Rischio stress termico da calore sul lavoro: come prevenirlo e novità CIG 2026

Rischio stress termico da calore sul lavoro: come prevenirlo e novità CIG 2026

Con l’arrivo della bella stagione e delle temperature più elevate, lo stress termico diventa un rischio concreto per i lavoratori, in particolare in settori come l’edilizia, l’agricoltura e la logistica. La permanenza prolungata in ambienti caldi o outdoor con temperature sopra i 35° può provocare conseguenze anche gravi – dalla perdita di concentrazione fino al colpo di calore – e si traduce in un incremento sia dei rischi per la salute sia del numero di infortuni sul lavoro. Vediamo quali sono i principali rischi per i lavoratori esposti ad alte temperature e le strategie per prevenirli.

Aggiornamenti 2026 – Sicurezza sul Lavoro e temperature estreme

  • Nota INL n. 5484/2026: L’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha pubblicato una nota con le indicazioni operative rivolte al personale ispettivo per i controlli sul rischio da stress termico.
  • Decreto Infrastrutture – CIG per temperature estreme: è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legge n. 107 del 26 giugno 2026, che introduce importanti novità e tutele per i lavoratori esposti a situazioni climatiche estreme (art. 6). Il provvedimento interviene specificamente sulla gestione della Cassa Integrazione Guadagni (CIG) in caso di ondate di calore eccezionali, offrendo uno strumento per sospendere le attività nei cantieri e nei settori più esposti, come quello agricolo.
  • Piano caldo Ministero della Salute: è attivo il Piano di previsione e prevenzione degli effetti del caldo sulla salute 2026. Per comunicare i possibili impatti delle ondate di calore il Ministero elabora bollettini giornalieri per 27 città, con previsioni a 24, 48 e 72 ore. La pubblicazione dei bollettini sul Portale del Ministero Salute è attiva dal 25 maggio al 20 settembre
  • Tecnologie intelligenti e prevenzione (Eu-Osha): l’Agenzia europea ha pubblicato un focus sul potenziale ruolo delle nuove tecnologie (tra cui: dispositivi digitali indossabili, abbigliamento refrigerante e applicazioni mobili), per prevenire lo stress termico e i rischi provocati dal calore sul lavoro.

Per approfondire consulta anche l’articolo sulle Ordinanze regionali 2026.

Effetti delle ondate di calore su salute e la sicurezza sul lavoro

Alla luce degli scenari di cambiamento climatico la protezione dei lavoratori dai rischi di infortunio connessi alle alte temperature è ormai considerata una priorità. Aumentano infatti i rischi di incidenti, infortuni e malattie legate all’esposizione a temperature estreme.

I lavoratori più esposti

I lavoratori che operano nel settore agricolo e in quello delle costruzioni sono tra i soggetti più esposti agli effetti del caldo, ma meritano massima attenzione in situazioni climatiche estreme anche comparti come:

  • silvicoltura e pesca,
  • settore minerario o estrattivo,
  • trasporti e logistica,
  • manutenzione e forniture di servizi.

I lavoratori che svolgono la loro attività all’aperto sono in generale esposti a tutti i fenomeni atmosferici (esposizione a raggi UV, alte concentrazioni di ozono, particolato fine, ecc.) e devono poter modificare i loro orari di lavoro per evitare i periodi in cui le temperature sono più elevate.

L’aumento delle temperature può provocare inoltre l’aumento dei livelli di stress nei lavoratori, in particolare, ad esempio, in quelli coinvolti nei servizi di emergenza. È necessario dunque sviluppare protocolli di sicurezza più rigorosi per la tutela dei lavoratori, garantendo adeguata formazione, accesso a dispositivi di protezione e misure di prevenzione mirate.

Cosa si rischia con il caldo?

