Clima ed energia: i temi che impegneranno il prossimo Consiglio UE

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Il 26 e 27 giugno il nuovo Consiglio dovrà decidere su aspetti cruciali delle politiche di clima ed energia: ecco su cosa verterà il dibattito europeo


Nel Consiglio europeo del 26-27 giugno 2014 oltre alla designazione del prossimo Presidente della Commissione europea, verrà discussa l’Agenda strategica dell’UE per i prossimi anni; e fra i temi compaiono anche la sicurezza e giustizia, le politiche in materia di asilo, immigrazione, gestione delle frontiere, cooperazione di polizia e giudiziaria; crescita, competitività e occupazione, e per l’ambiente si parlerà di politiche di clima ed energia.

In particolare su quest’ultimo punto, il Consiglio europeo dovrebbe avviare la discussione sulla strategia europea di sicurezza energetica, presentata recentemente dalla Commissione e strettamente connessa al quadro per le politiche dell’energia e del clima per il 2030.
L’obiettivo conclamato è ridurre la dipendenza energetica dell’UE adottando specifiche misure in materia attraverso:
rafforzamento dei meccanismi di emergenza e solidarietà esistenti;
– pieno rispetto delle norme dell’UE in materia di concorrenza e mercato interno con riferimento agli investimenti nelle infrastrutture energetiche anche di Paesi terzi (è chiaro il riferimento al contenzioso attualmente in atto tra la Commissione europea e Gazprom per la costruzione del gasdotto South Stream);
– avvio di un dialogo con i partner internazionali per ridurre il rischio di interruzione nella fornitura di gas naturale;
– rafforzamento della Comunità dell’energia.
Fra i temi, inoltre, la necessità di integrare e interconnettere maggiormente il mercato europeo dell’energia. Attesa entro ottobre 2014 una decisione del Consiglio in merito al quadro clima ed energia al 2030, individuando:
– i criteri per una ripartizione equa degli oneri tra gli Stati membri;
– il meccanismo di lotta alla delocalizzazione delle emissioni (carbon leakage);
l’impatto delle misure proposte (una riduzione vincolante di almeno il 40% delle emissioni di CO2 nel 2030 e l’obiettivo europeo del 27% di rinnovabili) in ogni Stato membro.

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