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Protezione beni culturali: il rapporto INTERPOL 2020

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Il 18 ottobre 2021 l’Interpol ha pubblicato un prezioso documento dal titolo: “Assessing crimes against cultural property 2020″(liberamente scaricabile), che analizza le tendenze criminali presenti in 72 diversi paesi, in riferimento alla protezione dei beni culturali. È noto che durante la pandemia in atto vi è stato un drammatico incremento dei crimini diretti al patrimonio culturale ed ecco perché questo documento permette di fare il punto su una situazione, che sta diventando sempre più drammatica.

Rapporto Interpol 2020, cosa contiene il testo

Questo documento è stato compilato sulla base di informazioni fornite da 72 paesi, associati all’Interpol, illustrando i crimini legati ai beni culturali, gli arresti ed i percorsi seguiti dai trafficanti per movimentare il bottino, nell’arco del 2020. È così possibile mettere in evidenza delle tendenze, che possono aiutare le forze dell’ordine nella loro preziosa opera di contrasto e prevenzione.

I beni culturali sequestrati nel 2020

In totale, sono 854.000 i beni culturali che sono stati sequestrati nell’arco del 2020; questi beni comprendono articoli numismatici, quadri, sculture, reperti archeologici, libri, pergamene e simili. La metà di questi oggetti è stata sequestrata in Europa, mettendo così in evidenza l’importanza di disporre di unità specializzate delle forze dell’ordine.

Scavi illegali e furti nel 2020

Vi è stato un significativo aumento degli scavi illegali soprattutto in Africa, nelle Americhe e nell’Asia e nel Pacifico del sud. La ragione probabilmente è da imputare al fatto che questi siti archeologici e paleontologici sono intrinsecamente meno protetti e più esposti a scavi illeciti.

Per contro, le restrizioni dovuti alla pandemia, che hanno portato alla chiusura di molti musei, hanno diminuito l’opportunità di sottrarre oggetti esposti in collezioni pubbliche. Non per nulla, il 95% dei musei del mondo ha dovuto chiudere temporaneamente le loro porte ai visitatori.

Ciò non toglie che comunque si siano verificati dei furti di altissimo livello, come il furto di un Van Gogh nel museo di Amsterdam ed il furto di tre capolavori dal Collegio della Chiesa di Cristo in Oxford.

Interpol, gli strumenti di difesa del Patrimonio culturale da nuovi attacchi

Alla luce di questi dati, l’Interpol ha continuato a sviluppare nuovi strumenti per contrastare l’attacco al patrimonio culturale, confermando che uno degli strumenti più efficaci, a disposizione delle forze di polizia e del pubblico, in genere, è lo INTERPOL Stolen Works of Art database dove sono archiviati più di 50.000 reperti, provenienti da 134 paesi.

L’accesso a questa base dei dati è stato oggi facilitato dalla messa a disposizione di una app, che consente anche al pubblico in genere di collegarsi rapidamente a questo data base: ID-Art mobile application.

Ad esempio, utilizzando questa applicazione, la polizia spagnola è stata in grado di recuperare delle monete rubate, esposte presso un negozio di antiquariato. Il valore degli oggetti così sequestrati supera ampiamente i 200.000 € sul mercato nero.

Parimenti, nel luglio 2021 una croce processionale del XIII secolo è stata recuperata dalla polizia rumena e restituita al museo della Chiesa evangelica di Cisnadie, dove era stata rubata nel 2016. La croce è stata identificata proprio mediante la app sopramenzionata.

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Redazione InSic

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