81/2008, è stato introdotto all’articolo 28 il comma 1-bis, con il quale si è attribuito alla Commissione consultiva il compito di formulare indicazioni metodologiche in ordine al corretto adempimento dell’obbligo, finalizzate a indirizzare le attività dei datori di lavoro, dei loro consulenti e degli organi di vigilanza.

Lettera Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 18 novembre 2010

Al fine di rispettare, entro il termine del 31 dicembre 2010, la previsione di cui all’articolo 28, commi 1 e 1-bis, del D.Lgs. n. 81/2008, la Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro ha costituito un proprio comitato a composizione tripartita il quale, a seguito di ampio confronto tra i propri componenti, ha elaborato il documento, licenziato dalla Commissione consultiva nella propria riunione del 17 novembre 2010 e oggetto della Lettera Circolare del 18/11/2010.
Tali indicazioni metodologiche sono state elaborate nei limiti e per le finalità puntualmente individuati dalla Legge tenendo conto della ampia produzione scientifica disponibile sul tema e delle proposte pervenute all’interno alla Commissione consultiva e sono state redatte secondo criteri di semplicità, brevità e comprensibilità.

La Valutazione del rischio stress lavoro correlato

Con la Lettera Circolare del 18 novembre 2010, la Commissione Consultiva permanente per la salute e la sicurezza sul lavoro, incaricata con i commi 1 e 1-bis all’art 28 del D.Lgs. 81/2008 di formulare indicazioni metodologiche in ordine al corretto adempimento dell’obbligo di valutazione del rischio stress lavoro correlato, ha licenziato un documento contenente tali indicazioni, finalizzate a indirizzare le attività dei datori di lavoro, dei loro consulenti e degli organi di vigilanza.
Come indicato nello stesso documento “le indicazioni metodologiche sono state elaborate nei limiti e per le finalità puntualmente individuati dalla Legge tenendo conto della ampia produzione scientifica disponibile sul tema e delle proposte pervenute all’interno alla Commissione consultiva e sono state redatte secondo criteri di semplicità, brevità e comprensibilità“.

Il percorso metodologico

Il documento indica un percorso metodologico che rappresenta il livello minimo di attuazione dell’obbligo di valutazione del rischio da stress lavoro-correlato per tutti i datori di lavoro pubblici e privati che possa dagli stessi essere gestito avvalendosi del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, con il coinvolgimento del medico competente, ove nominato, e previa consultazione del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.

Viene espressa nel documento “la necessità di indicare preliminarmente il percorso metodologico che permetta una corretta identificazione dei fattori di rischio da stress lavoro-correlato, in modo che da tale identificazione discendano la pianificazione e realizzazione di misure di eliminazione o, quando essa non sia possibile, riduzione al minimo di tale fattore di rischio. A tale scopo, va chiarito che le necessarie attività devono essere compiute con riferimento a tutti i lavoratori, compresi dirigenti e preposti. La valutazione prende in esame non singoli ma gruppi omogenei di lavoratori (per esempio, per mansioni o partizioni organizzative) che risultino esposti a rischi dello stesso tipo secondo una individuazione che ogni datore di lavoro può autonomamente effettuare in ragione della effettiva organizzazione aziendale (potrebbero essere, ad esempio, i turnisti, i dipendenti di un determinato settore oppure chi svolge la medesima mansione ecc.)“.

Il coinvolgimento e la preparazione dell’organizzazione

Per poter effettuare tutte le azioni indicate nel suddetto documento è fondamentale prevedere una fase propedeutica a quelle della valutazione, ossia una fase di preparazione che prevede la costituzione del “Gruppo di Gestione della Valutazione” che ha l’obiettivo di programmare e coordinare lo svolgimento dell’intero processo valutativo, modulando il percorso anche in funzione degli esiti. Il gruppo avrà la funzione chiave di monitorare e agevolare l’attuazione del programma attraverso la pianificazione, gestione, promozione all’interno dell’azienda e supervisione della procedura, oltre all’approvazione dei piani di azione e l’elaborazione dei report di gestione.
Fa parte di questa fase anche lo sviluppo di una strategia comunicativa e di coinvolgimento del personale.

