Tutela Ambientale
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Valutazioni d'impatto ambientale: lettera di messa in mora per l'Italia
14 febbraio 2020
fonte: 
area: Tutela ambientale
Valutazioni d'impatto ambientale: lettera di messa in mora per l'Italia La Commissione europea ha recentemente fatto il punto sulle procedure di infrazione aperte contro il nostro Paese.
Con riferimento alla Banca Dati Ufficiale dEURInfra ammontano a 82 le procedure di infrazioni contro l'Italia.
Per la materia ambientale sono aperte ancora 21 cause, 3 in più rispetto all'aggiornamento di luglio 2019.Spicca il deferimento del nostro paese alla Corte di giustizia dell'UE in materia di accesso alle risorse genetiche provenienti da paesi terzi: il nostro regime è considerato "disfunzionale" e pregiudicante le capacità delle imprese stabilite in Italia di trarre vantaggio da un accesso a fini di ricerca, produzione e commercio. Inoltre, in materia di tutela dell'ambiente: la Commissione invia lettera di costituzione in mora chiedendo l'allineamento della nostra normativa con la direttiva VIA 2011/92/UE alla luce dell'entrata in vigore della direttiva 2014/52/UE.
Ecco su cosa è carente la legislazione italiana in materia di VIA e chiariamo qualcosa in più sulla direttiva.


In questo articolo:
VIA: l'esortazione della Commissione europea
La direttiva 2014/52/UE in materia di VIA
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VIA: l'esortazione della Commissione europea

La Commissione esorta l'Italia ad allineare la legislazione nazionale alla direttiva concernente la valutazione dell'impatto ambientale (direttiva VIA 2011/92/UE). La direttiva garantisce che l'impatto ambientale dei progetti pubblici e privati sia valutato prima del rilascio dell'autorizzazione.
Nell'aprile 2014 è stata adottata la nuova normativa dell'UE (direttiva 2014/52/UE), che riduce gli oneri amministrativi, migliora il livello di protezione dell'ambiente e rende nel contempo più solide, prevedibili e sostenibili le decisioni economiche sugli investimenti pubblici e privati.
In Italia le carenze nel diritto nazionale riguardano, tra l'altro, le modalità di consultazione del pubblico, le norme che disciplinano le consultazioni transfrontaliere nel caso dei progetti proposti in Italia che potrebbero interessare altri Stati membri, la comunicazione di informazioni pratiche sull'accesso alla giustizia e i sistemi messi in atto per evitare i conflitti di interesse.
La Commissione ha pertanto deciso oggi di inviare una lettera di costituzione in mora all'Italia, che dispone di 2 mesi per rispondere e correggere la propria legislazione. In caso contrario, la Commissione potrà decidere di inviare un parere motivato alle autorità italiane.

La direttiva 2014/52/UE in materia di VIA

C'era tempo fino al 16 maggio 2017 per recepire nel nostro ordinamento la direttiva 2014/52/UE, che a suo tempo aveva modificato la Direttiva 2011/92/UE concernente la valutazione dell'impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati, con lo scopo di rafforzare la qualità della procedura di impatto ambientale, allineare tale procedura ai principi della regolamentazione intelligente (smart regulation) e rafforzare la coerenza e le sinergie con altre normative e politiche dell'Unione, come anche con le strategie e le politiche definite dagli Stati membri in settori di competenza statale.
Le principali novità contenute nella direttiva riguardano:
• la possibilità di fissare soglie o criteri per stabilire in quali casi non è necessario che i progetti siano oggetto di una valutazione di impatto ambientale;
• l'obbligo per il committente di fornire informazioni sulle caratteristiche del progetto e sui suoi probabili effetti negativi significativi sull'ambiente, tenendo conto dei risultati disponibili di altre valutazioni effettuate in base a normative europee diverse dalla direttiva 2014/52/UE;
• la separazione funzionale tra autorità competente e committente, per evitare i conflitti d'interesse;
• le sanzioni che devono essere effettive, proporzionate e dissuasive;
• le informazioni ambientali che devono essere tempestive e disponibili anche in formato elettronico.
Con qualche giorno di ritardo, sulla base della legge delega n. 114/2015 (legge di delegazione europea 2014), con il D.Lgs. n. 104/2017 (pubblicato in G.U. n. 156 del 06/06/2017) il nostro legislatore ha finalmente recepito la nuova disciplina.

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