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Safety Expo 2023: temi e spunti dalla Tavola Rotonda di Sicurezza. Ne parliamo con Lorenzo Fantini

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Le luci sul Safety Expo 2023 si sono abbassate ma un commento a caldo è necessario a seguito di quanto discusso nella Tavola Rotonda di salute e sicurezza che ha riportato l’attenzione sui temi della Prevenzione, della lotta agli infortuni e soprattutto della Formazione in salute e sicurezza, in attesa del nuovo Accordo. Quest’anno tornano alla tavola Rotonda grandi nomi da Ester Rotoli (INAIL) a Guariniello, a Cesare Damiano.

Ne parliamo con, l’Avv. Lorenzo Fantini, un punto di riferimento dei professionisti del settore, da sempre presente come moderatore dell’evento.

Quali sono stati gli spunti più interessanti emersi dalla tavola Rotonda il 20 settembre al Safety Expo, secondo lei?

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A mio parere, spunti significativi hanno riguardato le parti più innovative dei temi discussi, cioè l’importanza di un approccio di sistema ai temi della salute e sicurezza, dell’ambiente e della sostenibilità e della valorizzazione dell’utilizzo di strumenti innovativi di tipo tecnologico per la gestione e l’abbattimento dei rischi da lavoro. Una questione non semplice da sciogliere è come raggiungere questo obiettivo in concreto.

Ho trovato anche importante (ma non posso escludere che questo interesse sia legato alla mia formazione giuridica) che sia stato sottolineato come l’attuale disciplina di legge non permetta agli organi pubblici di vigilanza di sanzionare le società che non rispettano le regole (stringenti) di regolamentazione della formazione obbligatoria. E, per altro verso, come anche le più recenti sentenze continuino a sottolineare l’importanza di una formazione non solo formale ma anche efficace in concreto, in grado di essere ciò che il “testo unico” prevede all’articolo 2 (quando definisce cosa deve intendersi per “formazione”), cioè un vero e proprio “processo educativo”.

Il Safety expo è spesso un termometro degli interessi dei consulenti e delle aziende. Quali sono stati i temi che hanno interessato di più il pubblico e sui quali sono emersi magari commenti interessanti?

Il pubblico mi è, al solito, sembrato molto interessato alle novità in preparazione (Accordo in materia di formazione obbligatoria e salute e sicurezza sul lavoro su tutti), ma anche ai prodotti più innovativi (ne ho visti tanti in Fiera) in termini tecnologici. Quindi, da un lato le norme e dall’altro le soluzioni, almeno dal punto di vista tecnologico!

Quale tema avrebbe voluto che emergesse maggiormente o che fosse al centro del dibattito delle istituzioni e dei professionisti riuniti alla Tavola?

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Voglio pubblicamente elogiare un passaggio dell’intervento nella tavola Rotonda di Stefano Massera, noto esperto in materia di prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali, che ha sottolineato come la riduzione degli infortuni e delle malattie professionali – obiettivo imprescindibile per l’Italia ma difficile da perseguire, essendo il fenomeno infortunistico molto complesso, per la molteplicità delle cause – non necessiti solo di interventi in prospettiva ma possa (secondo me debba) essere affrontato da subito “a legislazione vigente”, attuando quei provvedimenti (non pochi, siamo nell’ordine di una ventina) che il “Testo Unico” ha previsto e ad oggi non sono stati realizzati.

Ad esempio?

Uno per tutti, visto che è diventato di attualità dopo la strage di Brandizzo: il decreto di armonizzazione delle disposizioni in tema di trasporto ferroviario e quelle del D.Lgs. n. 81/2008, previsto dall’articolo 3 del “Testo Unico”. O, ancora, la “patente a punti” in edilizia… mi sembra che su questo punto, che è fondamentale per intervenire subito e senza modifiche legislative, a parte Stefano Massera, si sia detto davvero troppo poco.

La Tavola Rotonda di quest’anno è partita con un input politico da parte di Water Rizzetto che ha proposto un mix di soluzioni per cercare di arginare il fenomeno infortunistico. Secondo lei cos’altro si può fare, concretamente, in materia di prevenzione?

In effetti Walter Rizzetto è intervenuto su molti dei temi rilevanti in materia, cosa che ho apprezzato. Va anche sottolineato che il Senato ha anche formalmente approvato, in data 13 settembre, una mozione che impegna il Governo ad intervenire su 10 punti “strategici” in materia di salute e sicurezza sul lavoro, tutti importanti (anche se, a dirla tutta, non proprio bene descritti nella mozione, in certi punti a mio parere troppo generica). La mia opinione è che occorra “mettere a terra” il più possibile tali obiettivi

Da quale partire?

