13.10.26
12.04.22 - Redazione InSic
In Gazzetta europea la DECISIONE (UE) 2022/591 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 6 aprile 2022 che approva il Programma generale di Azione dell’Unione per l’ambiente fino al 2030. Adottato formalmente il 29 marzo scorso, il Documento orienterà l’elaborazione e l’attuazione delle politiche ambientali fino al 2030. Entra in vigore a 20 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale europea (avvenuta il 12/4/2022).
Nell'articolo
La Decisione stabilisce gli obiettivi prioritari dell’8o PAA (art.2), individua le condizioni favorevoli (art.3) necessarie per il conseguimento di tali obiettivi prioritari, istituisce un quadro di monitoraggio (art.4) per misurare i progressi realizzati dall’Unione e dai suoi Stati membri nel conseguimento degli obiettivi prioritari e un meccanismo di governance al fine di garantire il pieno conseguimento di tali obiettivi prioritari.
L’8o PAA è il programma generale di azione per l’ambiente per il periodo fino al 31 dicembre 2030. Mira ad accelerare, in modo equo e inclusivo, la transizione verde a un’economia climaticamente neutra, sostenibile, priva di sostanze tossiche, efficiente sotto il profilo delle risorse, basata sull’energia rinnovabile, resiliente, competitiva e circolare, e a proteggere, ripristinare e migliorare lo stato dell’ambiente, mediante, tra l’altro, l’interruzione e l’inversione del processo di perdita della biodiversità. Sostiene e rafforza un approccio integrato all’attuazione delle politiche, basandosi sul Green Deal europeo.
L’8o PAA costituisce la base per il conseguimento degli obiettivi in materia di ambiente e clima definiti nell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e nei relativi OSS, nonché degli obiettivi perseguiti dagli accordi multilaterali in materia di ambiente e di clima.
Il programma è fondato sul principio di precauzione, sui principi di azione preventiva e di riduzione dell’inquinamento alla fonte e sul principio «chi inquina paga».
Il programma dovrà accelerare la transizione verde in modo equo e inclusivo, con l’obiettivo a lungo termine per il 2050 di “vivere bene nei limiti del pianeta”.
Gli obiettivi prioritari riguardano la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, adattamento ai cambiamenti climatici, adozione di un modello di crescita rigenerativo, l’ambizione di azzerare l’inquinamento, la protezione e il ripristino della biodiversità e la riduzione dei principali impatti ambientali e climatici connessi alla produzione e al consumo.
Le condizioni che favoriranno il conseguimento degli obiettivi prioritari, sono:
-la riduzione dell’impronta dei materiali e di quella dei consumi dell’UE;
-il rafforzamento degli incentivi positivi sotto il profilo ambientale;
-l’eliminazione graduale delle sovvenzioni dannose per l’ambiente, in particolare quelle a favore dei combustibili fossili
I sei obiettivi prioritari tematici da raggiungere entro il 2030 sono:
Al fine di rafforzare gli incentivi positivi e porre gradualmente fine ai sussidi dannosi per l’ambiente, l’UE
La Commissione monitora, dovrà valutare i progressi compiuti dall’UE e dagli Stati membri nel raggiungimento degli obiettivi prioritari. Sarà quindi elaborata una nuova dashboard di sintesi e indicatori che misurano i progressi “oltre il PIL”, per guidare l’elaborazione delle politiche. La verranno discusse ogni anno dalle istituzioni ed è prevista una revisione intermedia dei progressi (entro il 31 marzo 2024) per verificare il rispetto degli obiettivi prioritari entro il 2030.
Le autorità dell’UE, nazionali, regionali e locali sono chiamate ad applicare sanzioni efficaci, dissuasive e proporzionate per ridurre i rischi di non conformità con il diritto ambientale dell’UE.
Environment action programme to 2030 (europa.eu)