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Come cambiare la Formazione in sicurezza? le proposte della CIIP

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“La recente esperienza del COVID ha svelato l’esistenza di un “fabbisogno formativo” diffuso, legato a deficit e arretratezze di natura culturale oltre che scientifica, in tutta la società”

Così scrive la Consulta interassociativa per la Prevenzione “CIIP” nell’edizione aggiornata del proprio Documento dedicato alla Formazione alla salute ed alla sicurezza dei lavoratori (datato 2015).

Il documento è stato aggiornato con proposte di aggiornamento del Sistema formativo nazionale in materia di salute e sicurezza, alla luce dell’esperienza maturata negli ultimi anni ed in particolare in quello appena trascorso (segnato dal COVID-19, ma anche dal tema della Sorveglianza sanitaria eccezionale e delle Vaccinazioni su cui la CIIP si è espressa in varie occasioni).

Vediamo quali.


Sistema Formazione: da dove cominciare?

La Consulta parte dal presupposto che la formazione per i lavoratori e per i soggetti aventi ruoli nel mondo del lavoro ha preso in questi anni una strada spesso formale e “burocratica” e non è riuscita a penetrare realmente nella conoscenza e quindi nell’evoluzione “informata” dei soggetti coinvolti.

Come quindi cambiare questo status quo?

La Consulta parte da alcune considerazioni sugli “aspetti di fondo” del Sistema Formazione.

Modifica in prospettiva del principio della formazione al lavoro sicuro e sano

La CIIP propone di cambiare il “principio della formazione al lavoro sicuro e sano”, che ne prevede la divisione temporale e concettuale in due parti: prima si forma al lavoro (quando lo si fa) e poi si danno alcune informazioni integrative su come svolgerlo in sicurezza e salute (quando lo si fa).

Secondo la CIIP bisogna invece cercare sempre di più di accostare/contemporaneizzare la formazione al lavoro e i principi di sicurezza e salute, rendendola tout court formazione al lavoro sicuro e in salute

Nella formazione attenzione non solo all’attività lavorativa

Il secondo aspetto preso in considerazione dalla CIIP riguarda i caratteri del mondo del lavoro moderno, profondamente mutato negli ultimi 20 anni nel lavoro che si fa, nei rapporti di lavoro che si hanno, nell’instabilità e nella varietà delle mansioni, nello svolgimento di attività fuori dalle sedi tradizionali, a volte scollegate da un ambiente di lavoro collettivo.

Pertanto, secondo la Consulta, la prospettiva dovrebbe essere di dedicare attenzione non solo all’attività lavorativa ed al luogo in cui la stessa si svolge ma anche al singolo lavoratore, alle sue reali conoscenze ed esperienze e quindi alle sue concrete e specifiche necessità formative.


Sperimentare la partecipazione in occasione della Formazione

Se nel secolo scorso i lavoratori in grande numero “lavoravano assieme”, oggi non è più così.

Per moltissimi, il lavoro è individuale, addirittura per molti si svolge “in solitaria” e forse un’attività formativa sarà, per un numero considerevole di soggetti, uno dei pochi momenti in cui gruppi di lavoratori si trovano realmente insieme, nel quale “sperimentare la partecipazione”.

Conoscere le conseguenze di un lavoro non svolto in sicurezza

Un aspetto di carattere tecnico individuato dalla Consulta nel procedimento formativo, è la conoscenza delle conseguenze di un lavoro svolto non in sicurezza e con modalità poco favorevoli a scongiurarne la possibile nocività: sarebbe quindi opportuno dedicare un po’ di tempo informativo/formativo a questi aspetti, non solo e non tanto illustrando statistiche sui danni in quella categoria di lavoratori quanto mostrando “plasticamente“ cosa può succedere a chi svolge quelle mansioni e perché accade (si prenda ad esempio le “storie d’infortunio” o le rappresentazioni di incidenti senza infortunio, esperienze che qua e là meritoriamente si vanno concretizzando).

Il coinvolgimento della Scuola

Secondo CIIP per un efficace processo educativo trasformativo e per l’acquisizione di una vera e propria cultura della sicurezza, non si può prescindere da un coinvolgimento della scuola che, intervenendo con strumenti adeguati nella fase di formazione generale dell’individuo, offre maggiori garanzie sull’efficacia del processo educativo.

“La formazione generale sul tema della salute e sicurezza sul lavoro dovrebbe pertanto essere affidata alle scuole, in particolare a quelle secondarie superiori, provvedendo preliminarmente ad un’adeguata preparazione dei docenti”, scrive la CIIP. “Diversa impostazione dovrebbe essere, invece, prevista per la formazione dei professionisti che dovranno occuparsi di prevenzione in modo professionale, quali RSPP/ASPP, Medici del Lavoro, Operatori della prevenzione oppure delle diverse figure che, pur non svolgendo specifica attività professionale su questi temi, dovranno occuparsi di salute e sicurezza sul lavoro con competenze e conoscenze adeguate, quali i datori di lavoro, i dirigenti e i preposti ma anche i Rappresentanti dei lavoratori per la Sicurezza”.

Sistema formazione: come cambiare, le proposte di CIIP

La Consulta dettaglia nel Documento alcune proposte di intervento che riportiamo per punti, lasciando l’approfondimento specifico nel Testo.

  • un unico contesto documentale, di tutte le disposizioni applicabili alla formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro, favorendo una lettura unitaria e la definizione di corrette procedure per applicare i precetti legislativi da parte degli operatori;
  • Revisione del sistema di identificazione dei soggetti formatori che possono erogare la formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro;
  • Un nuovo sistema di accreditamento unico sull’intero territorio nazionale, specificamente mirato alla formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro;
  • attivare un sistema di controlli più diffuso ed efficace sulla “formazione” che preveda anche sanzioni per i soggetti formatori (sospensione accreditamento, sanzioni amministrative) e sanzioni più gravi per soggetti non autorizzati che svolgono questa attività (sanzioni da individuare);
  • Per le considerazioni sopra espresse sarebbe opportuno ridurre al minimo la possibilità di accedere alla formazione e-learning in materia di salute e sicurezza sul lavoro;
  • Rendere operativo il libretto formativo del cittadino previsto dall’art. 2 del D.Lgs. 276/03 e introducendo l’obbligo di riportare su questo libretto gli esiti dei corsi realizzati, come peraltro previsto dall’art. 37, comma 14, del D.Lgs. 81/08;
  • Richiedere al legislatore di intervenire con un chiarimento formale e definitivo che riconosca la modalità della videoconferenza.

Cos’è la CIIP

La Consulta Interassociativa Italiana per la Prevenzione (CIIP) è una associazione nata nel 1990 per volontà di alcune tra le più rappresentative Associazioni professionali e scientifiche che operano nei settori della medicina del lavoro, dell’igiene industriale, della prevenzione ambientale, della sicurezza del prodotto e dell’ergonomia.

CIIP rappresenta circa 15000 operatori ed esperti del settore; possiede tutte le migliori competenze ed esperienze da mettere a disposizione dei professionisti associati, di tutti i lavoratori, nonché dei consumatori, del mondo delle imprese e delle istituzioni.

Antonio Mazzuca

Coordinamento editoriale Portale InSic.it - Formatore in salute e sicurezza sul lavoro - Content editor e Social media manager InSic.it