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Superbonus, in Gazzetta il Decreto Salva-Conti 2024: cosa prevede per agevolazioni edilizie, sconto in fattura e cessione del credito?

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In Gazzetta il DECRETO AGEVOLAZIONI FISCALI, DECRETO-LEGGE 29 marzo 2024, n. 39 in vigore dal 31 marzo 2024 e anticipato dal Consiglio dei Ministri del 27 marzo. Il Decreto introduce misure urgenti in materia di agevolazioni fiscali e soprattutto, incide in senso restrittivo sul Superbonus.

Agevolazioni fiscali: cosa prevede il Decreto Salva Conti

Il decreto-legge prevede:

  • (art.1) eliminazione dei casi in cui risulta ancora vigente il cosiddetto “sconto in fattura” o la cessione del credito in luogo delle detrazioni.
    Ciò  vale, spiega il Governo, per gli interventi successivi all’entrata in vigore delle nuove norme;
  • (art.2) esclude la remissione in bonis che avrebbe consentito, con il pagamento di una minima sanzione, la comunicazione funzionale alla fruizione dei benefici fino al 15 ottobre 2024;
    Si intende così acquisire, alla scadenza ordinaria del termine previsto per le suddette agevolazioni (4 aprile 2024), l’ammontare del complesso delle opzioni esercitate e delle cessioni stipulate;
  • (art.3) richiede maggiori informazioni inerenti alla realizzazione degli interventi agevolabili;
    così da garantire un’adeguata e tempestiva conoscenza delle grandezze economiche e finanziarie connesse alle misure agevolative oggetto del decreto
  • (art.3) nuove sanzioni: l’omessa trasmissione di tali informazioni, se relativa agli interventi già avviati, determina l’applicazione di una sanzione amministrativa di euro 10.000, mentre per i nuovi interventi è prevista la decadenza dall’agevolazione fiscale;
  • (art.4) sospensione dell’utilizzabilità dei crediti di imposta inerenti i bonus edilizi  in presenza di iscrizioni a ruolo o carichi affidati agli agenti della riscossione relativi imposte erariali nonché ad atti emessi dall’Agenzia delle entrate per importi complessivamente superiori a euro 10.000, se scaduti i termini di pagamento e purché non siano in essere provvedimenti di sospensione o non siano in corso piani di rateazione per i quali non sia intervenuta decadenza
  • (art.5) misure volte a prevenire le frodi in materia di cessione dei crediti ACE, riducendo a una la possibilità di cessione ed estendendo la responsabilità solidale del cessionario alle ipotesi di concorso nella violazione, nonché ampliando i controlli preventivi in materia di operazioni sospette.

Stretta al Superbonus: le reazioni delle associazioni professionali al Decreto Salva-conti 20204

Subito dopo l’annuncio delle misure del Governo diversi Enti e Associazioni hanno commentato le scelte del Governo esprimendo perplessità ed evidenziando aspetti critici che saranno oggetto di valutazione al momento della conversione in legge.

CNI-CNAPP: stretta al Superbonus e criticità per le aree terremotate

CNI e CNAPP ricordano che le misure del Decreto “Salva-Conti” che sancisce di fatto lo stop alla cessione dei crediti e lo sconto in fattura riguarderà principalmente il Superbonus 110% per le aree terremotate. Su queste ultime, ricordano che “Immaginare di completare la ricostruzione delle aree terremotate in tempi rapidi e senza l’utilizzo di fondi pubblici è puramente utopistico. Come abbiamo ripetutamente affermato, è necessario un sistema complessivo che agevoli l’opera di ricostruzione non che la ostacoli”.

Le due sigle parlano di misura “inusitatamente drastica” che rischia di rendere impossibile l’opera di ricostruzione e chiedono un ripensamento e di mantenere le agevolazioni fiscali almeno limitatamente alle aree colpite dal sisma, conciliando l’esigenza di tenere i conti dello Stato sotto controllo e il diritto dei cittadini colpiti dal sisma di tornare a vivere nelle proprie case.

ANCE: cercare una soluzione rispettosa del Paese

La Presidente di Ance Federica Brancaccio, con una lunga intervista sulle prime pagine de Il Corriere della Sera ha chiesto una profonda e attenta riflessione a Governo e Parlamento affinché si trovi una soluzione rispettosa dei conti del Paese con una giusta alternativa a questo stop brutale delle misure.

Mi chiedo, tra l’altro, se non sia successo qualcosa di nuovo per decidere di adottare un provvedimento così d’urgenza in Consiglio dei ministri. Se è vero che viene introdotto l’obbligo di segnalare l’inizio dei lavori si tratta di una cosa virtuosa, che abbiamo chiesto ripetutamente negli ulti mi tre anni e che ritenevamo molto utile per monitorare i conti e tenerli sotto controllo. Introdurre ora quest’obbligo è un po’ tardi” spiega sulle pagine del magazine di Confindustria.

Coordinamento editoriale Portale InSic.it – Formatore in salute e sicurezza sul lavoro – Content editor e Social media manager InSic.it

Antonio Mazzuca

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