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Dossier Donne 2024: i dati infortunistici al femminile, note e commenti

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Come ogni anno, in occasione della giornata internazionale della Donna, INAIL pubblica il Dossier Donne 2024, curato dalla Consulenza statistico attuariale, un Documento importante che riporta un quadro aggiornato del fenomeno infortunistico al femminile, attraverso i dati mensili provvisori del biennio 2022-2023 e quelli consolidati del quinquennio 2018-2022. Qui il Dossier Donne 2023 con i dati 2022.

I dati 2023 registrano una netta riduzione delle denunce di infortunio in complesso (-16,1%),ma rispetto al 2023 una risalita degli infortuni in itinere confermando come la strada rappresenti una delle cause più frequenti di infortunio.

Nel Dossier però emergono anche altri aspetti legati al mondo del lavoro, quali le difficoltà di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e le problematiche di salute mentale, stress e violenza sul lavoro.

Dossier Donne 2024: i dati infortunistici 2022-2023 (provvisori)

In un quadro di grande provvisorietà più e opiù volte ribadito nel Dossier, la consulenza statistico attuariale riporta in sintesi i seguenti dati circa il fenomeno infortunistico con un confronto fra i dati 2023- 2022.

I dati in sintesi:

  • Nel 2022 l’incidenza degli infortuni “fuori azienda”, che comprendono gli infortuni in itinere e quelli avvenuti in occasione di lavoro con mezzo di trasporto coinvolto, è stata di circa il 17% per le donne e del 15% per gli uomini.
  • Per i casi mortali, la percentuale femminile sale al 61,7% (82 decessi sui 133 del 2022) e quella maschile al 44,2% (492 su 1.114). La strada, quindi, causa più infortuni tra le donne che tra gli uomini, e ciò è giustificato dai modelli familiari-sociali che vedono la donna particolarmente impegnata nel tentativo di conciliare tempi di vita e di lavoro.
  • Circa il 15% di tutti gli infortuni al femminile del 2022 ha riguardato le lavoratrici con un’età compresa tra i 50 e i 54 anni, che risultano, quindi, le più colpite. Inoltre, dei 133 casi mortali femminili avvenuti nello stesso anno, oltre un quinto, con 27 casi, riguarda la classe di età 50-54 anni.
  • Le malattie professionali denunciate sono state 15.881, 1.003 casi in più, pari al 6,7%, rispetto al 2021. Le malattie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo si confermano le più diffuse e, insieme a quelle del sistema nervoso, superano il 92% delle denunce femminili.

I dati in pillole

  • Infortuni sul lavoro denunciati: 288.853 (+40,4% rispetto al 2021)
  • Casi mortali denunciati: 133 (152 nel 2021)
  • Infortuni in itinere denunciati: 45.514 (+10,8% rispetto al 2021)
  • Casi mortali in itinere denunciati: 64 (46 nel 2021)
  • Infortuni domestici denunciati: 580 (577 nel 2021)
  • Malattie professionali denunciate: 15.881 (+6,7% rispetto al 2021)

Denunce di infortunio 2023-2022

  • Denunce in complesso rispetto al 2022 (-16%)
  • in occasione di lavoro (-19,2%)
  • in itinere (+4,7%)

Il 16% di riduzione complessiva si deve alla componente femminile:

  • Denunce di infortunio femminili: -27,6% (da 286.522 a 207.484 nel 2023, 79mila in meno);
  • Denunce di infortunio maschili: -8,1% (da 411.251 a 377.872)

Denunce di infortunio al femminile – dati 2022-2021

 Nel confronto fra i dati 2022 e 2021

  • le denunce femminili hanno registrato un aumento del 40,4% rispetto all’anno precedente, il 2021 (sotto emergenza Covid-19);
  • I decessi per il genere femminile, invece, hanno subito una riduzione del 12,5% (da 152 a 133)

Casi mortali sul lavoro 2023-2022

Le Denunce di infortunio sul lavoro in dicembre 2023 in complesso sono 1.041 (49 in meno rispetto alle 1.090 registrate nel 2022) ovvero -4,5%). Il calo non è da attribuire ai contagi professionali letali da Covid-19, già quasi azzerati dal 2022.

In particolare:

  • Morti in itinere 2023: da 300 a 242 (-19,3%),
  • Morte in occasione di lavoro: da 790 casi a 799 (+1,1%).

 Il calo rilevato tra il 2022 e il 2023 è legato soprattutto alla componente femminile, i cui i casi mortali denunciati sono passati da 120 a 86 (-28,3%), mentre quella maschile passa da 970 a 955 casi (-1,5%).

Denunce di infortunio sul lavoro 2023-quinquennio 2018-2022

  • Denunce di infortunio totali: + 9,1% (dalle 644.653 del 2018 alle 703.569 del 2022).
  • Denunce di infortunio femminili: +25,4% (da 230.321 a 288.853
  • Denunce di infortunio maschile n +0,1% (da 414.332 a 414.716).

