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La progettazione per la sicurezza all’incendio: cos’è e su cosa si basa

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Prevenire l’attivazione dell’incendio e controllarne l’evoluzione sono due strategie fondamentali ai fini della progettazione per la sicurezza antincendio. In questo articolo esaminiamo come prevenire gli incendi e limitarne la diffusione.

Articolo tratto dal volume di EPC Editore “Strutture resistenti al fuoco: Metodi di calcolo, tecnologie e procedure per una concreta sicurezza strutturale all’incendio”, di Pietro G. Gambarova, Alessandro P. Fantilli, Sergio Tattoni

Strategie per la sicurezza antincendio

La progettazione per la sicurezza all’incendio si basa su un complesso di strategie atte a:

  • prevenire l’attivazione dell’incendio
  • controllarne l’evoluzione  

Le 4 fasi dell’attivazione incendio

Ricordiamo che l’attivazione dell’incendio è caratterizzata da 4 fasi in successione temporale:

  • l’innesco (o ignizione/accensione)
  • la crescita
  • il pieno sviluppo
  • l’esaurimento.

Il flash over

Il passaggio dalla crescita al pieno sviluppo è detto flashover, che è caratterizzato dalla subitanea estensione della combustione a tutte le superfici combustibili del compartimento in esame (a partire da temperatura ambiente superiore a 500 °C), con rapido innalzamento della temperatura del compartimento.

Controllo dell’evoluzione dell’incendio

Il controllo dell’evoluzione dell’incendio può avvenire secondo due direttrici di azione:

Protezione dei beni e delle persone

La prima è applicabile alle fasi di innesco e crescita caratterizzate da temperature relativamente basse e dall’emissione di fumo.

E’ finalizzata primariamente alla protezione delle persone e dei beni – sul posto oppure tramite evacuazione diretta o attraverso apposite vie di fuga.

Protezione di beni e strutture

La seconda direttrice di azione (applicabile ai casi in cui si possa ammettere il raggiungimento del flashover ed il pieno sviluppo dell’incendio caratterizzato da alte temperature) riguarda il fuoco in quanto tale ed è finalizzata alla protezione di beni e strutture.

Sicurezza antincendio: come controllare il fuoco

A tale scopo, il fuoco può essere controllato:

(a) limitando il carico di incendio previsto in sede progettuale (combustibile),
(b) estinguendo le fiamme con dispositivi attivi,
(c) assicurando agli elementi della costruzione (portanti e portati) la resistenza fino all’estinzione naturale dell’incendio.

Nel caso (b) l’estinzione delle fiamme può essere manuale o automatica.

Nel caso (c) gli obiettivi vengono raggiunti utilizzando elementi costruttivi che – sotto l’azione del fuoco – conservino la propria resistenza e stabilità (criterio R), garantiscano la tenuta a fiamme e fumi (se aventi funzione separante, criterio E) ed abbiano un’adeguata capacità isolante (criterio I). Per gli elementi portanti rientra nel criterio R anche la capacità di limitare l’estensione dei danni dovuti ad un incendio localizzato (robustezza).

Accanto ai tre predetti criteri la normativa europea introduce altri criteri in funzione della tipologia degli elementi costruttivi considerati, quali – ad esempio – il criterio M (per la resistenza alle azioni meccaniche) ed il criterio W (per la protezione dall’energia termica trasmessa per irraggiamento).

La progettazione strutturale al fuoco

La Progettazione Strutturale al Fuoco è quindi parte integrante della Progettazione per la Sicurezza all’Incendio ed ha il fine di garantire alla struttura i requisiti derivanti dalla strategia antincendio adottata. Tali requisiti riguardano principalmente:

– la capacità portante – o resistenza/stabilità – degli elementi portanti;

l’integrità – o tenuta – degli elementi di compartimentazione (portanti e portati), onde evitare la propagazione dell’incendio grazie al passaggio di fiamme, fumi e gas attraverso fessure, sconnessioni e perdite di vincolo;

– la capacità isolante degli elementi portanti e portati, onde evitare sia danni a persone e cose nei compartimenti contigui, sia la propagazione dell’incendio a tali compartimenti.

Approccio di tipo prestazionale

Più in generale la Progettazione Strutturale al Fuoco deve garantire l’idoneità della struttura nel soddisfare i requisiti prestazionali che consentono all’opera di essere sicura in caso di incendio, secondo gli obiettivi e le specifiche del Regolamento UE 305 (2011) e la normativa italiana in materia (RTO 2015).

Si tratta di un approccio di tipo prestazionale, che obbliga Progettisti e Controllori a definire i rischi accettabili e a dimostrarne il contenimento, il che richiede delle capacità di valutazione del comportamento strutturale decisamente maggiori che nel caso del tradizionale (ed obsoleto, ancorché ammesso) approccio prescrittivo, basato su curve standard temperatura-tempo e su tabelle.

Consulta anche i seguenti articoli

Il triangolo del fuoco e i principi della combustione
Come spegnere un incendio: metodi e tempi per la gestione antincendio

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Una squadra di professionisti editoriali ed esperti nelle tematiche della salute e sicurezza sul lavoro, prevenzione incendi, tutela dell’ambiente, edilizia, security e privacy. Da oltre 20 anni alla guida del canale di informazione online di EPC Editore

Redazione InSic

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