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DL Semplificazione in Gazzetta: soppressione SISTRI; nulla su end of waste
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Redazione Banca Dati Sicuromnia - a cura di A.Mazzuca
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Tutela ambientale
DL Semplificazione in Gazzetta: soppressione SISTRI; nulla su end of waste AGGIORNAMENTO
Pubblicato in Gazzetta ufficiale il Decreto SEMPLIFICAZIONE, DECRETO-LEGGE 14 dicembre 2018, n. 135 ("Disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la pubblica amministrazione" in GU Serie Generale n.290 del 14-12-2018), annunciato dal Consiglio dei Ministri del 12 dicembre 2018.



In vigore dal 15 dicembre 2018
, introduce disposizioni urgenti in materia di semplificazione e sostegno per i cittadini, le imprese e la pubblica amministrazione. Al suo interno, misure volte a fronteggiare l'attuale situazione di sovraccarico e moltiplicazione degli adempimenti burocratico-amministrativi a carico dei cittadini, delle imprese e della stessa pubblica amministrazione. Gli interventi di semplificazione riguardano, tra l'altro: sanità, ambiente, agricoltura, giustizia, istruzione e formazione artistica e musicale, università e ricerca.
Spiccano, in particolare, le disposizioni sulla soppressione del SISTRI e l'assenza di End of Waste.

Sistri, verso un sistema 2.0

Il Governo nel Decreto Legge (che ancora deve affrontare il percorso parlamentare di conversione in Legge) prevede la soppressione dell'attuale "Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti" (SISTRI). Dal 1° gennaio 2019 resta la tracciabilità dei rifiuti con il sistema cartaceo, in attesa della realizzazione di un nuovo sistema di tracciabilità coerente con l'assetto normativo vigente, anche di derivazione comunitaria.
Il sistema, introdotto nel 2010 con un contratto secretato e affidato alla società Selex di Finmeccanica, fino ad oggi non è mai entrato in funzione ma ha nel frattempo comportato costi enormi per le aziende che vi avevano aderito e per lo Stato, subentrante in caso di mancato versamento da parte delle imprese, di conseguenza per tutti i cittadini.
Scrive il Ministero in una nota che il nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti "sarà 2.0 e interamente gestito dal Ministero dell'Ambiente" e costerà circa 3 milioni di euro l'anno.
"Il Sistri è stato uno dei più grandi sprechi nella gestione dei rifiuti speciali- ha affermato Costa - un sistema mai entrato effettivamente in funzione, che però ha comportato costi sostenuti dalle imprese coinvolte e dallo Stato che hanno superato i 141 milioni di euro dal 2010 ad oggi".
Dal 2010 al 2014 sono infatti stati fatturati 290 milioni, di cui quasi 90 pagati effettivamente. Dal 2015 al 2018: fatturati 66 milioni, pagati 51. Attualmente era in corso un affidamento da 260 milioni in 5 anni, che viene quindi sospeso cancellando il Sistri.
"Il Sistri aveva lo scopo, assolutamente condivisibile e anzi necessario, di tracciare l'intero sistema di rifiuti speciali del Paese, ma non è mai stato operativo - ha spiegato Costa - Nel frattempo le imprese aderenti, quelle con più di 10 addetti, hanno dovuto pagare iscrizioni, adeguamenti tecnologici, aggiornamenti per i mezzi e per il personale e infilarsi in un ginepraio di norme, sanzioni, poi sospese, poi riattivate, quindi nuovamente sospese, esenzioni, eccezioni, nuovi obblighi: insomma un inferno normativo durato otto anni".

End of Waste

Inoltre, sottolinea FISE-UNICIRCULAR, il decreto legge (allo stato attuale) non contiene le disposizioni più volte annunciate dal Ministro dell'Ambiente Sergio Costa per risolvere il problema del blocco delle autorizzazioni degli impianti di riciclo le quali autorizzano, appunto, a trasformare i rifiuti in risorse, le cosiddette autorizzazioni "End of Waste".
"Ad oggi i criteri nazionali ed europei End of Waste coprono solo alcune, limitate, categorie di rifiuti quindi se non si pone rimedio a questa lacuna normativa con una norma "ponte" che consenta alle regioni di fissarli in via provvisoria con le autorizzazioni si rischia, considerata l'emergenza impiantistica in cui ci troviamo - aggravata dai roghi sempre più frequenti - di compromettere irreparabilmente non solo il settore del riciclo, ma l'intero ciclo della gestione dei rifiuti, con gravi danni per tutta la collettività" afferma Andrea Fluttero - Presidente FISE UNICIRCULAR (Unione Imprese dell'Economia Circolare), che della battaglia per l'End of Waste ha fatto la propria bandiera ormai da mesi.
Ricordiamo infatti che con Sentenza n. 1229 del 28/02/2018 del Consiglio di Stato(che abbiamo commentato su queste pagine) si è stabilito che i criteri per la cessazione di qualifica di rifiuto "caso per caso" non possono essere definiti dalle Regioni, o da enti da essa delegati, costituendo un precedente che ha portato al blocco di tutte le autorizzazioni, atti o provvedimenti con i quali veniva stabilita la cessazione "caso per caso" della qualifica di rifiuto per determinati materiali.
Era quindi emersa la necessità di una modifica d'urgenza dell'art. 184-ter del D.Lgs 152/2006, per attribuire chiaramente alle Regioni e alle Province Autonome le competenze sul rilascio delle autorizzazioni caso, per caso.

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oppure scrivi a sicuromnia@epc.it  
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