Il DL Sicurezza 159/2025 è al centro del dibattito politico e tecnico. Imprese, sindacati, associazioni e professionisti del mondo del lavoro condividono l’obiettivo di rafforzare prevenzione, formazione e controlli, chiedendo però semplificazioni e rapidità nei decreti attuativi.
Nel corso delle audizioni parlamentari relative all’esame del Disegno di legge n. 1706, numerosi soggetti istituzionali hanno presentato proposte e osservazioni per migliorare il provvedimento in fase di conversione. Di seguito una sintesi dei principali contributi, a partire dalle posizioni espresse in 10ª Commissione Affari Sociali del Senato.
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Nell'articolo
Le audizioni in Senato sul DL Sicurezza 159/2025
Il dibattito sulla conversione in legge del Decreto-Legge 31 ottobre 2025, n. 159 – recante “misure urgenti per la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro e in materia di protezione civile” – è entrato nel vivo con le audizioni in Senato presso la 10ª Commissione Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato e previdenza sociale (A.S. 1706).
Varie voci del mondo produttivo, associativo e professionale hanno espresso pareri e proposte sul testo in esame, condividendo l’obiettivo comune di rafforzare la prevenzione e la cultura della sicurezza, ma sollevando anche alcuni nodi applicativi.
I punti di vista delle organizzazioni sindacali: CISL, UIL e UGL
Nella propria memoria depositata in Commissione, la Cisl (Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori) ha espresso una valutazione positiva sull’impianto generale del decreto, considerandolo “un insieme di interventi significativi, volti allo sviluppo della prevenzione”. La Confederazione ha apprezzato in particolare:
- la destinazione delle riserve economiche INAIL a sostegno delle imprese più esposte al rischio, con approccio premiale;
- la promozione della cultura della salute e sicurezza fin dalla scuola, anche attraverso l’estensione della tutela assicurativa agli studenti dei percorsi di formazione scuola-lavoro;
- il rafforzamento della formazione dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) aziendali, territoriali e di sito produttivo.
Nella memoria UIL, il sindacato evidenzia la presenza di alcune criticità che rendono necessario proseguire con determinazione il percorso di miglioramento normativo e operativo. In particolare richiede ulteriori disposizioni normative, considerate imprescindibili, come: “il divieto dei subappalti a cascata, l’eliminazione delle gare al massimo ribasso, l’introduzione del reato di omicidio sul lavoro, l’istituzione di una Procura nazionale del lavoro e il riconoscimento del patrocinio legale gratuito per le famiglie delle vittime”.
A valle dell’analisi della UGL relativa al D.l. 159/2025, le proposte si orientano su dieci Piani nazionali (relativi ai temi: addestramento; lavoratori in ammortizzatori sociali; malattie professionali; dispositivi di protezione individuale; messa in sicurezza di immobili pubblici, scuole e ospedali; qualificazione delle figure professionali; digitalizzazione; segnaletica; patente a crediti; lavoratori stranieri) e due azioni mirate:
- Potenziamento del Sistema Informativo Nazionale per la Prevenzione (SINP),
- Potenziamento delle attività ispettive, con valorizzazione economica della figura dell’Ispettore
del lavoro
ANCE: “Bene il decreto, ma evitare aggravi burocratici”
Federica Brancaccio, Presidente dell’Ance (Associazione nazionale costruttori edili), ha espresso un giudizio positivo sulle misure del decreto, in particolare sulle risorse destinate a prevenzione e formazione. Tuttavia, nella memoria presentata in Senato, ha richiamato la necessità di evitare nuovi adempimenti che possano gravare sulle imprese corrette e regolari. La Presidente ha ricordato che “fare sicurezza in edilizia è più difficile che in altri settori” e che il sistema bilaterale ha già introdotto strumenti efficaci, come la tessera di riconoscimento con codice univoco anticontraffazione, utilizzata come badge.
Ance chiede che i decreti attuativi tengano conto delle buone prassi già consolidate e sottolinea l’importanza di garantire formazione uniforme a tutti i lavoratori presenti in cantiere, compresi gli autonomi. Il cantiere è, infatti, un ambiente complesso, in cui i rischi non riguardano solo chi svolge lavori edili, ma chiunque vi operi.
L’Associazione nutre invece qualche preoccupazione sulla norma che inserisce un nuovo adempimento per le imprese che, ove intendano richiedere benefici contributivi, prima dell’assunzione dei lavoratori, devono pubblicare la disponibilità della posizione di lavoro sul SIISL. Una norma che: “potrebbe costituire, nel nostro settore, un aggravio burocratico anche per le imprese regolari e corrette, senza dare evidenza, al momento, di potere incidere concretamente sulle suddette finalità”.