La formazione e l’informazione

Infatti, oltre ad un’adeguata informazione diretta a tutti i lavoratori, inclusi dirigenti e preposti, è importante, integrare tale momento informativo ad un’adeguata formazione in relazione all’attività/ruolo che alcuni lavoratori o loro rappresentanti andranno a svolgere nel processo valutativo. Particolarmente curata dovrà essere l’informazione/formazione di quei lavoratori e/o RLS/RLST che, come indicato dalla Commissione Consultiva, saranno ‘sentiti’ in merito alla valutazione dei fattori di contesto e di contenuto. La formazione, in particolare, sarà mirata ad un approfondimento della metodologia valutativa che si andrà ad applicare.

Il cronoprogramma

È, infine, implicato nella fase propedeutica lo sviluppo del piano di valutazione del rischio che comprenda la programmazione temporale attraverso l’approntamento di un vero e proprio cronoprogramma che, pur lasciando un margine per eventuali imprevisti, preveda, per ogni singola fase, oltre alla sua durata, anche, in dettaglio, le attività da svolgere e i soggetti deputati ai diversi compiti.
Il 31 dicembre 2010 è stata la data di decorrenza di tale obbligo a partire dalla quale i datori di lavoro hanno dovuto, o avrebbero dovuto, dare l’avvio all’adeguamento della valutazione secondo quanto prescritto.

La valutazione preliminare

Il modello introdotto prevede inoltre due fasi progressive: una necessaria di valutazione preliminare; l’altra eventuale, da attivare nel caso in cui la valutazione preliminare riveli elementi di rischio da stress lavoro-correlato e le misure di correzione adottate a seguito della stessa, dal datore di lavoro, si rivelino inefficaci.

La prima fase consiste nella rilevazione di indicatori oggettivi e verificabili appartenenti a tre categorie:
gli eventi sentinella, indici infortunistici; assenze per malattia; turnover; procedimenti e sanzioni, segnalazioni del medico competente; specifiche e frequenti lamentele formalizzate da parte dei lavoratori. I predetti eventi sono da valutarsi sulla base di parametri omogenei individuati internamente alla azienda;
fattori di contenuto del lavoro, ambiente di lavoro e attrezzature; carichi e ritmi di lavoro; orario di lavoro e turni; corrispondenza tra le competenze dei lavoratori e i requisiti professionali richiesti;
fattori di contesto del lavoro, ruolo nell’ambito dell’organizzazione; autonomia decisionale e controllo; conflitti interpersonali al lavoro; evoluzione e sviluppo di carriera; comunicazione (es. incertezza in ordine alle prestazioni richieste).

In relazione alla valutazione dei fattori di contesto e di contenuto di cui sopra (punti II e III dell’elenco) occorre sentire i lavoratori e/o il RLS/RLST.
Per sentire si intende raccogliere informazioni sulla percezione collettiva di disagi organizzativi e ambientali e di ergonomia, esposti, segnalazioni di lavoratori e gruppi di lavoratori, casi difficili, noti, di sistema, proposte di miglioramento.

La pianificazione e l’adozione di interventi correttivi

Ove dalla valutazione preliminare non emergano elementi di rischio da stress lavoro-correlato tali da richiedere il ricorso ad azioni correttive, il datore di lavoro sarà unicamente tenuto a darne conto nel documento di valutazione del rischio e a prevedere un piano di monitoraggio. Diversamente, nel caso in cui si rilevino elementi di rischio da stress lavoro-correlato tali da richiedere il ricorso ad azioni correttive, si procede alla pianificazione ed alla adozione degli opportuni interventi correttivi.

