Stress lavoro-correlato e proposta di modifica del D.Lgs. 81/2008

Stress lavoro-correlato e proposta di modifica del D.Lgs. 81/2008

La trasformazione del lavoro ha reso lo stress lavoro-correlato un fattore strutturale di rischio. Questo contributo approfondisce il quadro normativo vigente, le criticità applicative e le possibili evoluzioni del D.Lgs. 81/2008, nel nuovo contesto delineato dalla Legge 198/2025.

  1. Lo stress lavoro-correlato come rischio sistemico
  2. Il quadro normativo vigente: lo stress lavoro-correlato nel D.Lgs. 81/2008
  3. Le criticità applicative: tra adempimento formale e inefficacia sostanziale
  4. La Legge 29 dicembre 2025, n. 198: un nuovo contesto di riferimento
  5. Verso una modifica del D.Lgs. 81/2008: principi ispiratori
  6. Proposta di intervento normativo: ambiti di modifica
  7. Impatti organizzativi e culturali della riforma
  8. Conclusioni e prospettive future
  9. Bibliografia istituzionale
  10. Bibliografia personale e contributi sulla tematica
  11. Stress lavoro-correlato: domande e risposte operative
    • Cos’è lo stress lavoro-correlato secondo la normativa?
    • Il D.Lgs. 81/2008 disciplina in modo efficace lo stress lavoro-correlato?
    • Qual è il ruolo della Legge 198/2025 sullo stress lavoro-correlato?
  12. Strumenti e risorse per l’approfondimento
  13. Articoli sulla Sicurezza sul Lavoro a cura dell’autore

Lo stress lavoro-correlato come rischio sistemico

Negli ultimi anni, lo stress lavoro-correlato (SLC) ha assunto una rilevanza crescente nel dibattito giuridico, organizzativo e sociale, configurandosi non più come un rischio residuale o accessorio, bensì come un fattore strutturale in grado di incidere profondamente sulla salute psicofisica dei lavoratori, sull’efficienza delle organizzazioni e sulla sostenibilità complessiva dei sistemi produttivi.
La trasformazione dei modelli organizzativi, l’intensificazione dei carichi cognitivi ed emotivi, la pervasività delle tecnologie digitali e l’erosione dei confini tra vita privata e vita lavorativa hanno reso lo stress un fenomeno trasversale, capace di manifestarsi in tutti i settori economici, con particolare evidenza nei contesti ad alta complessità relazionale e decisionale, come il settore sanitario, educativo e dei servizi alla persona.

In tale scenario, il quadro normativo delineato dal D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, pur avendo rappresentato un passo fondamentale nel riconoscimento dei rischi psicosociali, mostra oggi limiti strutturali e applicativi che rendono necessaria una riflessione critica e un aggiornamento coerente con l’evoluzione del lavoro contemporaneo.

Il quadro normativo vigente: lo stress lavoro-correlato nel D.Lgs. 81/2008

Il D.Lgs. 81/2008 recepisce lo stress lavoro-correlato all’interno dell’obbligo generale di valutazione di tutti i rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori, ai sensi dell’articolo 28, richiamando espressamente l’Accordo europeo dell’8 ottobre 2004. Tuttavia, la normativa:

  • non fornisce una definizione operativa puntuale di stress lavoro-correlato;
  • non distingue chiaramente tra fattori organizzativi, relazionali e individuali;
  • demanda in larga parte alle linee guida e alle buone prassi la concreta applicazione della valutazione;
  • non prevede obblighi strutturati di monitoraggio continuo e di intervento correttivo misurabile.

Ne è derivata, nella prassi, una gestione spesso formale e documentale del rischio SLC, ridotta alla compilazione di check-list o indicatori sentinella, senza un reale impatto sulla progettazione organizzativa e sul benessere dei lavoratori.

Le criticità applicative: tra adempimento formale e inefficacia sostanziale

Numerose indagini e analisi ispettive hanno evidenziato come la valutazione dello stress lavoro-correlato sia frequentemente percepita dalle organizzazioni come un obbligo burocratico, piuttosto che come uno strumento di prevenzione primaria. Le principali criticità riscontrabili includono:

  • valutazioni statiche, non aggiornate rispetto ai cambiamenti organizzativi;
  • assenza di coinvolgimento attivo dei lavoratori e delle rappresentanze;
  • difficoltà di integrazione tra valutazione del rischio e politiche di gestione delle risorse umane;
  • carenza di competenze specifiche in ambito psicologico-organizzativo.

