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Rapporto Rifiuti Speciali ISPRA 20201: i dati, gli obiettivi

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ISPRA ha reso noto il Rapporto Rifiuti Speciali (ed.2021) che riporta i dati su questi rifiuti relativi all’anno 2019 (segue al Rapporto ISPRA 2019) e servirà ad orientare la programmazione alla luce del Piano nazionale di ripresa e resilienza. La sfida, ribadisce ISPRA è diminuire la quantità di rifiuti speciali attraverso l’ottimizzazione dei cicli produttivi e la eco progettazione, applicando tecniche in grado di rendere i prodotti maggiormente riciclabili o facilmente smontabili.

  • I dati: 154 milioni di tonnellate è la produzione dei rifiuti speciali (in crescita di 10,5 mln di tonnellate);
  • Buono il risultato del recupero di rifiuti (78,1% sopra l’obiettivo europeo di recupero), male sul recupero dei veicoli fuori uso;
  • FISE-Assoambiente: il Presidente Chicco Testa commenta i dati sulla produzione, le tipologie di rifiuti trattati, i vantaggi dell’essere un polo industriale del riciclo e lo squilibrio territoriale nella presenza degli impianti di smaltimento.

I documenti di riferimento:

PNRR e recupero di rifiuti

Questo rapporto, spiega ISPRA, fornisce una fotografia della situazione rifiuti pre-pandemia e le cifre potranno utilizzare queste cifre nella programmazione da mettere in campo in vista della ripartenza che attende il Paese grazie al Pnrr.

“Il Pnrr rappresenta un’ulteriore occasione per migliorare la nostra capacità di recupero dei materiali cercando di incrementare le prestazioni anche energetiche in campo edilizio – sottolinea il Direttore generale dell’ISPRA Alessandro Bratti – Occorre potenziare e migliorare l’impiantistica per raggiungere gli obiettivi europei e per proporci sempre di più come leader a livello europeo nell’economia circolare”.

Rapporto Rifiuti Speciali 2021: i dati in sintesi

In base ai dati ISPRA:

La produzione di rifiuti speciali

  •  in Italia sfiora la cifra di 154 milioni di tonnellate 10,5 milioni di tonnellate in più prodotte nel 2019, in linea con la crescita del PIL
  • Il 45,5% della produzione di rifiuti è costituito dai rifiuti provenienti dal settore delle costruzioni e demolizioni (oltre 70 milioni di tonnellate).

La produzione di rifiuti speciali pericolosi

L’analisi dei dati per tipologia di rifiuti speciali pericolosi evidenzia come

  • il 26,2% della produzione del 2019 sia costituito dai rifiuti prodotti dal trattamento dei rifiuti e delle acque reflue,
  • 23,2% è rappresentata dai rifiuti non specificati altrimenti nell’Elenco Europeo che comprendono, tra gli altri, i veicoli fuori uso, le apparecchiature elettriche ed elettroniche, le batterie e gli accumulatori
  •  L’analisi dei dati per tipologia dei rifiuti non pericolosi evidenzia come i rifiuti delle operazioni di costruzione e demolizione costituiscano il 47,5% della produzione totale, quelli prodotti dal trattamento dei rifiuti e delle acque reflue il 27,5%, cui seguono i rifiuti prodotti dai processi termici, che rappresentano il 6,1%, e i rifiuti non specificati altrimenti nell’Elenco Europeo, 4,1%
  • Le altre attività economiche contribuiscono, complessivamente, alla produzione di rifiuti speciali con una percentuale pari al 10,5% (16,1 milioni di tonnellate)
  • I rifiuti non pericolosi prodotti da operazioni di costruzione e demolizione aumentano del 14,2% pari, in termini quantitativi, a 8,5 milioni di tonnellate.

Tipologie di rifiuti

  • I rifiuti speciali da prodotti chimici rappresentano, nel loro insieme, una percentuale pari al 13,2% del totale prodotto,
  • gli oli esauriti e i combustibili liquidi si attestano al 9,6% del totale;
  • i rifiuti derivanti dalle operazioni di costruzione e demolizione si attestano, al 7,8% del totale prodotto;
  • quelli da processi termici si collocano al 5,9%;
  • i rifiuti dalla lavorazione superficiale di metalli e plastica al 4,9%.

Recupero e riciclo: a che punto siamo?

  • Riciclo: si recupera materia dal 69 % dei rifiuti avviati a gestione, solo il 7,3% è smaltito in discarica.
  • Recupero: sfiora il 78,1% e si attesta sopra l’obiettivo europeo di recupero (70% entro il 2020) molto efficiente soprattutto su rifiuti da demolizione e costruzione;
  • Veicoli fuori uso: siamo al di sotto di quanto richiesto dall’Europa in termini di recupero totale del veicolo (84,2% a fronte di un target UE del 95%;
  • Le attività di trattamento dei rifiuti ed il risanamento ambientale contribuiscono per il 25,1% (38,6 milioni di tonnellate) al totale dei rifiuti, mentre una percentuale pari al 18,9% è rappresentata dall’insieme delle attività manifatturiere (circa 29,1 milioni di tonnellate).

