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Stato delle Infrazioni ambientali: 18 cause aperte
29 luglio 2019
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area: Tutela ambientale
Stato delle Infrazioni ambientali: 18 cause aperte La Commissione europea ha diffuso un nuovo report sullo stato delle procedure aperte nei confronti dei diversi Stati Membri.
Per quanto riguarda le infrazioni aperte contro il nostro paese per la sezione tutela ambientale si passa dalle 17 cause ambientali aperte, registrate nel gennaio 2019 alle 18 attuali rintracciate nel sito dell'UE (luglio 2019). Ad aggiungersi l'Infrazione 2019_2085 sulla mancata notifica delle disposizioni nazionali relative al riciclaggio delle navi e l'Infrazione 018_2249 relativa al Monitoraggio della qualità delle acque, designazione delle zone vulnerabili ai nitrati e contenuto dei programmi d'azione. Risolta, invece, la procedura di Infrazione 2018/2356 per violazione degli artt. 17.2 e 17.3 della Direttiva 2008/56/CE che istituisce un quadro per l'azione comunitaria nel campo della politica per l'ambiente marino.
Si aggrava infine, la contestazione legata al trattamento delle acque reflue urbane negli agglomerati con più di 2.000 abitanti: possibile un deferimento alla Corte di Giustizia UE.

Gas a effetto serra fluorurati
La Commissione annuncia l'invio di una lettera di notifica formale all'Italia (e alla Romania) per non aver notificato le misure nazionali in materia di sanzioni per violazioni delle norme dell'UE sui gas a effetto serra fluorurati (regolamento (regolamento (UE) n. 517/2014). I gas a effetto serra fluorurati, noti anche come "gas F", sono una famiglia di gas prodotti dall'uomo utilizzati in una serie di applicazioni industriali. Il regolamento mira a contribuire alla lotta contro il cambiamento climatico riducendo di due terzi entro il 2030 le emissioni di gas.
Il diritto dell'UE stabilisce norme rigorose sull'uso di questi gas e sulle condizioni relative all'immissione sul mercato dei prodotti contenenti tali gas: le sanzioni (efficaci, proporzionate e dissuasive) avrebbero dovuto essere in vigore entro il 1° gennaio 2017 anche in forza di contrasto e prevenzione del commercio illegale di idrofluorocarburi. Gli Stati avrebbero dovuto notificare alla Commissione le misure nazionali adottate, ma l'Italia non ha inviato tale comunicazione: ora ha due mesi per rispondere altrimenti la Commissione procederà con l'invio di un parere motivato.

Sostenibilità dei biocarburanti
Anche l'Italia è fra i destinatari (con Danimarca, Estonia, Grecia, Ungheria, Malta, Polonia e Slovacchia) della lettera di avviso formale per non completa trasposizione delle norme UE sulla sostenibilità dei biocarburanti.
Si fa riferimento alla direttiva UE 2015/1513 che mira a ridurre il rischio di cambiamenti indiretti dell'uso del suolo legati alla produzione di biocarburanti. Il cambiamento indiretto dell'uso del suolo si verifica quando i terreni agricoli utilizzati per sviluppare colture a fini alimentari o di mangimi iniziano invece ad essere utilizzati per la coltivazione di colture per la produzione di biocarburanti. Ciò comporta l'utilizzo di altri terreni (inutilizzati) per lo sviluppo delle colture alimentari, con diverse implicazioni in termini di emissioni di gas a effetto serra. La direttiva prepara inoltre la transizione verso biocarburanti avanzati prodotti da materiali, quali rifiuti e residui.
La normativa risale al 2015, spiega la Commissione ma gli Stati avrebbero dovuto comunicare alla Commissione le misure nazionali di attuazione alla Commissione entro il 10 settembre 2017, cosa che non è avvenuta. Gli Stati membri interessati hanno quindi due mesi di tempo per rispondere alle preoccupazioni sollevate dalla Commissione. In caso contrario, la Commissione potrà decidere di inviare un parere motivato.

Trattamento Acque reflue urbane
La Commissione ricorda all'Italia il suo dovere di garantire che le acque reflue urbane siano adeguatamente raccolte e trattate. Per questo invia al nostro Paese un parere motivato sul mancato apprestamento di adeguati sistemi di raccolta e trattamento per le acque reflue urbane negli agglomerati con più di 2.000 abitanti. Si fa riferimento alla violazione delle disposizioni della Direttiva Urban Waste Water Treatment, 91/271/EEC in ben 237 agglomerati in 13 regioni (Abruzzo, Calabria, Campania, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria Lombardia, Marche, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia e Toscana).
La Commissione invita l'Italia a presentare informazioni aggiornate sui progressi compiuti in tutti questi siti ed esorta a presentare ulteriori chiarimenti su tutti gli agglomerati dichiarati conformi, anche quando le prove raccolte dalla Commissione indichino il contrario.
La Commissione aveva per questo già aperto la procedura d'infrazione inviando una lettera di notifica formale nel luglio 2018. In mancanza di una risposta soddisfacente, la Commissione può ora decidere di deferire il caso alla Corte di giustizia dell'UE in considerazione dei riconosciuti rischi significativi per l'ambiente e la salute umana in un gran numero di agglomerati.

