Il Consiglio dei Ministri del 20 gennaio 2026 ha approvato, in esame preliminare, il decreto legislativo che dovrà recepire la Direttiva (Ue) 2024/1203. La riforma potenzia il contrasto ai reati ambientali, introduce modifiche al Codice Penale, aggiornando e integrando la disciplina degli eco-delitti, e amplia il catalogo dei reati ambientali 231.
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Il CDM avvia il recepimento della Direttiva (Ue) 2024/1203
Il Consiglio dei Ministri n. 156 del 20 gennaio 2026 ha approvato, in esame preliminare, uno schema di decreto legislativo volto a dare attuazione alla Direttiva (UE) 2024/1203 che sostituisce le direttive 2008/99/CE e 2009/123/CE.
Il provvedimento mira a rafforzare le misure per la prevenzione e il contrasto dei reati ambientali e si rende necessario per rispondere alla gravità dei fenomeni di degrado ambientale, alla crisi della biodiversità e all’emergenza climatica, contrastando al contempo le reti criminali che operano su scala internazionale.
Le modifiche al Codice Penale: nuovi eco-delitti e aggravanti
Previste modifiche al Codice Penale, con la revisione e l’ampliamento della disciplina degli eco-delitti.
Nello specifico, l’intervento incide sulle fattispecie di inquinamento ambientale e introduce nuovi precetti riguardanti l’immissione sul mercato di prodotti inquinanti, nonché la produzione e il commercio di sostanze ozono-lesive e di gas a effetto serra. La riforma interviene inoltre sul regime delle aggravanti, sulla nozione di condotta abusiva e sull’adeguamento delle sanzioni, garantendo il pieno allineamento ai parametri della direttiva UE.
Responsabilità amministrativa degli enti: l’ampliamento del catalogo 231
Uno dei punti di maggior impatto per le imprese riguarda l’ampliamento del catalogo dei reati ambientali rilevanti ai fini della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica (decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231).
Il Sistema di coordinamento nazionale e la Strategia 2027
Per ottimizzare il contrasto ai reati ambientali, il decreto istituisce presso la Procura Generale della Corte di Cassazione il Sistema di coordinamento nazionale per il contrasto alla criminalità ambientale.
Tale Sistema vedrà la partecipazione del Procuratore Generale presso la Cassazione, dei Procuratori Generali presso le Corti d’appello e del Procuratore Nazionale Antimafia.
A completamento del quadro programmatico, entro il 21 maggio 2027, il Parlamento pubblicherà la Strategia nazionale di contrasto ai crimini ambientali, un documento triennale che andrà a definire gli obiettivi prioritari della politica nazionale e le risorse necessarie per promuovere misure che incrementino la consapevolezza pubblica sulla tutela ambientale.
- Nota per i professionisti: Lo schema di decreto, approvato in esame preliminare, dovrà ora passare al vaglio delle Commissioni parlamentari competenti, prima dell’approvazione definitiva e della successiva pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
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