Smaltimento rifiuti per Regione

La produzione dei rifiuti speciali, a livello territoriale, si concentra

  • nel nord Italia, con 88,6 milioni di tonnellate (pari, in termini percentuali, al 57,6% del dato complessivo nazionale) In quest’area del Paese si trovano oltre la metà degli impianti di gestione, soprattutto in Lombardia, dove sono localizzate 2.180 infrastrutture, il 20,1% del totale nazionale.
  • al Centro si attesta a 27 milioni di tonnellate (17,5% del totale),
  • al Sud a 38,3 milioni di tonnellate (24,9%).

Rapporto Rifiuti Speciali ISPRA: il commento di FISE Assoambiente

Il Presidente di FISE Assoambiente (Associazione delle imprese di igiene urbana, riciclo, recupero e smaltimento di rifiuti urbani e speciali ed attività di bonifica) – Chicco Testa, commenta così i dati del Rapporto ISPRA sui rifiuti speciali, presentato venerdì 11 giugno.

“Sono molti i numeri che come ogni anno ISPRA pubblica nel Rapporto sui rifiuti speciali in Italia, vediamone alcuni”

Crescono i rifiuti non pericolosi

in barba ad ogni ipotesi di disaccoppiamento fra crescita economica e produzione di rifiuti, nel 2019 i rifiuti speciali aumentano del 7,3% rispetto al 2018, pari ad oltre 10 milioni di tonnellate (un terzo del totale dei rifiuti urbani per avere un’idea). Il PIL era cresciuto solo di qualche decimale. Un aumento importante che viene dopo una crescita registrata anche fra il 2017 e 2018, e che è prevalentemente generato dai rifiuti da costruzione e demolizione (+14%). Crescono i rifiuti non pericolosi, da 133 a 144 mln di tonn., i pericolosi sono sostanzialmente stabili intorno ai 10 milioni.

1/4 dei rifiuti speciali sono rifiuti da rifiuti

oltre un quarto dei rifiuti speciali sono “rifiuti da rifiuti”, per oltre 38,6 milioni, cioè scarti prodotti dalle attività di recupero e smaltimento e dalle attività di bonifica e risanamento ambientale. A questi vanno aggiunti i rifiuti del trattamento delle acque. Dopo quelli da costruzione e demolizione, i “rifiuti da rifiuti” sono il principale flusso di rifiuti nazionale. Dato su cui riflettere per impostare la nostra strategia di economia circolare.

I segnali di fragilità del Sistema

rimaniamo un polo industriale europeo del riciclo con oltre due terzi dei rifiuti speciali che vanno ad operazioni di recupero. Ottima notizia, ma ci sono segnali di fragilità del sistema. L’export registra un aumento del 13,4% rispetto al 2018 e circa il 25% è diretto verso recupero energetico e discariche. Aumenta, anche se di poco, la discarica e gli stoccaggi assorbono l’11% del totale dei rifiuti. Un valore che segnala la difficoltà del sistema dei trattamenti finali nell’assorbire il flusso.

Squilibrio territoriale nella produzione e gestione dei rifiuti

la produzione e gestione di rifiuti speciali si concentra nel Nord Italia dove si genera il 57,6% del totale dei rifiuti delle attività economiche. Circa 6.000 gli impianti di recupero di materia, 81 gli inceneritori e circa 300 le discariche (di cui 142 per soli rifiuti inerti), 173 gli impianti di compostaggio e digestione anaerobica. Nella sola Lombardia viene smaltito il 26% del totale rifiuti speciali italiani. Uno squilibrio territoriale nord-sud ancora molto forte.

Incenerimento

praticamente non si incenerisce niente, vanno ad incenerimento 1,2 milioni di tonnellate e a coincenerimento 2 milioni di tonnellate. Ma esportiamo verso inceneritori europei.

Cos’è il Rapporto Rifiuti Speciali di ISPRA

Giunto alla 20°edizione, il Rapporto è frutto di una complessa attività di raccolta, analisi ed elaborazione di dati da parte del Centro Nazionale dei Rifiuti e dell’Economia Circolare dell’ISPRA, con il contributo delle Agenzie regionali e provinciali per la Protezione dell’Ambiente, in attuazione di uno specifico compito istituzionale previsto dall’art.189 del d.lgs. n. 152/2006.

Qual è l’obiettivo del Rapporto?

Attraverso un efficace e completo sistema conoscitivo sui rifiuti, infatti, si intende fornire un quadro di informazioni oggettivo, puntuale e sempre aggiornato di supporto al legislatore per orientare politiche e interventi adeguati, per monitorarne l’efficacia, introducendo, se necessario, eventuali misure correttive.

ISPRA ha deciso di presentare il lavoro nel corso di un webinar, trasmesso sulla piattaforma di RICICLA TV, che riportiamo di seguito.

Antonio Mazzuca

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