Particolare di una lastra in cemento-amianto analizzata attraverso una lente d'ingrandimento per evidenziarne le fibre pericolose.

Malattie professionali: la Raccomandazione UE 2025/2609 aggiorna l’elenco europeo

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Con la Raccomandazione (UE) 2025/2609, la Commissione Europea aggiorna l’elenco delle malattie professionali, ponendo in particolare il focus sulle patologie correlate all’esposizione all’amianto. In questo articolo analizziamo le integrazioni agli Allegati I e II, gli obiettivi di prevenzione e l’impatto della nuova raccomandazione sulle politiche nazionali.

Dalla Raccomandazione 2022/2337 alla nuova 2025/2609: cosa cambia

La Commissione Europea ha ufficialmente adottato la Raccomandazione (UE) 2025/2609 del 18 dicembre 2025, che sostituisce integralmente la raccomandazione (UE) 2022/2337. Il provvedimento nasce dalla necessità di allineare l’elenco delle patologie professionali riconosciute alle più recenti evidenze scientifiche, con particolare riferimento ai tumori causati dall’amianto, che ancora oggi rappresenta la principale causa di decessi correlati al lavoro nell’Unione europea.

Esposizione all’amianto: settori a rischio e stime dei tumori professionali

L’amianto è infatti un agente cancerogeno pericoloso ancora molto diffuso in diversi contesti lavorativi, come ad esempio:

  • la ristrutturazione edilizia;
  • l’attività estrattiva;
  • la gestione dei rifiuti;
  • la lotta antincendio.

In tali contesti, i lavoratori possono quindi essere esposti ad un rischio elevato di inalazione di fibre pericolose. Si stima infatti che tra 4,1 e 7,3 milioni di lavoratori siano tuttora esposti all’amianto e che il 75% dei casi di tumori riconosciuti come professionali negli Stati membri sia correlato proprio a tale agente.
Ricordiamo che l’amianto è classificato come sostanza cancerogena di categoria 1A, secondo l’allegato VI, parte 3, del regolamento (CE) n. 1272/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio.

La progressiva restrizione dell’uso dell’amianto nell’Unione è iniziata nel 1988, mentre dal 2005 la fabbricazione, l’immissione sul mercato e l’uso dell’amianto sono vietati come previsto dal regolamento (CE) n. 1907/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio (REACH).
A causa del lungo periodo di latenza, che può superare i trent’anni, il picco di malattie e decessi è atteso intorno agli anni 2030.

Le novità dell’Allegato I: quali sono le nuove malattie professionali riconosciute dall’UE

La novità più rilevante introdotta dal nuovo documento europeo riguarda il passaggio di alcune patologie dall’elenco “complementare” (sospette) a quello “ufficiale” (riconosciute), facilitando così l’iter per il riconoscimento e l’indennizzo. Nell’Allegato IElenco europeo delle malattie professionali – sono state inserite le seguenti nuove voci correlate all’amianto:

  • Cancro della laringe (punto 311);
  • Cancro ovarico (punto 312);
  • Placche pleuriche con compromissione funzionale dei polmoni (punto 313);
  • Versamento pleurico non maligno (punto 314).

Queste si aggiungono alle patologie già tabellate come asbestosi, mesotelioma e cancro al polmone.

L’Allegato II: le malattie di sospetta origine professionale

La nuova Raccomandazione aggiorna anche l’elenco delle malattie che potrebbero essere inserite in futuro nell’elenco principale. Tra le nuove malattie “sospette” figurano:

  • Cancro del colon causato dall’amianto (punto 2.309);
  • Cancro del retto causato dall’amianto (punto 2.310);
  • Cancro dello stomaco causato dall’amianto (punto 2.311).

Impatto e obblighi per gli Stati Membri

Sebbene la Raccomandazione non sia un atto legislativo vincolante come un Regolamento, essa funge da orientamento per le legislazioni nazionali. È utile ricordare che in Italia, il riferimento è il sistema delle tabelle INAIL e il DPR 1124/1965.

In linea con gli obiettivi di prevenzione e tutela della salute, la Commissione Europea sollecita dunque gli Stati membri a integrare tempestivamente l’elenco europeo delle malattie professionali, riportato nell’Allegato I, all’interno delle proprie disposizioni legislative, regolamentari o amministrative. Infine, per rispondere alle sfide del mondo del lavoro, la Raccomandazione pone l’accento sulla necessità di promuovere attivamente la ricerca scientifica nel settore delle affezioni legate all’attività professionale, con un focus specifico sui disturbi di natura psicosociale e sulle patologie emergenti.

Entro il 31 dicembre 2026, gli Stati membri sono invitati a informare la Commissione circa le misure adottate o previste in risposta a queste nuove integrazioni.

È importante sottolineare che, mentre la Raccomandazione 2025/2609 interviene sul versante del riconoscimento e dell’indennizzo, la protezione operativa dei lavoratori è già stata rafforzata dalla Direttiva (UE) 2023/2668, che ha imposto limiti di esposizione all’amianto molto più severi. Per un approfondimento completo, leggi il nostro articolo sulla Direttiva amianto 2023/2668.

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