Ance propone inoltre un’integrazione tra le banche dati Inail e Inps, per correlare in modo più preciso infortuni e contratti collettivi applicati, migliorando l’efficacia delle politiche di prevenzione. Brancaccio ha infine ribadito la centralità degli organismi paritetici, naturalmente quelli espressione delle associazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative a livello nazionale, e la necessità di un Repertorio nazionale aggiornato dei soggetti formatori qualificati, per rafforzare la qualità della formazione.
Le posizioni di Confindustria e Confcommercio
Tra i documenti depositati in Senato segnaliamo anche quello di Confindustria, che segnala in particolare le criticità relative alla norma (art. 5 che modifica l’art. 113 Dlgs 81/2008) relativa alla sicurezza delle scale e la necessità della sua abrogazione e a quella che estende la nozione di dispositivi di protezione individuale a quelli individuati nella valutazione dei rischi mentre per legge possono essere qualificati come tali solamente quelli indicati dalle norme tecniche in quanto in possesso di specifici requisiti tecnici.
Nella propria memoria, Confcommercio evidenzia poi alcune criticità di natura operativa e sistemica che richiedono chiarimenti e adeguati correttivi, in particolare rispetto alla sostenibilità per le imprese del terziario e alla necessaria coerenza con il quadro normativo già vigente.
CNA Confartigianato: “Meno adempimenti, più prevenzione e formazione”
Nel corso delle audizioni, CNA, Confartigianato e Casartigiani hanno espresso una posizione condivisa: “La sicurezza non si costruisce con nuovi adempimenti, ma con cultura, prevenzione e formazione”. Le Confederazioni valutano positivamente il decreto, che accoglie molte delle proposte del sistema artigiano, tra cui:
- la revisione delle tariffe Inail;
- la promozione della cultura della sicurezza sin dalla scuola;
- il finanziamento della formazione tramite i Fondi interprofessionali.
Le organizzazioni hanno tuttavia invitato ad evitare nuovi oneri per micro e piccole imprese e chiesto in particolare chiarezza sulla sorveglianza sanitaria e la volontarietà della segnalazione per ciò che concerne i near miss (mancati infortuni). Concordano sull’opportunità di favorire l’adozione di tecnologie innovative e DPI intelligenti, purché in un quadro regolatorio chiaro e sostenibile.
Tra le ulteriori memorie acquisite in Senato nella stessa seduta segnaliamo anche:
Le analisi di Olympus, CIIP e Confesercenti
La Consulta Interassociativa Italiana per la Prevenzione (CIIP) è intervenuta in modo critico sul testo, ritenendo che “che il D.L. 31 ottobre 2025, n. 159 intervenga ancora una volta in modo disorganico sulla normativa in materia di salute e sicurezza del lavoro”, non affrontando realmente “nessuna delle criticità che possono incidere maggiormente sulla salute e sicurezza del lavoro quali, ad esempio la disciplina degli appalti pubblici e privati, la qualificazione delle imprese… le nuove forme di lavoro con delocalizzazione dei rapporti di lavoro”.
L’Osservatorio Olympus dell’Unviersità di Urbino Carlo Bo ha riportato brevi considerazioni su alcuni articoli del D.L. n. 159/2025 in particolare sulla disciplina della patente a crediti e sulla formazione per la sicurezza di cui all’art. 37.
Nella propria memoria Confersercenti plaude all’introduzione di risorse dedicate (come quelle per i DPI innovativi) e di incentivi (bonus INAIL), ritenendo però che – poiché l’efficacia di queste misure per le PMI dipenderà da alcuni specifici fattori, come ad esempio l’attesa dei relativi decreti attuativi – potrebbero nascere dubbi in proposito.
Consulenti del Lavoro: “Serve accelerare sui decreti attuativi”
Il Consiglio Nazionale dell’Ordine (CNO) dei Consulenti del Lavoro, rappresentato dal Segretario Giovanni Marcantonio, ha espresso un giudizio molto positivo sul decreto, definendolo “un provvedimento di valore sistemico, che non trascura lo stanziamento di risorse ingenti e pluriennali”.
La priorità, secondo il CNO, è procedere rapidamente con i decreti attuativi e con i nuovi accordi Stato-Regioni, per dare efficacia concreta alle misure, permettendo di:
- potenziare la gestione dei mancati infortuni, anche attraverso un monitoraggio specifico Inail;
- valorizzare le esperienze contrattuali già esistenti in tema di contrasto a molestie e violenza di genere;
- migliorare l’interoperabilità delle banche dati attraverso la comunicazione del SIISL.
Tra i documenti acquisiti nella stessa seduta segnaliamo anche:
Assosistema: “Innovazione e DPI intelligenti per una sicurezza più efficace”
Nel corso dell’audizione, Assosistema Confindustria ha manifestato apprezzamento per l’attenzione che il provvedimento dedica al rafforzamento delle misure di prevenzione e alla tutela della salute dei lavoratori.
