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Medico competente: compiti e funzioni per la sicurezza
10 novembre 2020
fonte: 
area: Salute e sicurezza sul lavoro
Medico competente: compiti e funzioni per la sicurezza Gli adempimenti a carico del medico competente riguardano la sorveglianza sanitaria dei dipendenti e il giudizio di idoneità alla mansione specifica del lavoratore, la collaborazione con il datore di lavoro ed il servizio di prevenzione e protezione in materia di valutazione dei rischi e di formazione.
Vediamo nel dettaglio le funzioni e i compiti affidati al medico competente ai fini di garantire la salute, l'igiene e la sicurezza sul lavoro.


In questo articolo:
Chi è il medico competente?
Da chi viene nominato il medico competente?
Quali sono i titoli e i requisiti del medico competente?
Quali sono i compiti del medico competente?

Chi è il medico competente?

Il medico competente è una figura in possesso di specifici titoli e requisiti formativi e professionali, che collabora con il datore di lavoro ai fini della valutazione dei rischi ed è nominato dallo stesso per effettuare la sorveglianza sanitaria e per tutti gli altri compiti di cui al decreto legislativo n. 81/2008.

Da chi viene nominato il medico competente?

Il D.Lgs. 81/08 pone la nomina del medico competente a carico del datore di lavoro e del dirigente, previa consultazione del Rappresentante dei Lavoratori per la sicurezza.
In occasione della nomina del medico competente, il datore di lavoro deve accertare che questi sia in possesso di uno dei titoli o requisiti che consentono l'iscrizione nell'elenco dei medici competenti istituiti presso il Ministero della Salute

Quali sono i titoli e i requisiti del medico competente?

Per svolgere il ruolo di medico competente occorre che il medico sia in possesso di uno dei seguenti titoli:

• specializzazione in medicina del lavoro o in medicina preventiva dei lavoratori e psicotecnica;
• docenza in medicina del lavoro o in medicina preventiva dei lavoratori e psicotecnica o in tossicologia industriale o in igiene industriale o in fisiologia e igiene del lavoro o in clinica del lavoro;
• autorizzazione di cui all'articolo 55 del D.Lgs. 277/91;
• specializzazione in igiene e medicina preventiva o in medicina legale; gli specialisti in igiene e medicina preventiva, in via transitoria, sono esonerati se, al 15 maggio 2008, svolgevano le attività di medico competente o dimostrino di avere svolto tali attività per almeno un anno nell'arco dei tre anni anteriori.
Il medico competente ha l'onere di comunicare mediante autocertificazione, il possesso dei titoli e requisiti di cui sopra al Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali.

Quali sono i compiti del medico competente?

L'attività del medico competente può essere svolta sia come dipendente o collaboratore di una struttura esterna pubblica o privata convenzionata con l'imprenditore, sia come libero professionista o dipendente del datore di lavoro.
Le funzioni del medico competente previste dal D.Lgs. 81/2008 possono essere raggruppate in tre categorie di compiti: professionali, informativi e collaborativi.

Funzioni di natura professionale

I compiti di natura professionale svolti dal medico competente riguardano:

- La sorveglianza sanitaria dei dipendenti, consistente nell'obbligo di effettuare gli accertamenti sanitari preventivi e periodici (art. 41, comma 2, lett. a) e b)) ed eventuali visite mediche se richieste dal lavoratore (art. 41, comma 2, lett. c)), qualora tale richiesta sia correlata ai rischi professionali, oppure in occasione di cambi di mansione per verificare l'idoneità del lavoratore alla mansione specifica (art. 41, comma 2, lett. d)) o, infine, nei casi previsti dalla normativa vigente, alla cessazione del rapporto di lavoro (art. 41, comma 2, lett. e)) nonché, a seguito dell'intervento ex D.Lgs. 106/2009, in caso di visita preventiva-preassuntiva e di visita medica precedente alla ripresa del lavoro, a seguito di assenza per motivi di salute di durata superiore ai sessanta giorni continuativi, al fine di verificare l'idoneità alla mansione.

- Il giudizio di idoneità alla mansione specifica del lavoratore (art. 41, comma 6). L'idoneità o capacità di lavoro, cioè l'attitudine a compiere un lavoro, viene distinta in idoneità generica e specifica, la prima è riferita a fattori fisiologici e non necessita di particolare preparazione, mentre la seconda si fonda sull'abilità, capacità ed esperienza del lavoratore.
Il giudizio del MC non sempre è assoluto (idoneo o non idoneo) ma può essere formulato per gradi intermedi:
1) idoneità alla mansione assegnata;
2) idoneità parziale, temporanea o permanente, con prescrizioni o limitazioni; 3) inidoneità temporanea (in questo caso devono essere precisati i limiti temporali di validità);
4) inidoneità permanente.
I giudizi formulati dal MC devono essere rilasciati per iscritto, copia a lavoratore e datore di lavoro.

