15.07.26
07.07.26 - Redazione InSic
Con l’arrivo della bella stagione e delle temperature più elevate, lo stress termico diventa un rischio concreto per i lavoratori, in particolare in settori come l’edilizia, l’agricoltura e la logistica. La permanenza prolungata in ambienti caldi o outdoor con temperature sopra i 35° può provocare conseguenze anche gravi – dalla perdita di concentrazione fino al colpo di calore – e si traduce in un incremento sia dei rischi per la salute sia del numero di infortuni sul lavoro. Vediamo quali sono i principali rischi per i lavoratori esposti ad alte temperature e le strategie per prevenirli.
Aggiornamenti 2026 – Sicurezza sul Lavoro e temperature estreme
Per approfondire consulta anche l’articolo sulle Ordinanze regionali 2026.
Nell'articolo
Alla luce degli scenari di cambiamento climatico la protezione dei lavoratori dai rischi di infortunio connessi alle alte temperature è ormai considerata una priorità. Aumentano infatti i rischi di incidenti, infortuni e malattie legate all’esposizione a temperature estreme.
I lavoratori che operano nel settore agricolo e in quello delle costruzioni sono tra i soggetti più esposti agli effetti del caldo, ma meritano massima attenzione in situazioni climatiche estreme anche comparti come:
I lavoratori che svolgono la loro attività all’aperto sono in generale esposti a tutti i fenomeni atmosferici (esposizione a raggi UV, alte concentrazioni di ozono, particolato fine, ecc.) e devono poter modificare i loro orari di lavoro per evitare i periodi in cui le temperature sono più elevate.
L’aumento delle temperature può provocare inoltre l’aumento dei livelli di stress nei lavoratori, in particolare, ad esempio, in quelli coinvolti nei servizi di emergenza. È necessario dunque sviluppare protocolli di sicurezza più rigorosi per la tutela dei lavoratori, garantendo adeguata formazione, accesso a dispositivi di protezione e misure di prevenzione mirate.
Grazie al sistema di termoregolazione, il corpo umano è in grado di mantenere un proprio equilibrio termico rispetto alle possibili variazioni dell’ambiente circostante. Nel caso degli ambienti severi caldi, il sistema di termoregolazione opera per ridurre l’accumulo di calore all’interno dell’organismo, attraverso la vasodilatazione e la sudorazione. Se però la situazione di stress termico estremo si prolunga può generare patologie anche gravi.
Il fenomeno, noto come “stress termico”, si verifica quando il corpo non riesce a raffreddarsi adeguatamente, portando a una serie di problemi di salute che vanno dal semplice disagio a condizioni gravi come il colpo di calore. Il rischio effettivo per la salute dipende da diverse variabili, tra cui, in particolare:
Anche la salute mentale del lavoratore può essere influenzata dall’esposizione a temperature estreme. Non è infatti raro che in caso di particolari ondate di calore possano manifestarsi anche disturbi dell’umore e aumento dell’aggressività.
I principali effetti dello stress termico da calore sulla salute possono manifestarsi in una serie di patologie differenti. Il rischio maggiore è rappresentato dal colpo di calore.
Altre patologie correlate ad una prolungata esposizione al caldo possono essere:
Per procedere alla valutazione del rischio dovuto ad un’esposizione prolungata a temperature elevate è opportuno eseguire una valutazione del microclima, considerato come uno degli agenti fisici all’interno del titolo VIII del D.Lgs. 81/08.
Il microclima è definito come l’insieme di parametri (ambientali e soggettivi) che caratterizzano l’ambiente in cui l’individuo lavora, ed è richiamato esplicitamente come uno degli agenti fisici dal D.Lgs. 81/08. All’atto pratico, è dunque necessario:
Si considerano elevate le temperature superiori a 35°C.
Un ambiente severo è caratterizzato da esigenze, di contesto o produttive, che vincolano i parametri microclimatici, sia di tipo ambientale (temperatura, umidità, etc.) che soggettivo (metabolismo, isolamento termico dell’abbigliamento), per cui si determina uno squilibrio termico tale da rappresentare un rischio per le condizioni di salute del lavoratore.
Come ricordato dal Ministero della Salute, la misura più semplice per proteggersi dal caldo è la schermatura delle finestre con tende che blocchino il passaggio della luce, ma non quello dell’aria. L’impiego dell’aria condizionata è utile, ma vanno evitate le temperature troppo basse (non più di 5°C rispetto all’esterno). È importante garantire la pulizia periodica dei filtri.
Bere molta acqua e mangiare frutta fresca è inoltre una misura essenziale per contrastare gli effetti del caldo.
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