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RAEE: nel 2017 cresce il trattamento, i dati del Centro di Coordinamento
fonte: 
Ufficio Stampa CdC RAEE
area: 
Tutela ambientale
RAEE: nel 2017 cresce il trattamento, i dati del Centro di Coordinamento Il Centro di Coordinamento RAEE riporta i dati del 2017 sul trattamento di rifiuti elettrici ed elettronici in Italia: sono 953 gli Impianti di trattamento in cui sono confluiti oltre 385.000 RAEE per il 78% di provenienza domestica. Secondo il CdC si configura un quadro positivo (un incremento del 6,8% dei RAEE trattati rispetto all'anno precedente) ma persistono flussi di rifiuti che sfuggono al sistema di gestione regolato dalla legge. I dati consentono di monitorare la situazione del Paese alla luce degli obiettivi stabiliti dalla Direttiva Europea 2012/19/UE.
Leggiamo nel dettaglio i dati RAEE diffusi da Centro di Coordinamento. In allegato il comunicato completo.

I RAEE gestiti nel 2017
Nel corso del 2017 gli Impianti di Trattamento italiani iscritti obbligatoriamente all'elenco gestito dal Centro di Coordinamento RAEE hanno gestito 385.544 tonnellate di Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE). È quanto emerge dai dati acquisiti annualmente dal Centro di Coordinamento RAEE, come previsto dall'art. 33 del Decreto Legislativo 49/2014.
Dai dati risulta che nel 2017 sul territorio nazionale hanno operato un totale di 953 Impianti che si occupano di RAEE, in cui sono presenti sia impianti dediti al trattamento per il recupero delle materie prime sia impianti che ne fanno l'immagazzinamento in attesa dell'invio ad un impianto di trattamento.
Gli impianti sono situati nel Nord Italia per 674 unità, nel Centro Italia per 136 e per 143 nell'area Sud e Isole. Il dato complessivo evidenzia un aumento di 13 impianti rispetto al 2016.
A fronte di 935.950 tonnellate di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche immesse mediamente all'anno sul mercato e dichiarate al Registro AEE nel triennio 2014-2016, nel 2017 gli Impianti autorizzati hanno trattato 385.544 tonnellate di RAEE, di cui il 78% - pari a 300.707 t - provenienti da RAEE domestici e il 22% - pari a 84.837 t - da RAEE professionali.

Un incremento del 6%
Nel complesso la dichiarazione 2017 registra un incremento del 6,8% dei RAEE trattati rispetto all'anno precedente. In particolare, ben 296.274 tonnellate dei RAEE di origine domestica sono state trasportate dai Sistemi Collettivi associati al Centro di Coordinamento RAEE agli Impianti di Trattamento in Italia e all'estero, con una predominanza delle tipologie di rifiuti appartenenti al Raggruppamento 2 - Grandi Bianchi, in crescita del 3,6% rispetto al 2016 e al Raggruppamento 1 - Freddo e Clima in crescita del 10,6%. I RAEE di origine professionale, pari a 84.837 tonnellate, hanno riguardato apparecchiature dismesse appartenenti a tutte le categorie merceologiche individuate dalla direttiva europea.
L'Italia nel 2017 ha raggiunto un tasso di ritorno complessivo del 41,19%, un risultato che dovrà essere incrementato per raggiungere il target europeo pari al 65% della media dell'immesso del triennio precedente entro il 2019.

I RAEE che sfuggono al controllo
Infine, i dati provenienti dagli Impianti di Trattamento consentono, se confrontati con quelli forniti dai Sistemi Collettivi, di fare delle considerazioni sulla presenza di flussi di RAEE che giungono direttamente agli impianti senza avvalersi del sistema organizzato dal Centro di Coordinamento RAEE: i valori sono estremamente bassi.
I RAEE che mancano all'appello ufficialmente non esistono; è quindi chiaro che alcuni quantitativi di rifiuti elettrici ed elettronici immessi sul mercato non vengono correttamente identificati e sfuggono al sistema di gestione regolato dalla legge, andando ad alimentare il traffico illegale dei rifiuti, fonte di inquinamento ambientale e di distorsione economica. Ultimo, ma non meno importante, questo causa l'impossibilità per l'Italia di raggiungere i target imposti dalla Comunità Europea.

Per maggiori informazioni  
consulta il sito www.cdcraee.it 
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