Nel 2022 l’incidenza degli infortuni occorsi alle donne sul totale dei casi è stata del 41,1%, contro il 35,7% del 2018, complici i contagi professionali da Covid-19, particolarmente numerosi nel 2022.

Morti sul lavoro 2023 – quinquennio 2018-22

INAIL registra nel Dossier:

  • Decessi complessivi 1.247 i decessi denunciati nel 2022, 47 in meno rispetto al 2018
  • Decessi lavoratrici: da 118 a 133 casi nell’arco del quinquennio, (15 casi in più, +12,7%,
  • Decessi lavoratori: -5,3% registrato nello stesso arco di tempo (da 1.176 a 1.114 (62 casi mortali in meno)

Infortuni al femminile: i comparti

infortuni denunciati nel 2022 per il genere femminile:

  • 235.172 nella gestione Industria e servizi (+41,4% rispetto al 2021)
    • Sanità e assistenza sociale (con poco più di 105mila casi),
    • il Trasporto e magazzinaggio (più di 19mila),
    • il Commercio (circa 17mila),
    • l’Alloggio e ristorazione e il Manifatturiero (quasi 14mila per entrambi).
  • 49mila sono stati gli infortuni denunciati nel Conto Stato (+41,7% rispetto al 2021)
  •  4.700 nell’Agricoltura (-1,7% sul 2021)

Età delle infortunate o delle lavoratrici decedute

Con 43.105 denunce, la fascia 50-54 anni è la più colpita in valore assoluto, rappresentando circa il 15,0% di tutti gli infortuni al femminile del 2022 ma fra il 2021 e il 2022 sono stati registrati incrementi importanti per tutte le fasce di età:

  • Fascia 15-19enni: incremento del 75,4% in più
  • Fascia 60-64 anni, cresciuta del 44,5%
  • Fasce 30-34 e 35-39, entrambe con un +43,3%.

Dei 133 casi mortali femminili avvenuti nel 2022,

  • Fascia 50-54 anni: oltre un quinto (27), in diminuzione del 18,2% rispetto al 2021.
  • Fascia 55-59enni (21 casi)
  • Fascia  40-44enni (17 decessi).

Violenze sul lavoro

Le lavoratrici vittime di aggressioni o violenze rappresentano nel 2022 il 2,6% di tutti gli infortuni femminili avvenuti in occasione di lavoro, riconosciuti dall’Inail e codificati

  • il 44% svolge professioni sanitarie e assistenziali.
  • 6,1% sono le specialiste dell’educazione e della formazione
  •  5,1% sono insegnanti di scuola primaria
  • 4,7% sono impiegate postali (4,7%)

 A livello territoriale, nel periodo 2018-2022:

  • 6 casi su 10 sono al Nord
  • 2 al Centro
  • 2 al Sud

Lombardia, Emilia-Romagna, Piemonte e Veneto complessivamente raccolgono oltre il 48% dei casi.

Meno dell’80% degli infortuni sono stati registrati nella gestione Industria e servizi, seguono il Conto Stato con oltre il 18% e l’Agricoltura con più del 2%.

Conciliazione Vita-lavoro: le criticità per le lavoratrici, un commento ai dati

Nel Dossier le autrici sottolineano come la le difficoltà di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro rappresentano una fonte di rischio per la maggioranza delle lavoratrici che assumono sempre la triplice veste di “lavoratrice” “madre” e “moglie”. La strada come causa di infortunio e gli infortuni in itinere in aumento, si spiegano con la maggiore frequenza femminile degli spostamenti caratterizzati da brevi tempi di recupero dalla stanchezza.

Stress e lavoro correlato

Ciò si ripercuote sulla salute mentale d aumenta il rischio stress e le probabilità di accadimento di infortunio accada.

Nel 2022, in particolare, i disturbi psichici sono stati denunciati in misura simile da entrambi i sessi (195 casi per il genere femminile e 183 per quello maschile), ma con una percentuale per le lavoratrici sul totale delle loro malattie dell’1,2%, il triplo di quella degli uomini pari allo 0,4%. A prevalere sono i disturbi nevrotici, legati a stress lavoro-correlato, (l’81% dei disturbi psichici per le donne e il 73% per gli uomini), seguiti dai disturbi dell’umore (rispettivamente il 13% e il 23%).

Desta preoccupazione il dato sulle professioni sanitarie e sociali che hanno un tasso di occupazione da parte delle donne più alto, e che stanno diventando sempre più pericolose, a causa delle violenze e delle aggressioni sul posto di lavoro, così come, negli ultimi anni, l’invecchiamento della forza lavoro sta facendo aumentare la quota degli infortuni tra gli over 50 e in particolare tra le lavoratrici.

Coordinamento editoriale Portale InSic.it – Formatore in salute e sicurezza sul lavoro – Content editor e Social media manager InSic.it

Antonio Mazzuca

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