16.10.26
08.10.26 - Redazione InSic
È scattata la piena operatività delle sanzioni previste dal D.Lgs. n. 30/2026, il decreto di recepimento della Direttiva (UE) 2024/825 in materia di responsabilizzazione dei consumatori per la transizione verde. Il provvedimento introduce norme rigorose contro il greenwashing e l’obsolescenza precoce, modificando il Codice del Consumo per imporre alle aziende la massima trasparenza su asserzioni ambientali, durabilità e riparabilità.
A supporto degli operatori economici nella fase di adeguamento, il MIMIT ha pubblicato una serie di FAQ ufficiali con chiarimenti operativi fondamentali su adempimenti e responsabilità.
Nell'articolo
Con la pubblicazione del D.Lgs. 20 febbraio 2026, n. 30 (G.U. 9 marzo 2026), l’Italia ha ufficialmente recepito la Direttiva (UE) 2024/825. Sebbene le nuove norme – che integrano il Codice del Consumo (D.Lgs. n. 206/2005) con divieti specifici contro il greenwashing e l’obsolescenza precoce – siano entrate formalmente in vigore a fine marzo, è dal 27 settembre 2026 che il sistema sanzionatorio diventa pienamente operativo, trasformando i principi europei in obblighi cogenti per tutte le imprese.
Sono ora sanzionabili:
È la norma europea che modifica le direttive 2005/29/CE e 2011/83/UE per contrastare l’ambientalismo di facciata. Introduce divieti rigorosi contro le asserzioni ambientali generiche e l’obsolescenza precoce, obbligando le aziende a fornire informazioni veritiere su durabilità e riparabilità dei prodotti. L’obiettivo è responsabilizzare i consumatori nella transizione verde, garantendo etichette trasparenti e basate su sistemi di certificazione approvati.
A supporto della piena operatività del quadro sanzionatorio e degli obblighi introdotti dal D.Lgs. n. 30/2026 in materia di responsabilizzazione dei consumatori, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha pubblicato una serie di chiarimenti ufficiali sotto forma di FAQ:
L’intervento ministeriale mira a sciogliere i nodi interpretativi più complessi riscontrati dagli operatori economici nella fase di adeguamento delle politiche commerciali e di comunicazione ambientale.
Con l’avvio della piena vigenza delle regole, la Direttiva europea è entrata nel vivo della sua applicazione pratica. L’obiettivo primario è consentire ai consumatori di compiere scelte di acquisto informate, premiando modelli di consumo realmente sostenibili e arginando il fenomeno delle informazioni opache e non verificabili.
In questo scenario, la comunicazione aziendale non può prescindere da processi produttivi e organizzativi trasparenti. La conformità passa necessariamente attraverso il ricorso a standard tecnici e schemi di certificazione accreditati.
A supporto delle organizzazioni che vogliono misurare concretamente il proprio livello di circolarità attraverso indicatori oggettivi, un punto di riferimento fondamentale nel panorama normativo nazionale è la prassi UNI/TS 11820, pubblicata nel 2022 e poi aggiornata nel 2024, che definisce un metodo di valutazione della circolarità attraverso un set di indicatori volti a valutare, attraverso un punteggio finale, il livello effettivo di circolarità di una organizzazione o gruppo di organizzazioni.
Per evitare ambiguità interpretative, il D.Lgs. n. 30/2026 introduce definizioni puntuali per i consulenti ambientali e i responsabili marketing:
| Termine | Definizione secondo il D.Lgs. 30/2026 |
| Asserzione ambientale | nel contesto di una comunicazione commerciale, qualsiasi messaggio o rappresentazione non obbligatoria che dichiari o implichi un impatto positivo (o nullo) di un bene o marchio sull’ambiente. |
| Etichetta di sostenibilità | Qualsiasi marchio di fiducia o di qualità che distingue un prodotto o un processo in base alle sue caratteristiche ambientali o sociali. |
| Durabilità | La capacità dei beni di mantenere le loro specifiche funzioni e prestazioni attraverso un uso normale. |
| Indice di riparabilità | Indice che esprime l’idoneità di un bene ad essere riparato sulla base di requisiti armonizzati stabiliti a livello dell’Unione europea. |
Il nuovo decreto mira a rendere il consumatore un attore consapevole della transizione verde. A tal proposito, sono previsti specifici strumenti di trasparenza, validi anche per l’e-commerce:
Per un’analisi completa del testo di legge e dei relativi allegati tecnici, è possibile consultare la versione integrale disponibile sul portale della Gazzetta Ufficiale:
Le novità introdotte dal recepimento della Direttiva (UE) 2024/825 impongono una gestione integrata della sostenibilità aziendale per garantire la veridicità delle asserzioni ambientali. Per governare questi processi e allinearli ai più alti standard di governance ambientale, l’Istituto Informa propone un corso specialistico per manager e consulenti:

Il corso è articolato in 8 moduli per un totale di 40 ore di formazione. I moduli sono fruibili anche singolarmente.