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Rischi da incidente rilevante: quesito Seveso su uso di liquidi infiammabili

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Nuovo quesito (n.23/2021) per il Comitato di Coordinamento per l’uniforme applicazione sul territorio nazionale del D. Lgs. 105/2015 in materia di rischi da incidente rilevante (normativa Seveso III).

Come considerare le “particolari condizioni di utilizzazione”, come la forte pressione o l’elevata temperatura dei liquidi infiammabili, di cui alla sezione “P5b” della Colonna 1, Parte 1, Allegato 1 al D.lgs. 105/2015? Cosa significa “elevata temperatura” per un liquido infiammabile?

Risponde il Comitato insediato nel Ministero della Transizione ecologica: qui l’elenco completo dei quesiti presentato in materia di Seveso.

Liquidi infiammabili e le condizioni di utilizzazione in stabilimenti Seveso

Il quesito verte sulla documentazione per la valutazione di assoggettabilità al D.lgs.105/2015 di una ditta farmaceutica, che si è dichiarata essere al di sotto delle soglie del Decreto.

L’Autorità di controllo ha chiesto se

  • “le particolari condizioni di utilizzazione”, indicate in colonna 1 dell’allegato  1, parte 1, per i liquidi infiammabili P5b, siano ascrivibili esclusivamente alla  “forte pressione” o “elevata temperatura”, oppure possano essere inquadrabili anche altre condizioni (ad esempio il sovrariempimento di serbatoi  a pressione atmosferica) che possano comportare il pericolo di incidenti rilevanti;
  • se nell’“elevata temperatura” possa ricomprendersi un liquido infiammabile che venga utilizzato alla sua temperatura di ebollizione,  (ad esempio una miscela di liquidi infiammabili in fase di distillazione  nella colonna di distillazione).

Rischi da incidenti rilevanti: quanto contano pressione e temperature elevate

Secondo il Comitato, pressione e temperatura elevate, in caso di liquidi infiammabili, sono tra i parametri che determinano la possibilità di generare ulteriori rischi di incidenti rilevanti rispetto alla  pressione e alla temperatura ambiente.

Per la valutazione dell’assoggettabilità al D.lgs. 105/2015, è necessario pertanto considerare la differenza tra le varie modalità di conservazione, utilizzo o processo, al fine di determinare, con una adeguata analisi di rischio, le differenti soglie di appartenenza e gli scenari incidentali ad esse associati.

Liquidi infiammabili: effetti del sovrariempimento e impiego ad elevata temperatura

Pertanto, secondo il Comitato

1. il sovrariempimento non è da considerarsi come una particolare condizione di utilizzo, trattandosi di un evento incidentale;

2. sulla base delle definizioni di cui alle voci P5a e P5b dell’allegato 1, parte prima del decreto, è ragionevole considerare che l’impiego di un liquido infiammabile fino alla sua temperatura di ebollizione, possa essere considerato a tutti gli effetti come un impiego ad “elevata temperatura” di cui alla voce P5b,nel caso in cui tale condizione di utilizzo possa comportare il pericolo di incidenti rilevanti.

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Liquidi infiammabili: la normativa di riferimento

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