La valutazione approfondita

Quando l’attuazione dei suddetti interventi correttivi risulti inefficace e il rischio continui a permanere, allora il datore di lavoro dovrà procedere alla fase di valutazione approfondita. Quest’ultima, a differenza della precedente, si basa sulla valutazione della percezione soggettiva delle proprie condizioni di lavoro da parte dei lavoratori e richiede il ricorso a strumenti di investigazione adeguati quali questionari, focus group, interviste semi-strutturate, che consentano di capire la posizione dei lavoratori rispetto ai quei fattori prima valutati solo oggettivamente.
Anche tale fase fa riferimento ovviamente ai gruppi omogenei di lavoratori rispetto ai quali siano state rilevate le problematiche.
Nelle aziende di maggiori dimensioni è possibile che tale fase di indagine venga realizzata tramite un campione rappresentativo di lavoratori; diversamente nelle aziende fino a cinque lavoratori è possibile una generale semplificazione di tale fase prevedendo direttamente l’utilizzo di semplici riunioni informali con i lavoratori.

Il coinvolgimento delle figure della sicurezza

Il percorso metodologico indicato dalla Commissione Consultiva, prevede il sostanziale coinvolgimento dei lavoratori e/o degli RLS/RLST, soprattutto in alcuni specifici momenti della valutazione ossia quelli relativi alla valutazione dei fattori di contesto e di contenuto, ma non preclude la possibilità del loro coinvolgimento anche nell’individuazione e valutazione dei cosiddetti “eventi sentinella”.
La “collaborazione” del MC e del RSPP dettata dall’art. 29 c. 1 del D.Lgs. 81/08, nella valutazione del rischio qui trattato, non può che, naturalmente, trasformarsi in una partecipazione attiva e fondamentale.
L’articolazione delle indicazioni della Commissione Consultiva, basandosi su un percorso metodologico vincolato a prescrizioni solo “minime” non preclude e non è in contraddizione con un percorso più articolato e scientificamente più corretto.

Valutazione e gestione del rischio stress lavoro-correlato per le aziende nella Guida INAIL 

Nel 2017, sei anni dalla pubblicazione della metodologia per la valutazione e gestione del rischio stress lavoro correlato (2011), i ricercatori INAIL del Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro ed ambientale (DIMEILA), hanno messo a punto l’aggiornamento della metodologia e pubblicato la Guida: “La metodologia per la valutazione e gestione del rischio stress lavoro-correlato” (2017) con il fine di aggiornare ed ottimizzare gli strumenti metodologici offerti e supportare ulteriormente le aziende.
Nel 2018 è stata realizzata anche la versione in inglese del manuale col titolo: “The methodology for the assessment and management of work-related stress risk”.

Dove trovare il Manuale INAIL per lo stress?

La pubblicazione del nuovo manuale e della versione rinnovata della piattaforma online sono disponibili sul portale INAIL e tra le novità sono inclusi gli aggiornamenti sugli strumenti di valutazione e di supporto; una migliore strutturazione arricchita da box riassuntivi ed esempi relativi agli elementi chiave delle diverse fasi; un nuovo capitolo sulla piattaforma online e contenuti più approfonditi, compreso un paragrafo sulla pianificazione degli interventi.

Qual è l’obiettivo del Manuale INAIL sullo stress?

L’obiettivo è quello di fornire un percorso sistematico, frutto di un lungo processo di ricerca, che permetta al datore di lavoro e agli addetti alla prevenzione in azienda, di gestire il rischio nell’ottica della semplicità e del rigore metodologico, caratterizzato anche dall’utilizzo di strumenti validi, permettendo così di effettuare un percorso valutativo e gestionale scientificamente corretto, attraverso il coinvolgimento attivo dei lavoratori e delle figure della prevenzione presenti in azienda.
La metodologia prevede quattro fasi: propedeutica, valutazione preliminare, valutazione approfondita e pianificazione degli interventi.

Valutazione stress lavoro correlato INAIL: aggiornamento 2021

  • Nel 2021 INAIL ha pubblicato la versione reingegnerizzata della Piattaforma per la valutazione e gestione del rischio stress lavoro-correlato ai sensi del d.lgs.81/08.
    La piattaforma può essere utilizzata dal Datore di lavoro e/o suo delegato e da soggetti terzi previsti di credenziali dispositive Inail, abilitati come “Incaricati stress lavoro-correlato” dal Datore di lavoro.

Per approfondire

Leggi il nostro contributo su:

Come gestire lo stress lavoro correlato nel Settore sanitario? INAIL adatta la sua metodologia

Per tutti gli approfondimenti puoi consultare:

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