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Gas e situazione energetica nazionale: il punto, le strategie e le alternative. Draghi riferisce in Parlamento

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Oggi, durante l’informativa urgente del Presidente Mario Draghi alla Camera dei Deputati e poi nell’informativa al Senato, in occasione del conflitto fra Ucraina e Russia il Premier ha fatto il punto sulla situazione energetica nazionale annunciando misure di semplificazione e strategie alternative a quelle attualmente in essere, alla luce delle Sanzioni che l’Italia si appresta ad approvare nei confronti della Russia.

“La crisi di portata storica che l’Italia e l’Europa hanno davanti potrebbe essere lunga e difficile da ricomporre, anche perché sta confermando l’esistenza di profonde divergenze sulla visione dell’ordine internazionale mondiale. Divergenze che non sarà facile comporre” ha ammonito Draghi.

  • Fra i punti del discorso: il cambio di scenario per l’approvvigionamento di gas, l’incremento del numero di gassificatori attivi oltre a migliorare la capacità e la produzione nazionale di rigassificazione a scapito delle importazioni: “Perché il gas prodotto nel proprio Paese è più gestibile e può essere meno caro”.
  • Il premier ha ammesso la possibilità della riapertura delle centrali a carbone, per colmare eventuali mancanze. Ha indicato nella burocrazia il principale ostacolo alla apertura alle fonti rinnovabili e soprattutto nell’informativa al Senato, il premier ha puntato il dito sui fattori di rallentamento: in primis la complessità delle procedure realizzative, intendendo anche i legittimi passaggi di controllo caratterizzati da una complessità “straordinaria”.

Ecco cosa ha detto Draghi, punto per punto.

Gas, Draghi: per il 45% sono importazioni dalla Russia

Il Premier ha sottolineato il dato sulla situazione del comparto gas ricordando la riduzione della produzione di gas a fronte di un consumo costante. Le importazioni di Gas arrivano per il 45% dalla Russia, ha ricordato, sottolineando l’” imprudenza” della mancata differenziazione delle fonti energetiche.

La maggiore preoccupazione riguarda il settore energetico, che è già stato colpito dai rincari di questi mesi: circa il 45% del gas che importiamo proviene infatti dalla Russia, in aumento dal 27% di dieci anni fa.

Le vicende di questi giorni dimostrano l’imprudenza di non aver diversificato maggiormente le nostre fonti di energia e i nostri fornitori negli ultimi decenni.

In Italia, abbiamo ridotto la produzione di gas da 17 miliardi di metri cubi all’anno nel 2000 a circa 3 miliardi di metri cubi nel 2020 – a fronte di un consumo nazionale che è rimasto costante tra i 70 e i 90 miliardi circa di metri cubi.

Dobbiamo procedere spediti sul fronte della diversificazione, per superare quanto prima la nostra vulnerabilità e evitare il rischio di crisi future.

Gas: quali scenari possibili?

Il Governo monitora in modo costante i flussi di gas, ma conferma la situazione “buona” degli stoccaggi (il livello di riempimento al 90% rispetto al 75%) poi utilizzati a pieno ritmo a febbraio. Ciò implica comunque, dice il Premier, di ripensare la capacità di stoccaggio per i prossimi anni, anche in vista di meccanismi di stoccaggio comune.

Gli stoccaggi italiani beneficiano dell’aver avuto, a inizio inverno, una situazione migliore rispetto a quello di altri Paesi europei, anche grazie alla qualità delle nostre infrastrutture.  Il livello di riempimento aveva raggiunto il 90% alla fine del mese di ottobre, mentre gli altri Paesi europei erano intorno al 75%.

Gli stoccaggi sono stati poi utilizzati a pieno ritmo e nel mese di febbraio hanno già raggiunto il livello che hanno generalmente a fine marzo.

Questa situazione, che sarebbe stata più grave in assenza di infrastrutture e politiche adeguate, è simile a quella che vivono altri Paesi europei tra cui la Germania.

La fine dell’inverno e l’arrivo delle temperature più miti ci permettono di guardare con maggiore fiducia ai prossimi mesi, ma dobbiamo intervenire per migliorare ulteriormente la nostra capacità di stoccaggio per i prossimi anni.

L’Italia è impegnata inoltre a spingere l’Unione Europea nella direzione di meccanismi di stoccaggio comune, che aiutino tutti i Paesi a fronteggiare momenti di riduzione temporanea delle forniture.

Ci auguriamo che questa crisi possa accelerare finalmente una risposta positiva sul tema.

Gas e Il Governo è al lavoro per aumentare le forniture alternative

“Il Governo è comunque al lavoro per approntare tutte le misure necessarie per gestire al meglio una possibile crisi energetica” afferma il Premier che rilancia come occorra maggiore flessibilità dei consumi di gas, sospensioni nel settore industriale, e regole sui consumi di gas nel settore termoelettrico, dove pure esistono misure di riduzione del carico. Secondo Draghi, resta però il problema dello scarso numero di rigassificatori in funzione: occorre, per Draghi, migliorare la nostra capacità di rigassificazione e aumentare la produzione nazionale a scapito delle importazioni.

Il Governo è al lavoro, inoltre, per aumentare le forniture alternative.

Intendiamo incrementare il gas naturale liquefatto importato da altre rotte, come gli Stati Uniti.

Il Presidente americano, Joe Biden, ha offerto la sua disponibilità a sostenere gli alleati con maggiori rifornimenti, e voglio ringraziarlo per questo. Tuttavia, la nostra capacità di utilizzo è limitata dal numero ridotto di rigassificatori in funzione.

Per il futuro, è quanto mai opportuna una riflessione anche su queste infrastrutture.

Il Governo intende poi lavorare per incrementare i flussi da gasdotti non a pieno carico – come il TAP dall’Azerbaijan, il TransMed dall’Algeria e dalla Tunisia, il GreenStream dalla Libia. 

Calmierazioni prezzi energia: pronti a intervenire

Il premier annuncia che il Governo potrebbe ancora tornare sulla calmierazioni dei prezzi dell’energia, ritenendolo effettivamente necessario.

Fonti rinnovabili: verso una maggiore semplificazione burocratica

Il Premier ha riconosciuto come il gas resti essenziale come combustibile di transizione ma ha anche ammesso che la strada della promozione delle fonti rinnovabili, sulla quale si è speso il ministro Cingolani, passa da una maggiore semplificazione delle procedure per l’installazione degli impianti.

Infatti, spiega Draghi al Senato “occorre osservare che il limite a una rapida espansione delle rinnovabili non sono le tecnologie, la disponibilità di materiali, i costi stessi, è la complessità delle procedure realizzative“. Alcune di queste sono legittimi passaggi di controllo, ma sono di una complessità straordinaria, per cui tutto quanto sta sperimentando un rallentamento.

Ho parlato del gas, ma la risposta più valida nel lungo periodo sta nel procedere spediti, come stiamo facendo, nella direzione di un maggiore sviluppo delle fonti rinnovabili, anche e soprattutto con una maggiore semplificazione delle procedure per l’installazione degli impianti.

A questo proposito vorrei notare che gli ostacoli a una maggiore speditezza su questo percorso non sono tecnici, non sono tecnologici, ma sono solo burocratici.

La crisi di portata storica che l’Italia e l’Europa hanno davanti potrebbe essere lunga e difficile da ricomporre, anche perché sta confermando l’esistenza di profonde divergenze sulla visione dell’ordine internazionale mondiale che non sarà facile superare.

Antonio Mazzuca

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