Il Direttore Generale Matteo Nevi ha sottolineato la necessità di accompagnare le imprese nell’adozione di Dispositivi di Protezione Individuale di nuova generazione, dotati di tecnologie intelligenti in grado di monitorare il corretto utilizzo e prevenire gli infortuni. “Sicurezza e innovazione devono procedere insieme”, ha dichiarato Nevi. “Solo così si potrà compiere un salto di qualità nella cultura della sicurezza”.
Il Presidente della Sezione Safety, Claudio Galbiati, ha ricordato come “Ridurre gli infortuni e le malattie professionali significa costruire un sistema produttivo più solido, sostenibile e competitivo”, evidenziando l’importanza di potenziare le attività di controllo e vigilanza sull’idoneità dei DPI e sull’addestramento dei lavoratori al loro impiego.
L’Associazione ha infatti proposto che, nell’ambito dell’articolo 5 del DL 159/2025, dedicato agli interventi di prevenzione e formazione, sia espressamente ricompreso il tema dell’addestramento all’uso dei dispositivi di protezione individuale, elemento imprescindibile per garantire una tutela effettiva della salute e della sicurezza. Assosistema ha inoltre espresso apprezzamento e sostegno:
- alla fruizione gratuita delle norme UNI in materia di sicurezza (art. 10 del decreto), considerata “una misura di grande valore culturale e operativo”;
- alla possibilità di estendere gli incentivi all’acquisto anche ai sistemi di controllo del corretto utilizzo dei DPI.
L’associazione propone inoltre una riflessione sull’articolo 4 dello Statuto dei Lavoratori, auspicando una deroga mirata quando l’uso di tecnologie di monitoraggio abbia finalità esclusivamente protettive, per non frenare gli investimenti in innovazione.
Le posizioni di AiFOS, AIAS e Conflavoro PMI
Positivo, ma cauto il commento di AiFos che accoglie le disposizioni contenute nel decreto come un passo avanti, ma la sua reale efficacia dipenderà dalla capacità di tradurle nella pratica quotidiana del lavoro. Inoltre, l’Associazione chiarisce che “il miglioramento della sicurezza non può essere considerato un risultato immediato o concluso. Permane ancora molta strada da fare”.
AIAS – nelle figure dei vicepresidenti, Dott. Giovanni Taveri e Dott. Alessandro Foti – ha definito il decreto come “un intervento significativo ma ovviamente non risolutivo, che entra in un contesto normativo già articolato”. Tra le tante proposte dell’Associazione:
- l’inserimento di un apposito titolo per spazi confinati, l’abrogazione dell’art. 66, la modifica dell’art. 121 e P. 3 dell’allegato IV, del D.Lgs.81/08 ed infine la modifica del D.P.R. 177/2011.
- definire in modo chiaro i processi di valutazione e mitigazione del rischio stress lavoro-correlato, unitamente a quelli relativi alla segnalazione; alla presa in carico degli eventi e alle misure di verifica oltre che a quelle sanzionatorie in caso di accertamento di violazioni.
- relativamente all’Accordo Stato-Regioni su soggetti accreditati alla formazione evitare che Regioni e Province autonome adottino criteri differenziati, con il rischio di creare disomogeneità tra sistemi territoriali e percorsi formativi non allineati.
Positivo il commento di Conflavoro PMI che ritiene necessario che il rafforzamento del sistema nazionale di tutela della SSL proceda di pari passo con l’introduzione di misure capaci di valorizzare la responsabilità sociale e l’impegno concreto delle imprese: “in questa direzione, le proposte di Conflavoro mirano a promuovere un approccio premiale e collaborativo tra istituzioni, enti ispettivi e sistema produttivo, fondato sul riconoscimento delle buone pratiche e sulla valorizzazione delle competenze tecniche diffuse nel territorio”.
Tra le memorie acquisite nella stessa seduta in Senato segnaliamo anche:
- Confassociazioni
- Confprofessioni
- Federazione Ordini dei chimici e dei fisici
- Federmanager
- Associazione Home and digital care
Un confronto costruttivo verso la conversione in legge
Le audizioni al Senato confermano un quadro generalmente condiviso: il DL Sicurezza 159/2025 viene accolto con favore per la sua impostazione preventiva e partecipativa.
Tutte le parti in causa chiedono però di garantire coerenza, semplificazione e chiarezza applicativa nella fase di attuazione, riconoscendo che solo un equilibrio tra norme, formazione e innovazione tecnologica potrà rendere il sistema realmente efficace.
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Nota redazionale
Il presente articolo raccoglie e sintetizza alcuni contributi presentati nell’ambito delle audizioni in Senato sulla conversione in legge del Decreto-Legge 31 ottobre 2025, n. 159, recante “Misure urgenti per la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro e in materia di protezione civile”. Le dichiarazioni e le posizioni riportate provengono da interventi ufficiali e memorie depositate presso la 10ª Commissione permanente del Senato (Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale).

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