Tali elementi contribuiscono a svuotare di efficacia l’impianto normativo, generando una distanza significativa tra la tutela formale prevista dalla legge e la reale protezione della salute mentale nei luoghi di lavoro.

La Legge 29 dicembre 2025, n. 198: un nuovo contesto di riferimento

La Legge 29 dicembre 2025, n. 198, intervenendo in modo organico su diversi profili della tutela del lavoro e del benessere organizzativo, ha introdotto principi innovativi in materia di:

  • prevenzione del disagio psicosociale;
  • promozione della salute mentale nei contesti lavorativi;
  • responsabilità organizzativa in relazione ai fattori di rischio emergenti.

Pur non modificando direttamente il testo del D.Lgs. 81/2008, la legge del 2025 crea un nuovo contesto sistemico, nel quale lo stress lavoro-correlato non può più essere trattato come rischio generico, ma deve essere considerato una variabile strategica della governance aziendale.

Verso una modifica del D.Lgs. 81/2008: principi ispiratori

Alla luce delle trasformazioni in atto e delle indicazioni introdotte dalla Legge n. 198/2025, appare necessario ripensare il D.Lgs. 81/2008 secondo alcuni principi cardine:

  • Centralità della prevenzione primaria, agendo sulle cause organizzative dello stress e non solo sui suoi effetti;
  • Approccio dinamico e integrato alla valutazione del rischio, con aggiornamenti periodici legati ai cambiamenti organizzativi;
  • Responsabilizzazione dei vertici aziendali, superando una visione delegata e frammentata della gestione del rischio psicosociale;
  • Integrazione con i modelli di governance e compliance, in coerenza con l’evoluzione dei sistemi di controllo interno.

Proposta di intervento normativo: ambiti di modifica

Una possibile revisione del D.Lgs. 81/2008 potrebbe articolarsi lungo alcune direttrici fondamentali.

  • Definizione normativa dello stress lavoro-correlato
    L’introduzione di una definizione più articolata consentirebbe di chiarire che lo stress deriva prevalentemente da fattori organizzativi, gestionali e relazionali, riducendo il rischio di una lettura individualizzante o colpevolizzante del fenomeno.
  • Obbligo di valutazione qualitativa e partecipata
    Accanto agli indicatori quantitativi, dovrebbe essere previsto l’obbligo di strumenti qualitativi (focus group, interviste, questionari validati), con il coinvolgimento attivo dei lavoratori.
  • Monitoraggio e indicatori di efficacia
    La valutazione dello stress dovrebbe essere accompagnata da indicatori di risultato, in grado di misurare l’effettiva riduzione del rischio nel tempo.
  • Formazione specifica dei soggetti della prevenzione
    Datore di lavoro, dirigenti, RSPP e preposti dovrebbero ricevere una formazione specifica sui rischi psicosociali e sulle competenze di leadership sana.

Impatti organizzativi e culturali della riforma

Una modifica del D.Lgs. 81/2008 in materia di stress lavoro-correlato avrebbe un impatto rilevante non solo sul piano giuridico, ma anche su quello culturale e organizzativo. La gestione dello stress diverrebbe parte integrante:

  • della progettazione del lavoro;
  • delle politiche di valutazione delle performance;
  • dei sistemi di prevenzione dei conflitti e delle aggressioni;
  • delle strategie di sostenibilità sociale delle imprese.

In tale prospettiva, la salute mentale non sarebbe più considerata un costo, ma un fattore di competitività e resilienza organizzativa.

Conclusioni e prospettive future

Lo stress lavoro-correlato rappresenta oggi una delle principali sfide per il diritto del lavoro e per i sistemi di prevenzione della salute e sicurezza. Il D.Lgs. 81/2008, pur avendo anticipato i tempi nel riconoscere i rischi psicosociali, necessita di un aggiornamento coerente con la complessità del lavoro contemporaneo.
La Legge 29 dicembre 2025, n. 198 offre l’occasione per avviare una riforma strutturata, capace di superare approcci formali e frammentari e di promuovere una reale tutela della salute psicofisica dei lavoratori.

Ripensare la normativa sullo stress lavoro-correlato significa, in ultima analisi, ripensare il modello di lavoro, ponendo la persona, la dignità e il benessere al centro delle organizzazioni.

