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Medicina del lavoro: ecco la normativa aggiornata

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Medicina del lavoro definizione e scopo

La Medicina del Lavoro è una disciplina sanitaria che tutela la salute dei lavoratori nei luoghi di lavoro con l’obiettivo della promozione del più alto livello di benessere fisico, mentale e sociale, nonché dello sviluppo della coscienza di salute dei lavoratori secondo i principi dettati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

La Medicina del Lavoro ha come suo compito la promozione e la conservazione del completo benessere fisico e psichico dei lavoratori; per questo l’ambito in cui si muove questa disciplina è la medicina preventiva.

Cos’è la medicina preventiva?

Per medicina preventiva si intende quell’area della medicina in cui si applicano agli individui le tecniche e le conoscenze delle scienze mediche, sociali e del comportamento, per prevenire le malattie, e, quando non abbia potuto evitarne la comparsa, cercando di impedirne la progressione e di attenuare i danni che ne risultano.

L’intervento preventivo comprende tre livelli:

  • primario: eliminazione dei fattori di rischio;
  • secondario: diagnosi precoce;
  • terziario: prevenzione delle complicanze e della progressione della patologia, terapia e riabilitazione.

Quando nasce la Medicina del Lavoro?

Il primo grande trattato che illustra le malattie professionali lo si deve a Bernardino Ramazzini da Carpi (1633-1714), professore di Medicina presso l’Università di Padova, che svolse per primo studi sistematici sulle malattie da lavoro in molte categorie di artigiani della sua epoca.

Spetta a Ramazzini il merito di avere per primo intuito l’origine lavorativa di alcune malattie e pertanto di avere indagato sui rapporti esistenti tra varie attività lavorative e insorgenza di malattie.

Nel 1700 Ramazzini pubblica a Modena il De Morbis artificum diatriba, la prima opera nella quale vengono illustrate organicamente le malattie dei lavoratori.

Le prime ricerche sulle malattie professionali

Dopo la fondamentale testimonianza di Bernardino Ramazzini, alla fine del 1800 il progresso delle conoscenze mediche consente di mettere in luce i gravi pericoli per la salute insiti in molte lavorazioni industriali.

Ebbero molto risalto nel mondo accademico dell’epoca le ricerche eseguite alla fine del 1800 e all’inizio del 1900 sull’anchilostomiasi dei minatori del traforo del Gottardo, sul fosforismo nelle fabbriche di fiammiferi, sul saturnismo dei fonditori di piombo e dei tipografi, sulla silicosi dei minatori d’oro del Sud Africa.

La normativa di riferimento e la figura del Medico competente

All’articolo 41, il D.Lgs. 81/08 indica che la sorveglianza sanitaria è effettuata dal Medico competente.

L’attività del medico competente è svolta secondo i principi della medicina del lavoro e del Codice etico della Commissione internazionale di salute occupazionale (ICOH).

Gli obiettivi della Medicina del Lavoro

La Commissione congiunta International Labour Organization (ILO) e World Health Organization (WHO) ha aggiornato nel 1995 gli obiettivi della Medicina del Lavoro già definiti dall’ILO nel 1950.

Secondo la Commissione:

“Tre sono gli obiettivi principali della medicina del lavoro:

  • il mantenimento e la promozione della salute e della capacità lavorativa;
  • il miglioramento dell’ambiente di lavoro e del lavoro stesso per renderli compatibili ad esigenze di sicurezza e di salute;
  • lo sviluppo di una organizzazione e di una cultura del lavoro che vada nella direzione della salute e della sicurezza, creando nello stesso tempo un clima positivo e non conflittuale e tale da poter migliorare la produttività delle imprese.

Il concetto di cultura del lavoro va inteso in questo contesto come una riflessione sui sistemi di valori essenziali adottati dalle imprese in causa. Tale cultura si traduce nella pratica nei sistemi di gestione, nella politica del personale, in una maggiore partecipazione dei lavoratori, nelle politiche di formazione e nella gestione di qualità delle imprese.”

Le aree della Medicina del Lavoro

La Medicina del Lavoro si articola in varie aree, fra loro strettamente collegate. Ne ricordiamo in particolare alcune.

Ergonomia

L’ergonomia persegue l’adattamento del lavoro all’uomo nell’ottica di migliorare il funzionamento del sistema uomo – macchina – ambiente attraverso la progettazione di nuovi strumenti, macchine, utensili, sistemi organizzati (ergonomia di concezione) o la modifica e l’adattamento di quelli già in uso alle capacità e alle condizioni del lavoratore (ergonomia di correzione).

Igiene del Lavoro

L’igiene del lavoro ha come finalità il controllo dei fattori di nocività negli ambienti di lavoro attraverso l’individuazione e la misurazione diretta degli inquinanti chimici, fisici e biologici (parametri microclimatici; illuminazione; rumore; inquinamento dell’aria da polveri, fumi, gas, vapori ecc.); essa fornisce, pertanto, elementi indispensabili per la valutazione dei rischi lavorativi e per l’impostazione dei programmi di risanamento degli ambienti di lavoro.

Psicologia del Lavoro

La psicologia del lavoro ha come obiettivo il benessere psicologico e sociale del lavoratore attraverso lo studio delle sue reazioni psicologiche e delle organizzazioni di fronte al lavoro stesso.

Epidemiologia

L’epidemiologia occupazionale studia, attraverso metodi epidemiologici e statistici, le eventuali modificazioni intervenute sul benessere e sullo stato di salute di gruppi di lavoratori esposti ai medesimi fattori di rischio.

Prospettive future della medicina del lavoro

Il sempre maggiore e più efficace contenimento dei fattori di rischio tradizionalmente presenti negli ambienti di lavoro, il progressivo invecchiamento della popolazione lavorativa e l’accresciuto “bisogno” di salute dei cittadini richiedono oggi un inevitabile cambiamento del paradigma della prevenzione.

Occorre quindi prestare particolare attenzione al ruolo dei fattori individuali nel potenziamento degli effetti nocivi dei fattori di rischio e progettare e realizzare ambienti di lavoro sempre più a misura di ogni lavoratore.

Si affacciano pertanto, anche nel campo della prevenzione occupazionale, concetti come universal design (o progettazione universale) e medicina occupazionale di precisione.

Gli attuali orientamenti della ricerca, volti a svelare i meccanismi eziologici delle malattie sin dalla individuazione delle alterazioni genetiche, consentiranno, nel prossimo futuro, di attuare un approccio prevenzionistico ancora più personalizzato a vantaggio di ogni singolo lavoratore.

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