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Qualificazione stazione appaltanti: la prassi UNI/PdR 143:2023

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Dal 1° luglio 2023, il nuovo Codice Appalti ha previsto il sistema di qualificazione delle stazioni appalti.

Parallelamente, UNI pubblica la UNI/PdR 143:2023, prassi di riferimento che definisce il sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti.

Vediamo le sue finalità a cosa si applica e cosa prevede.

La prassi è liberamente scaricabile dal sito UNI dietro registrazione.

UNI/PdR 143:2023: la prassi di riferimento per la qualificazione appaltanti

La prassi di riferimento intende definire un modello di sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti, prevedendo una disciplina che indichi in maniera chiara i requisiti e i relativi punteggi necessari al fine dell’ottenimento della qualificazione. Si tratta di uno strumento operativo e immediatamente applicabile da ogni amministrazione, compatibilmente con le disposizioni legislative e in conformità alle linee guida approvate da ANAC con delibera n. 441/2022, al fine di governare in modo completo il processo di qualificazione finalizzato alla razionalizzazione delle amministrazioni aggiudicatrici e alla loro professionalizzazione.

La qualificazione può riguardare le seguenti tipologie contrattuali:

  • i lavori;
  • i servizi e le forniture

UNI/PdR 143:2023: quando non si applica

La prassi non si applica nei confronti degli enti aggiudicatori che non sono amministrazioni aggiudicatrici, dei soggetti privati tenuti all’osservanza delle disposizioni del Codice dei Contratti Pubblici e dei soggetti qualificati di diritto.

La qualificazione non è altresì richiesta per effettuare affidamenti di servizi e forniture di importo inferiore alla soglia europea e di lavori di manutenzione ordinaria d’importo inferiore a un milione di euro mediante utilizzo autonomo degli strumenti telematici di negoziazione messi a disposizione dalle centrali di committenza qualificate.

UNI/PdR 143:2023: cosa attesta?

La qualificazione delle stazioni appaltanti e delle centrali di committenza attesta la loro capacità di gestire direttamente il complesso delle attività che caratterizzano il processo di acquisizione di un bene, servizio o lavoro in relazione ai seguenti ambiti:

  • progettazione tecnico-amministrativa delle procedure;
  • affidamento e controllo della procedura di scelta del contraente;
  • gestione e controllo dell’esecuzione del contratto

Qualificazione delle appaltanti: significato

Il Sistema ha lo scopo di attestare la capacità delle stazioni appaltanti e delle centrali di committenza di progettare, di svolgere ed eseguire secondo criteri di qualità, efficienza, tempestività, correttezza e professionalità l’insieme delle attività che caratterizzano il processo di affidamento di lavori, servizi e  forniture.

Quando si applica il Sistema di Qualificazione delle stazioni appaltanti?

La qualificazione è necessaria per svolgere procedure di affidamento di importo superiore alle soglie previste in materia di qualificazione, pari a 500.000 € per i lavori, e alle soglie previste per l’affidamento diretto per i servizi e le forniture.

La qualificazione non è richiesta per lo svolgimento di procedure con importi inferiori a tali soglie e per l’effettuazione di ordini a valere su strumenti di acquisto messi a disposizione dalle centrali di committenza e dai soggetti aggregatori.

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Contiene il nuovo Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 36/2023), dopo che le ipotesi correlate al PNRR e la Legge delega n. 78/2022 ne avevano previsto la formazione e la successiva emanazione entro il 1° aprile 2023

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Una squadra di professionisti editoriali ed esperti nelle tematiche della salute e sicurezza sul lavoro, prevenzione incendi, tutela dell’ambiente, edilizia, security e privacy. Da oltre 20 anni alla guida del canale di informazione online di EPC Editore

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