Se potessi scegliere tre interventi:

  • solleciterei i Ministeri competenti ad attuare le norme del “testo unico” che mancano;
  • finanzierei (ad esempio, attraverso il credito di imposta) attività di promozione della salute e sicurezza sul lavoro, per fornire una spinta di tipo promozionale ad un sistema finora unicamente “punitivo”;
  • batterei molto sulla comunicazione – per tutti i soggetti interessati (datore di lavoro, lavoratori, consulenti, studenti…) – dell’importanza del tema della prevenzione, del quale non si parla mai abbastanza e che spesso viene trattato solo per gli aspetti più emotivi (il dolore di chi ha perso una persona cara) e in modo qualche volta insopportabilmente superficiale.

A proposito della bozza di Accordo per la formazione, non approvata ma oggetto di continuo dibattito anche sui social e sulla stampa generalista, qual è il suo giudizio sul testo? cosa di positivo deve essere assolutamente ancora fatto?

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Ricordo che si tratta di una bozza (che una manina misteriosa ha, quindi, reso pubblica ben prima che essa dovesse esserlo…) per cui non mi porrei troppe domande in merito, nel senso che è chiaro che nelle prossime settimane il testo che abbiamo tutti letto potrà sensibilmente cambiare.

Tanto premesso, il giudizio è positivo dal punto di vista sistematico (anche solo perché sarà meglio avere tutta la disciplina Stato-Regioni in una unica fonte), rispetto alla previsione (dopo 8 anni di attesa, visto che si trattava di un provvedimento previsto dal d.P.R. n. 177/2011) del percorso formativo minimo per chi lavora negli “ambienti confinati”, relativamente alla videoconferenza – la cui piena validità legale viene nella bozza confermata- e rispetto ad altre disposizioni che evidentemente tengono conto delle criticità emerse in questi anni di applicazione dei precedenti accordi.

Cosa non va, invece?

Ci sono carenze abbastanza significative nella logica stessa del testo che non mi pare sufficientemente in grado di andare nella direzione del superamento dell’approccio formale alla formazione a favore di quello che privilegia l’efficacia della formazione.

Anche quanto all’individuazione di chi possa legittimamente erogare la formazione, nella bozza il passaggio è reso in modo confuso e a mio parere totalmente rivedibile (mi riferisco al punto 1.3 della bozza).

Lei è al Safety Expo da tanti anni: lo ha visto crescere e cambiare. Perché un’azienda o un professionista dovrebbe venire a seguire la Tavola Rotonda e al Safety Expo?

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Per fortuna la risposta alla domanda l’abbiamo ogni anno, nel senso che la Tavola Rotonda è tradizionalmente un evento molto partecipato, senza che quest’anno si sia fatta eccezione. Credo che sia una occasione utile perché un professionista possa comprendere lo “stato dell’arte” in materia di salute e sicurezza sul lavoro, portando a casa un aggiornamento di livello ma anche spunti di riflessione per la propria attività.

Se a ciò aggiungiamo che la Tavola Rotonda ha un moderatore “sempre sul pezzo” (che in questo momento sta facendo autoironia), è chiaro che è una occasione imperdibile…

Ringraziamo l’Avvocato Fantini per la disponibilità a rispondere alle nostre domande e ricordiamo che il resoconto completo della Tavola Rotonda sarà pubblicato sul numero di Novembre-Dicembre della Rivista Ambiente&Sicurezza sul Lavoro, organizzatrice della Fiera insieme alla Rivista Antincendio ed all’Istituto Informa.

Chi è Lorenzo Fantini?

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E’ avvocato specializzato in diritto del lavoro, sindacale e della previdenza sociale ed è stato assistente presso la cattedra di diritto del lavoro dell’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma. Autore di numerose pubblicazioni, ha diretto – dal 2003 al 2013 – le divisioni “salute e sicurezza” del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, ed è stato più volte rappresentante italiano presso organismi europei ed internazionali e Presidente del Casellario Centrale Infortuni INAIL.
Per EPC Editore è autore di numerosi libri in materia di salute e sicurezza. E’ anche formatore in salute e sicurezza sul lavoro per Istituto Informa.

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Antonio Mazzuca

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