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Mitigazione del rischio idrogeologico: il Piano nazionale, ultime notizie

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Con DPCM del 20 febbraio 2019 il Governo ha approvato il Piano nazionale per la mitigazione del rischio idrogeologico per il ripristino e la tutela della risorsa ambientale.

In questo articolo seguiamo le principali evoluzioni normative legate a questo strumento a partire dalla sua istituzione.

Piano di Mitigazione del rischio idrogeologico: cosa cambia con il PNRR? (agg. 8/11) 2021

All’interno del DECRETO-LEGGE 6 novembre 2021, n. 152, (qui il testo in GU) tra le diverse modifiche in materia ambientale e al Codice Ambiente , spicca anche un riferimento al Piano degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico.

Il DL 152/21 (art.16) modifica il Decreto Sblocca-Italia (art.7 comma 2 del DL 133/2014) inserendo una nuova previsione sul Piano degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico, in base al quale, esso può essere adottato:

  • anche “per stralci”,
  • dietro uno o più decreti del Ministro della transizione ecologica (previa intesa con i Presidenti delle regioni e delle province autonome di Trento e Bolzano interessate agli interventi ammessi a finanziamento nei rispettivi territori),
  • e corredato dai relativi cronoprogrammi, così come risultanti dal sistema di monitoraggio

Inoltre:

  • gli interventi ammessi al finanziamento sono identificati dai relativi codici unici di progetto (CUP),
  • il monitoraggio del Piano e degli interventi è effettuato dalle amministrazioni titolari dei CUP con il sistema di monitoraggio di cui al decreto legislativo 29 dicembre 2011, n. 229, e con i sistemi ad esso collegati e gli interventi sono classificati sotto la voce “MITE – Mitigazione del rischio idrogeologico“.

Dissesto idrogeologico e attuazione del PNRR: cosa dice il Decreto Semplificazioni 2021?

Il Decreto Semplificazioni 2021 (DL 77/2021, convertito in legge n.108/2021) all’art.36-ter prevede che gli interventi di prevenzione, mitigazione e contrasto al dissesto idrogeologico (compresi quelli finanziabili tra le linee di azione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza -PNRR) – sono qualificati come opere di preminente interesse nazionale, aventi carattere prioritario.

il Decreto introduce:

  • i commissari di Governo per il contrasto al dissesto idrogeologico che hanno competenze in materia di contrasto al dissesto idrogeologico e la competenza degli interventi in tale ambito, indipendentemente dalla fonte di finanziamento.
  • la regolamentazione della manutenzione idraulica dei bacini e sottobacini idrografici
  • lo snellimento delle procedure per la realizzazione degli interventi di contrasto al dissesto idrogeologico (in modifica alle norme sulla espropriazione per pubblica utilità);
  • norme per la interoperabilità e la razionalizzazione dei sistemi informativi in materia di mitigazione del dissesto idrogeologico.
  • un obbligo per il Ministro della transizione ecologica (MiTE) a trasmettere una relazione annuale al Parlamento, entro il 30 giugno di ogni anno, contenente l’indicazione degli interventi di competenza dei Commissari e il loro stato di attuazione.

Il DPCM 20 febbraio 2016

Il DPCM del 20 febbraio 2019 adotta il Piano nazionale per la mitigazione del rischio idrogeologico, il ripristino e la tutela della risorsa ambientale nell’allegato al Decreto (Allegato A).
Nell’allegato B si espone il prospetto ricognitivo analitico delle risorse finanziarie complessive concernenti la materia, recante il quadro composito delle risorse allocate e complessivamente disponibili.
L’allegato C) contiene le linee guida in materia di semplificazione dei processi, rafforzamento organizzativo e della governance.

Contenuto del Piano di mitigazione del rischio idrogeologico

Il Piano contiene:

  • misure di emergenza;
  • misure di prevenzione;
  • misure di manutenzione e ripristino;
  • misure di semplificazione;
  • misure di rafforzamento della governance e organizzative.

Obiettivi del Piano di mitigazione del rischio idrogeologico

Il Piano persegue la formazione di un quadro unitario, ordinato e tassonomico, concernente l’assunzione dei fabbisogni, la ripartizione relativa ai suddetti ambiti e misure di intervento; la sintesi delle risorse finanziarie disponibili; la ripartizione dei carichi operativi e il piano delle azioni; il sistema di governance e delle collaborazioni istituzionali; il cronoprogramma delle attività; i risultati attesi, anche in termini di impatti e benefici sociali ed economici, una criteriologia più referenziata, conosciuta e maggiormente trasparente di selezione degli interventi; un sistema di reporting, monitoraggio e controllo di gestione, opportunamente potenziato, anche mediante alimentazione e integrazione delle banche dati esistenti (art.2).

Come si articola il piano di Mitigazione del rischio idrogeologico?

Risulta articolato in una pluralità di programmi obiettivo facenti capo a ciascuna delle amministrazioni competenti, che dovranno trovare sintesi preventiva e periodica verifica successiva nel livello più alto di coordinamento della Presidenza del Consiglio dei ministri.

Riferimenti normativi:

Redazione InSic

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