Grazie al sistema di termoregolazione, il corpo umano è in grado di mantenere un proprio equilibrio termico rispetto alle possibili variazioni dell’ambiente circostante. Nel caso degli ambienti severi caldi, il sistema di termoregolazione opera per ridurre l’accumulo di calore all’interno dell’organismo, attraverso la vasodilatazione e la sudorazione. Se però la situazione di stress termico estremo si prolunga può generare patologie anche gravi.

Cos’è lo stress termico?

Il fenomeno, noto come “stress termico”, si verifica quando il corpo non riesce a raffreddarsi adeguatamente, portando a una serie di problemi di salute che vanno dal semplice disagio a condizioni gravi come il colpo di calore. Il rischio effettivo per la salute dipende da diverse variabili, tra cui, in particolare:

  • livello e durata di esposizione,
  • capacità di adattamento,
  • sensibilità individuale,
  • livello di attività svolta.

Anche la salute mentale del lavoratore può essere influenzata dall’esposizione a temperature estreme. Non è infatti raro che in caso di particolari ondate di calore possano manifestarsi anche disturbi dell’umore e aumento dell’aggressività.

Effetti dello stress termico da calore sulla salute

I principali effetti dello stress termico da calore sulla salute possono manifestarsi in una serie di patologie differenti. Il rischio maggiore è rappresentato dal colpo di calore.

  • Il colpo di calore si presenta quando l’organismo non è più in grado di controllare la sua temperatura, che può salire oltre 40°C. Si manifesta improvvisamente con malessere generale, pelle calda e/o secca, cefalea, vertigini, perdita parziale o totale di coscienza.

Altre patologie correlate ad una prolungata esposizione al caldo possono essere:

  • crampi da calore, dovuti a una sudorazione abbondante e prolungata che porta a una perdita di sali minerali, possono evolvere verso l’esaurimento da calore, di cui sono un sintomo;
  • esaurimento da calore, è dovuto a insufficienza o collasso circolatorio che può tradursi anche in una breve perdita di coscienza. Se non trattato, può evolvere verso il colpo di calore.

Valutare il rischio caldo (D.Lgs. 81/08)

Per procedere alla valutazione del rischio dovuto ad un’esposizione prolungata a temperature elevate è opportuno eseguire una valutazione del microclima, considerato come uno degli agenti fisici all’interno del titolo VIII del D.Lgs. 81/08.

Il microclima è definito come l’insieme di parametri (ambientali e soggettivi) che caratterizzano l’ambiente in cui l’individuo lavora, ed è richiamato esplicitamente come uno degli agenti fisici dal D.Lgs. 81/08. All’atto pratico, è dunque necessario:

  • analizzare l’attività lavorativa e le modalità di esecuzione, nonché la durata dell’esposizione.
  • adottare le misure di prevenzione e protezione per contenere gli effetti dell’esposizione e tutelare i lavoratori e la loro salute.
  • all’esito della valutazione dei rischi attivare la sorveglianza sanitaria.

Rischio stress termico da calore “in breve”

  1. Cosa si intende per “temperature elevate” sul lavoro?

    Si considerano elevate le temperature superiori a 35°C.

  2. Cosa si intende per “microclima severo” o “ambiente termico severo”?

    Un ambiente severo è caratterizzato da esigenze, di contesto o produttive, che vincolano i parametri microclimatici, sia di tipo ambientale (temperatura, umidità, etc.) che soggettivo (metabolismo, isolamento termico dell’abbigliamento), per cui si determina uno squilibrio termico tale da rappresentare un rischio per le condizioni di salute del lavoratore.

  3. Cosa fare quando fa caldo a lavoro?

    Come ricordato dal Ministero della Salute, la misura più semplice per proteggersi dal caldo è la schermatura delle finestre con tende che blocchino il passaggio della luce, ma non quello dell’aria. L’impiego dell’aria condizionata è utile, ma vanno evitate le temperature troppo basse (non più di 5°C rispetto all’esterno). È importante garantire la pulizia periodica dei filtri.
    Bere molta acqua e mangiare frutta fresca è inoltre una misura essenziale per contrastare gli effetti del caldo.

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