L'elenco aggiornato (gennaio 2019) delle procedure ambientali aperte contro il nostro Paese


Infrazione 2017_2181
Non conformità alla Direttiva 1991/271/CEE sul trattamento delle acque reflue urbane
Messa in mora Art. 258 TFUE

Infrazione 2017_2172
Regolamento (UE) n. 511/2014 del 16 aprile 2014 sulle misure di conformità per gli utilizzatori risultanti dal protocollo di Nagoya relativo all'accesso alle risorse genetiche e alla giusta ed equa ripartizione dei benefici derivanti dalla loro utilizzazione nell'Unione.
Messa in mora Art. 258 TFUE

Infrazione 2019_0218
Mancato recepimento della direttiva UE 2017/2102 del Parlamento e del Consiglio, del 15 novembre 2017, recante modifica della direttiva 2011/65/UE sulla restrizione dell'uso di determinate sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche

Infrazione n.2015_2163
Mancata designazione delle Zone Speciali di Conservazione (ZSC) e mancata adozione delle misure di conservazione. Violazione Direttiva Habitat. Direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche (c.d. direttiva Habitat)
Messa in mora Art. 258 TFUE

Infrazione 2019_2142
Gas fluorurati a effetto serra, mancato rispetto degli obblighi di notifica del regolamento UE 517/2014 CLIM
Messa in mora Art. 258 TFUE

Infrazione 2019_2085
Mancata notifica delle disposizioni nazionali relative all'esecuzione, ai sensi dell'articolo 22, paragrafo 1 e 4,del Regolamento UE n. 1257/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 novembre 2013, relativo al riciclaggio delle navi e che modifica il Regolamento CE n. 1013/2006 e la direttiva 2009/16/CE.
Messa in mora Art. 258 TFUE

Infrazione 018_2249
Monitoraggio della qualità delle acque, designazione delle zone vulnerabili ai nitrati e contenuto dei programmi d'azione
Messa in mora Art. 258 TFUE

Infrazione n.2015_2043
Applicazione della direttiva 2008/50/CE sulla qualità dell'aria ambiente ed in particolare obbligo di rispettare i livelli di biossido di azoto(NO2)
Messa in mora Art. 258 TFUE

Infrazione n.2014_2147
Cattiva applicazione della direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell'aria ambiente - Superamento dei valori limite di PM10 in Italia.
Messa in mora complementare Art. 258 TFUE

Infrazione n.2014_2059
Attuazione della direttiva 1991/271/CEE relativa al trattamento delle acque reflue urbane.
Parere motivato Art. 258 TFUE

Infrazione n.2013_2177
Stabilimento siderurgico ILVA di Taranto- Direttiva 2008/1/CE sulla prevenzione e la riduzione integrate dell'inquinamento (c.d. direttiva IPPC),fino al 7 gennaio 2014; Direttiva 2010/75/UE sulle emissioni industriali (c.d. direttiva IED),a partire dal 7 gennaio 2014
Parere motivato Art. 258 TFUE

Infrazione n.2013_2022
Non corretta attuazione della direttiva 2002/49/CE relativa alla determinazione e alla gestione del rumore ambientale. Mappe acustiche strategiche.
Messa in mora complementare Art. 258 TFUE

Infrazione n.2011_2215
Violazione dell'articolo 14 della direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti in Italia
Parere motivato complementare Art. 258 TFUE

Infrazione 2009_4426
Valutazione d'impatto ambientale di progetti pubblici e privati. Progetto di bonifica di un sito industriale nel Comune di Cengio (Savona) - Direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti; Direttiva 2011/92/UE (VIA)
Parere motivato complementare Art. 258 TFUE

Infrazione n.2009_2034
Cattiva applicazione della Direttiva 1991/271/CE relativa al trattamento delle acque reflue urbane
Sentenza Art. 258 TFUE

Infrazione n.2007_2195
Emergenza rifiuti in Campania.
Sentenza Art. 260 TFUE

Infrazione n.2004_2034
Cattiva applicazione degli articoli 3 e 4 della direttiva 91/271/CEE sul trattamento delle acque reflue urbane.
Messa in mora Art. 260 TFUE

Infrazione n.2003_2077
Non corretta applicazione delle direttive 75/442/CE sui "rifiuti", 91/689/CEE sui "rifiuti pericolosi" e 1999/31/CE sulle "discariche".
Sentenza Art. 260 TFUE


Per maggiori informazioni  
consulta il sito ec.europa.eu 
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