- l'istituzione e l'aggiornamento delle cartelle sanitarie di rischio per ogni lavoratore sottoposto a sorveglianza sanitaria, da custodire, con salvaguardia del segreto professionale (art. 25, comma 1, lett. c)), salvo il tempo strettamente necessario per l'esecuzione della sorveglianza sanitaria e la trascrizione dei relativi risultati, presso il luogo di custodia concordato con il datore di lavoro al momento della nomina.

- la tenuta dei registri degli esposti ad agenti cancerogeni e biologici per conto del datore di lavoro, che li deve istituire ed aggiornare tramite il medico competente (art. 243, comma 1, e 280, comma 1, D.Lgs. 81/2008).

Funzioni di natura informativa

I compiti informativi svolti dal Medico Competente riguardano le seguenti attività:

- collaborare all'attività di formazione e informazione dei lavoratori, per la parte di propria competenza (art. 25, comma 1, lett. a));
- fornire informazione ai lavoratori sul significato e sui risultati della sorveglianza sanitaria cui sono sottoposti
- informare il datore di lavoro dell'esito di accertamenti sanitari che abbiano evidenziato nei lavoratori esposti in modo analogo ad uno stesso agente cancerogeno o biologico l'esistenza di un'anomalia imputabile a tale esposizione (art. 242, comma 4, ed art. 279, comma 3);
- consegnare al lavoratore, alla cessazione del rapporto di lavoro, copia della cartella sanitaria e di rischio;
- comunicare per iscritto, in occasione delle riunioni periodiche di prevenzione e protezione dei rischi (art. 35), i risultati anonimi e collettivi degli accertamenti effettuati e fornire indicazioni sul significato dei risultati (art. 25, comma 1, lett. i)).

Funzioni di natura collaborativa

Infine, il medico competente, sulla base della specifica conoscenza dell'organizzazione dell'azienda, ovvero dell'unità produttiva e delle situazioni di rischio, ha il compito di collaborare col datore di lavoro e col Servizio di Prevenzione e Protezione:

- alla valutazione dei rischi e predisposizione ed attuazione delle misure per la tutela della salute e dell'integrità psico-fisica dei lavoratori (art. 25, comma 1, lett. a)). In tale contesto dovrà:
o partecipare alla riunione periodica di prevenzione;
o informare il datore di lavoro sulle misure protettive speciali da attuare per i lavoratori esposti ad agenti cancerogeni ed a rischi biologici;

- alla visita degli ambienti di lavoro almeno una volta l'anno, salvo stabilire una cadenza diversa, in base alla valutazione dei rischi; in tal caso dovrà darne comunicazione al datore di lavoro affinché questi provveda ad annotarlo nel documento di valutazione dei rischi (art. 25, comma 1, lett. l)).
Il D.Lgs. 81/2008 ha ridotto la frequenza delle visite agli ambienti di lavoro, rispetto alla previgente legislazione, da due volte ad una volta all'anno. A tale proposito, con decreto 16 gennaio 1997 erano stati definiti i casi di riduzione della visita degli ambienti di lavoro da parte del medico competente ad una volta l'anno, "ferma restando l'obbligatorietà di visite ulteriori, allorché si modifichino le situazioni di rischio";

- partecipare alla programmazione del controllo dell'esposizione dei lavoratori (art. 25, comma 1, lett. m)) i cui risultati gli sono forniti con tempestività ai fini delle valutazioni e dei pareri di competenza;

- collaborare con il datore di lavoro alla predisposizione del servizio di primo soccorso (art. 25, comma 1, lett. a));

- collaborare alla attuazione e valorizzazione di programmi volontari di "promozione della salute", secondo i principi della responsabilità sociale (art. 25, comma 1, lett. a)).

Da ultimo, si evidenzia che le visite mediche non possono essere effettuate:
- per accertare stati di gravidanza;
- negli altri casi vietati dalla normativa vigente.
La visita preassuntiva, vietata fino all'entrata in vigore del D.Lgs. 3 agosto 2009 n. 106 è attualmente consentita, stante la soppressione della lett. a) del terzo comma dell'art. 41 del D.Lgs. 81/2008, avvenuta a cura del Legislatore del 2009 con il citato decreto "correttivo".

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