Bibliografia istituzionale

  • Legge 29 dicembre 2025, n. 198 (conversione del D.L. 31 ottobre 2025, n. 159, “Misure urgenti per la tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro…”). (Ministero del Lavoro)
  • D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 – art. 28 (Oggetto della valutazione dei rischi), testo in Gazzetta Ufficiale. (Gazzetta Ufficiale)
  • Accordo Quadro Europeo sullo Stress Lavoro-Correlato (8 ottobre 2004) (EU social partners).
    (osha.europa.eu)
  • Accordo Interconfederale 9 giugno 2008 per il recepimento dell’Accordo europeo sullo stress lavoro-correlato. (Osservatorio Olympus)
  • INAIL – “La metodologia per la valutazione e gestione del rischio stress lavoro-correlato” (Ed. 2017). (ateneosicuro.unifi.it)
  • INAIL – Monografico 2025: modulo contestualizzato a lavoro da remoto e innovazione tecnologica (strumenti integrativi della metodologia SLC). (Inail.it)
  • EU-OSHA – “Psychosocial risks and mental health at work” (pagina tematica). (osha.europa.eu)
  • ISO 45003:2021 – Psychological health and safety at work (linee guida per la gestione dei rischi psicosociali in un sistema ISO 45001). (store.uni.com)
  • WHO – “Guidelines on mental health at work” (2022) (pagina ufficiale). (Organizzazione Mondiale della Sanità)
  • WHO/ILO – “Mental health at work” (Guide/Policy brief, 2022). (Fire Brigade Employees Union)
  • ILO – “Workplace stress: A collective challenge” (2016). (International Labour Organization)
  • Eurofound – “Psychosocial risks in Europe: prevalence and strategies for prevention” (2014).
    (moodle.adaptland.it)
  • EU-OSHA – “Framework agreement on work-related stress” (scheda) e pagine di implementazione. (osha.europa.eu)

Bibliografia personale e contributi sulla tematica

  • Foti, A., Audizione presso il gruppo di Lavoro: “Benessere mentale, diritto alla disconnessione, stress lavoro correlato”. Stati Generali della Sicurezza 2025. Commissione d’inchiesta sulle condizioni del lavoro, Camera dei Deputati, Roma, 22 ottobre 2025.
  • Foti, A., Intelligenza artificiale e sicurezza sul lavoro. L’impatto sulle professioni, i rischi e il benessere psicologico. Convegno studio “Intelligenza artificiale e rapporti di lavoro. Attualità e prospettive”, Camera dei deputati, Roma,12 giugno 2025.
  • Foti, A., “L’impatto dell’Intelligenza Artificiale su ruoli, competenze ed esigenze formative” presso “Innovation Training Summit 2025”, EFI, Roma, 4 aprile 2025.
  • Foti, A., Impatto della transizione digitale sulla salute psicofisica del lavoratore, Convegno “Conoscere i rischi per aumentare le opportunità: le nuove sfide della salute e sicurezza sul lavoro” Palazzo Pirelli Regione Lombardia, Milano, 12 dicembre 2024.
  • Ceragioli D. Intervista ad Alessandro Foti sul tema “Intelligenza artificiale, quali sono i rischi per la salute”, La Redazione, maggio 2024.
  • Foti A., Intelligenza artificiale e sicurezza sul lavoro. L’impatto sulle professioni, i rischi e il benessere psicologico.  Rivista “Ambiente & Sicurezza sul lavoro, EPC Editore, marzo-aprile 2024.
  • Foti A., Stress psicosociale, resilienza e coping. Strategie per fronteggiare i problemi in ambito sociale e lavorativo, rivista “Ambiente & Sicurezza sul lavoro”, EPC, Ottobre 2023.

Stress lavoro-correlato: domande e risposte operative

  1. Cos’è lo stress lavoro-correlato secondo la normativa?

    È un rischio psicosociale legato all’organizzazione del lavoro che incide sulla salute psicofisica dei lavoratori. Questo rischio è anch’esso da valutare ai sensi dell’art.28 del D.Lgs. 81/2008.

  2. Il D.Lgs. 81/2008 disciplina in modo efficace lo stress lavoro-correlato?

    Il decreto lo riconosce formalmente, ma presenta limiti applicativi che spesso portano a valutazioni solo documentali e poco incisive sul piano organizzativo.

  3. Qual è il ruolo della Legge 198/2025 sullo stress lavoro-correlato?

    La Legge 198/2025 rafforza l’attenzione su salute mentale, prevenzione e responsabilità organizzativa.

Strumenti e risorse per l’approfondimento

Arricchisci le tue conoscenze con i libri di EPC Editore e i corsi di formazione dell’Istituto Informa:

Articoli sulla Sicurezza sul Lavoro a cura dell’autore

Consulta al seguente link gli altri articoli pubblicati dall’autore: analisi, spunti critici e strumenti utili per chi opera nel settore.