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Terre e rocce da scavo: in vista il Decreto-Regolamento per la loro gestione semplificata – Consultazione pubblica aperta

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Entro il 18 ottobre 2023, (ovvero,180 giorni a partire dal 21 aprile 2023, data di entrata in vigore del Decreto PNRR-3 verrà emanato l’atteso Decreto-Regolamento per la gestione delle terre e rocce da scavo, in attuazione delle più recenti direttive UE e in abrogazione dell’attuale normativa sulle terre e rocce da scavo che rimanda al DPR 120/2017.

Lo riporta l’art.48 del Decreto PNRR3, il DECRETO-LEGGE 24 febbraio 2023, n. 13 convertito con modificazioni dalla L. 21 aprile 2023, n. 41 -in G.U. 21/04/2023, n.94. Il Decreto PNRR3, lo ricordiamo, contiene disposizioni urgenti di attuazione del PNRR e del PNC, fra le quali le misure in materia di tutela ambientale ed energia e quelle per l’edilizia e appalti.

Cosa prevedrà il decreto nello specifico? Quali sono le finalità? Infine, i riferimenti alla normativa ambientale di riferimento per le terre e rocce da scavo.

Terre e rocce da scavo: consultazione aperta (Settembre 2023)

Nell’attesa del Decreto, il MASE ha cominciato a fornire delle anticipazioni sul contenuto del Decreto.

Il Decreto nel suo Schema di Regolamento è in consultazione, a partire dal 21 settembre: dovrà

  • disciplinare l’utilizzo come sottoprodotti e il riutilizzo in sito al di fuori della disciplina dei rifiuti, in attuazione della disposizione dell’articolo 48 del decreto-legge PNRR (24 febbraio 2023, n.13).
  • garantire il più ampio utilizzo delle terre e rocce, per assicurare il rispetto delle tempistiche di attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza nella realizzazione di impianti, opere e infrastrutture previste.

La Pagina della consultazione pubblica sul Regolamento contiene la scheda di consultazione e la documentazione a corredo, per consentire a chiunque volesse partecipare di trasmettere eventuali osservazioni allo Schema di Regolamento.

La consultazione si concluderà entro 10 giorni a partire dal 22 settembre, e potranno essere inviate proposte di integrazione e modifica del testo, utilizzando l’apposita scheda predisposta.

Terre e rocce da scavo: cosa prevede il Decreto PNRR3?

L’ Art. 48 del Decreto PNRR-3 all’art.48 annuncia l’atteso Decreto-Regolamento con la disciplina semplificata per la gestione delle terre e delle rocce da scavo.

Il Decreto attua principi e disposizioni della direttiva 2008/98/CE (Direttiva Rifiuti, come modificata dalla direttiva 2018/851/UE) e disciplina le attività di gestione delle terre e rocce da scavo, assicurando adeguati livelli di tutela ambientale e sanitaria e garantendo controlli efficaci.

Regolamento terre e rocce da scavo: cosa prevede

L’obiettivo dell’atteso Decreto, è razionalizzare e semplificare le modalità di utilizzo delle terre e rocce da scavo, anche ai fini della piena attuazione del PNRR, in particolare per realizzare impianti, opere e infrastrutture, ma anche impianti necessari a garantire la sicurezza energetica.

In particolare, riguarderà

  • la gestione delle terre e delle rocce da scavo qualificate come sottoprodotti ai sensi dell’articolo 184-bis del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, provenienti da cantieri di piccole dimensioni, di grandi dimensioni e di grandi dimensioni non assoggettati a VIA o ad AIA, compresi quelli finalizzati alla costruzione o alla manutenzione di reti e infrastrutture;
  • i casi di cui all’articolo 185, comma 1, lettera c), del D.Lgs. n. 152/2006, il Testo Unico Ambiente.

L’articolo del Codice Ambiente indica i casi nei quali non si applica la parte quarta del Codice: in particolare (lettera c) quelle disposizioni non si applicano in caso di suolo non contaminato e altro materiale allo stato naturale escavato nel corso di attività di costruzione, ove sia certo che esso verrà riutilizzato a fini di costruzione allo stato naturale e nello stesso sito in cui è stato escavato, le ceneri vulcaniche, laddove riutilizzate in sostituzione di materie prime all’interno di cicli produttivi, mediante processi o metodi che non danneggiano l’ambiente né mettono in pericolo la salute umana

  • la disciplina del deposito temporaneo delle terre e delle rocce da scavo qualificate come rifiuti;
  • l’utilizzo nel sito di produzione delle terre e delle rocce da scavo escluse dalla disciplina dei rifiuti;
  • la gestione delle terre e delle rocce da scavo nei siti oggetto di bonifica;
  • disposizioni intertemporali, transitorie e finali.

Terre e rocce da scavo: la normativa di riferimento

La normativa di riferimento per le Terre e rocce da scavo rimanda al Testo Unico Ambiente (D.Lgs. n.152/2006 per la parte di gestione dei materiali).

In seguito, è stato emanato il DPR 120/2017 in vigore dal 22 agosto 2017, il Regolamento nazionale delle Terre e rocce da scavo, che ricomprende, in un unico corpo normativo tutte le disposizioni relative alla gestione delle terre e rocce da scavo qualificate sottoprodotti, abrogando i provvedimenti precedenti.

Per approfondire sulla normativa applicabile

Terre e rocce da scavo:

Terre e rocce da scavo, manuale operativo, EPC Editore, aprile  2013, Paternò Luigi Maurizio

Terre e rocce da scavo, manuale operativo

Paternò Luigi Maurizio

Libro

Edizione: aprile 2013

Pagine: 160

Formato: 170×240 mm

Per approfondire sulla normativa ambientale e sul Codice dell’Ambiente

  • InSic suggerisce fra i volumi di EPC Editore il corso di formazione di Istituto Informa sul Testo Unico Ambiente.
La gestione documentale e la tracciabilità dei rifiuti, EPC Editore, ottobre 2021 (III ed.), Sassone Stefano

La gestione documentale e la tracciabilità dei rifiuti
Sassone Stefano
Libro
Edizione: ottobre 2021 (III ed.)

  • InSic suggerisce il seguente corso di formazione realizzato da Istituto Informa per i professionisti, consulenti ed operatori dell’ambiente.

Testo Unico Ambiente: corso di formazione sulla normativa ambientale aggiornata

formazione videconferenza

Il Testo Unico Ambientale (TUA) dopo i decreti correttivi
24 Crediti formativi (CFP) CNI
INFORMA- Roma

Prof. Ing. Francesco LOMBARDI
Professore Associato di Ingegneria Sanitaria Ambientale Università di Roma Tor Vergata; Docente di impianti trattamento rifiuti e gestione degli Impianti Sanitari Ambientali

Dott. Andrea PEGAZZANO
Esperto tutela ambientale, Autorità di Bacino del Fiume Po

Magistrato del Tribunale, esperto nelle tematiche trattate

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Antonio Mazzuca

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