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Acque per consumo umano: in arrivo un decreto di adeguamento alla normativa europea

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All’interno della Legge di Delegazione europea 2021 (al momento in discussione alla Camera e prossima di approvazione) all’art.21 sono indicati i principi e criteri direttivi specifici per l’attuazione della direttiva (UE) 2020/2184, concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano.

Di cosa parla la Direttiva? Quali saranno gli adeguamenti nel prossimo Decreto legislativo di adozione?

La direttiva (UE) 2020/2184

La direttiva mira a introdurre norme per la protezione della salute umana dagli effetti negativi derivanti dalla contaminazione delle acque destinate al consumo umano, garantendone “la salubrità e la pulizia”.

Introduce requisiti di igiene per i materiali che entrano in contatto con le acque potabili, come le condutture. Mira a migliorare l’accesso alle acque destinate al consumo umano; introdurre un approccio efficace sotto il profilo dei costi basato sul rischio, per monitorare la qualità dell’acqua. La direttiva è in vigore dal 12 gennaio 2021 e dovrà essere recepita entro il 12 gennaio 2023 (alcuni aspetti entro il 12 gennaio 2026).

Decreto sulla qualità delle acque: quali novità?

Fra le novità del prossimo Decreto che dovrà adeguare la normativa nazionale alla direttiva europea c’è il coordinamento fra i sistemi nazionali e quelli comunitari per lo scambio di informazioni sulle acque.

Non solo, si richiede anche un maggiore controllo sulle approvazioni per l’uso di reagenti chimici, e di mezzi di filtrazione e trattamento (ReMM) ed anche una profonda revisione del sistema di vigilanza, sorveglianza della sicurezza dell’acqua potabile e controllo sui sistemi idrici e sulle acque destinate ad edifici prioritari (tra cui ospedali, scuole, strutture ricettive, ricreative e sportive, case di riposo, bar, ristoranti, istituti penitenziari, campeggi), oltre alla revisione del sistema sanzionatorio.

Acque per il consumo: cosa prevede la delega al Governo?

L’articolo 21, aggiunto dal Senato, dispone che il Governo, nell’esercizio della delega, osservi i seguenti princìpi e criteri direttivi specifici:

  • adeguare e coordinare i sistemi informatici nazionali con quelli istituiti a livello UE, per garantire lo scambio di informazioni tra autorità nazionali e Stati membri. A tal fine il Governo dovrà prevedere l’istituzione di un’Anagrafe Territoriale dinamica delle Acque potabili (AnTea), ossia un sistema centralizzato contenente i dati sanitari ambientali che servirà ad acquisire informazioni sul controllo dell’attuazione delle nuove norme e garantire un idoneo accesso al pubblico, nonché la condivisione dei dati tra le autorità pubbliche;
  • regolamentare i procedimenti volti al rilascio delle approvazioni per l’uso di reagenti chimici, di mezzi di filtrazione e trattamento (ReMM) a contatto con l’acqua potabile, nonché per l’impiego di organismi di certificazione e di indicazioni in etichettatura;
  • inserire norme finalizzate alla revisione del sistema di vigilanza, sorveglianza della sicurezza dell’acqua potabile e controllo, anche attraverso l’introduzione di obblighi di controllo sui sistemi idrici e sulle acque destinate ad edifici prioritari (tra cui ospedali, scuole, strutture ricettive, ricreative e sportive, case di riposo, bar, ristoranti, istituti penitenziari, campeggi);
  • attribuire all’Istituto superiore di Sanità le funzioni di Centro nazionale per la sicurezza delle acque (CeNSIA), incaricato: dell’approvazione dei Piani di sicurezza delle acque (PSA), nell’ambito della valutazione della qualità tecnica dell’acqua e del servizio idrico di competenza dell’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente (ARERA); del rilascio delle approvazioni per l’impiego di reagenti chimici, mezzi di filtrazione e di trattamento (ReMM) a contatto con acqua potabile, nonché della gestione del centro AnTea;
  • inserire una disciplina relativa all’accesso all’acqua che preveda obblighi di punti di accesso alle acque per edifici prioritari, aeroporti, stazioni e stabilimenti balneari;
  • rivedere il sistema sanzionatorio in caso di violazione delle disposizioni della direttiva (UE) 2020/2184. Le sanzioni dovranno essere efficaci, dissuasive e proporzionate alla gravità delle violazioni medesime.

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Dott. Andrea PEGAZZANO
Esperto tutela ambientale, Autorità di Bacino del Fiume Po Magistrato del Tribunale, esperto nelle tematiche trattate

Antonio Mazzuca

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