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Epidemia COVID19: estensione dello smart-working. Come organizzarlo?
26 febbraio 2020
fonte: 
area: Salute e sicurezza sul lavoro
Epidemia COVID19: estensione dello smart-working. Come organizzarlo? Nel decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 25 febbraio 2020 attuativo del DL sul Coronavirus (pubblicato in Gazzetta di ieri, 25 febbraio 2020) un riferimento all'applicabilità della modalità di lavoro "agile" o smart-working per i datori di lavoro aventi sede legale o operativa nelle Regioni Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Veneto e Liguria, e per i lavoratori ivi residenti o domiciliati che svolgano attività lavorativa fuori da tali territori,
Tale possibilità si applica a ogni rapporto di lavoro subordinato, nel rispetto dei principi dettati dalla legge 22 maggio 2017, n. 81 (art.18) anche in assenza degli accordi individuali ivi previsti.
Gli obblighi di informativa in materia di infortuni/malattie professionali INAIL vanno assolti in via telematica anche ricorrendo alla documentazione resa disponibile sul sito dell'Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro.

Dopo aver verificato quale formazione in materia di salute e sicurezza assicurare al lavoratore in smart-working, di seguito vediamo come è possibile svolgere lo smart-working e quali sono i passaggi per introdurlo in contesto di lavoro estraneo all'emergenza.

Lavoro agile: come organizzare lo svolgimento

Il lavoro agile è una delle modalità possibili di organizzazione del rapporto di lavoro subordinato, la sua adozione necessita preventivamente di un accordo scritto tra le parti. La prestazione lavorativa viene eseguita, in parte all'interno di locali aziendali e in parte all'esterno senza una postazione fissa, nel rispetto dei limiti di durata massima dell'orario di lavoro previsto dalla contrattazione collettiva.
L'accordo sindacale, come è noto, di norma avviene tra l'azienda e le RSU. L'azienda può farsi assistere dalle organizzazioni imprenditoriali del territorio, così come le RSU possono essere assistite dalle organizzazioni sindacali territoriali e/o nazionali.
Oltre un accordo generale valevole per la generalità dei lavoratori che saranno coinvolti, appare utile realizzare anche accordi individuali con ciascun lavoratore che verrà coinvolto. I contratti individuali dovrebbero prevedere l'obbligo di partecipare ai programmi formativi specifici e ribadire l'opportunità di partecipare a tutte le attività formative generali che verranno realizzate dall'azienda.

Lavoro agile: quali passaggi per introdurlo?

In fase di accordo sarà utile per l'azienda aver previsto preventivamente un timing per gestire l'introduzione dell'attività, che dovrà realizzare i seguenti passaggi:
• firma dell'accordo con le RSU;
• comunicare il lancio dell'iniziativa;
• la formazione per i manager e i lavoratori;
• la raccolta delle adesioni volontarie all'iniziativa;
• la firma dei contratti individuali;
• l'inizio del periodo pilota;
• un momento di check;
• la conferma o la disdetta dell'accordo in base ai risultati del periodo pilota.

Preliminarmente occorre decidere:
• le posizioni lavorative alle quali si può proporre di usufruire del lavoro agile;
• i giorni della settimana, del mese o dell'anno che possono essere impegnati per questa tipologia di lavoro;
• gli orari nell'arco della giornata utilizzabili per l'attività di lavoro agile;
• le modalità di accesso (e di recesso) a tale opportunità;
• eventuali procedure per autorizzare (od escludere) lavoro straordinario durante tale modalità di lavoro.

Le giornate di utilizzo dello smart working possono essere in giorni prestabiliti, o liberi a scelta e su richiesta preventiva del singolo lavoratore; in questo caso il lavoratore dovrà presentare la richiesta con un anticipo prefissato al proprio responsabile che dovrà autorizzare l'ammissione alla giornata di lavoro scelta per la modalità agile.

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 25 febbraio 2020

Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6,
recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19. (20A01278)
(GU n.47 del 25-2-2020)

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