25.05.26 - Redazione InSic
È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legislativo 21 aprile 2026, n. 81, che dà formale attuazione alla Direttiva (UE) 2024/1203 sulla tutela penale dell’ambiente. Il provvedimento introduce, nei suoi 13 articoli, diverse novità, modificando gli ecoreati nel Codice penale, il D.Lgs. 231/01 e il Testo Unico Ambientale (D.Lgs. 152/06).
Il decreto è entrato ufficialmente in vigore il 2 giugno 2026.
Nell'articolo
Il nuovo Decreto Legislativo 21 aprile 2026, n. 81, recepisce la Direttiva (UE) 2024/1203 sulla tutela penale dell’ambiente e sostituisce definitivamente le vecchie direttive 2008/99/CE e 2009/123/CE.
Il provvedimento mira a rafforzare le misure per la prevenzione e il contrasto dei reati ambientali e si rende necessario per rispondere alla gravità dei fenomeni di degrado ambientale, alla crisi della biodiversità e all’emergenza climatica, contrastando al contempo le reti criminali che operano su scala internazionale.
Il testo del D.Lgs. 81/2026 introduce due nuove fattispecie di delitto per allineare l’ordinamento italiano alla Direttiva UE 2024/1203:
Parallelamente, la riforma abroga l’articolo 733-bis c.p. (il reato contravvenzionale di distruzione di un habitat), che viene ora assorbito e severamente punito come circostanza aggravante del delitto di inquinamento ambientale (art. 452-bis c.p.) e del nuovo delitto di commercio di prodotti inquinanti (art. 452-bis.1 c.p.) qualora il danno avvenga in aree protette o sottoposte a vincolo.
Oltre alle sanzioni penali, il decreto introduce anche modifiche al D.Lgs. 231/01 e all’articolo 256, comma 4, del D.Lgs. 152/2006 (Testo Unico Ambientale).
Sul piano programmatico, infine, delinea la nuova Strategia nazionale di contrasto ai crimini ambientali (che il Governo dovrà approvare entro il 21 maggio 2027) e istituisce il Sistema di coordinamento nazionale per la lotta alla criminalità ambientale.
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