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Lavoro agile: insediati gli Osservatori nazionali nel settore pubblico e privato

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A partire dall’inizio della pandemia sono due gli Osservatori nazionali sul lavoro agile, uno nel settore pubblico e uno nel settore privato, istituiti dal Governo.

Seguiamo le evoluzioni dei due Comitati, la loro entrata in attività ed i suoi provvedimenti più importanti.

Osservatorio nazionale bilaterale in materia di lavoro agile (settore privato)

Istituito con Decreto Ministeriale numero 57 l’Osservatorio dovrà monitorare a livello nazionale:

  • l’evoluzione del lavoro agile e i risultati raggiunti attraverso il lavoro agile, anche al fine di favorire lo scambio di informazioni, la diffusione e valorizzazione delle migliori pratiche rilevate nei luoghi di lavoro;
  • lo sviluppo della contrattazione collettiva nazionale, aziendale e/o territoriale di regolazione del lavoro agile;
  • l’andamento delle linee di indirizzo contenute nel Protocollo nazionale sul lavoro agile del 7 dicembre 2021 e la valutazione di possibili sviluppi e implementazioni con riferimento a eventuali novità normative e alla crescente evoluzione tecnologica e digitale (leggi sotto l’approfondimento sul Protocollo).

Quanto dura l’Osservatorio bilaterale sul lavoro agile?

L’Osservatorio ha la durata di un anno (salvo proroga) e svolge le proprie attività anche mediante la costituzione di appositi sottogruppi distinti per aree tematiche e specifici settori.

Da chi è composto l’Osservatorio nazionale bilaterale sul lavoro agile

Il gruppo di lavoro è coordinato dal prof. avv. Pasqualino Albi ed è composto da:

  1. Romolo De Camillis, Direttore generale dei Rapporti di Lavoro e delle Relazioni Industriali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
  2. Nicola Marongiu, CGIL
  3. dr.ssa Livia Ricciardi, CISL
  4. sig.ra Irene Pata, UIL
  5. sig.ra Michela Toussan, UGL
  6. dr.ssa Lucia Massa, CONFSAL
  7. sig. Massimo Blasi, CISAL
  8. sig. Luigi Marinelli, USB
  9. avv. Graziano Passarello, CONFINDUSTRIA
  10. Raimondo Giglio, CONFAPI
  11. avv. Paolo Baldazzi, CONFCOMMERCIO
  12. dr.ssa Elvira Massimiano, CONFESERCENTI
  13. Paolo Perruzza, CONFARTIGIANATO
  14. sig.ra Sara Cubellotti, CNA
  15. Michele De Sossi, CASARTIGIANI
  16. Michele Morrocchi, ALLEANZA COOPERATIVE
  17. Roberto Caponi, CONFAGRICOLTURA
  18. sig. Federico Borgoni, COLDIRETTI
  19. Danilo De Lellis, CIA
  20. dr.ssa Federica Agati, COPAGRI
  21. Stefano Bottino, ABI
  22. avv. Ivan Borghini D’Alessio, ANIA
  23. Andrea Zoppo, CONFPROFESSIONI
  24. sig.ra Paola Giuliani, CONFSERVIZI
  25. sig.ra Elisa Medagliani, FEDERDISTRIBUZIONE
  26. sig. Stefano Bosio (membro effettivo) e sig. Mario Borin (membro supplente), CONFIMI
  27. Fabio Marrocco, CONFETRA
  28. Marco Pepe, UNIMPRESA.

Osservatorio nazionale del lavoro agile nella Pubblica amministrazione (istituito nel 2020)

L’Osservatorio supporta l’elaborazione di proposte e la definizione di indirizzi tecnico-metodologici in materia di lavoro agile in una prospettiva sistemica e multidisciplinare, considerando le dimensioni dell’innovazione amministrativa, organizzativa e tecnologica, della gestione e dello sviluppo delle risorse umane, del benessere organizzativo e della conciliazione vita – lavoro dei singoli lavoratori, dello sviluppo delle competenze individuali dei dipendenti e delle capacità manageriali della dirigenza nella pubblica amministrazione, della misurazione e valutazione della performance organizzativa e individuale.

In base al Decreto 4 novembre 2020 (art. 1) l’Osservatorio operante nella Pubblica Amministrazioneè composto da:

  • 27 rappresentanti di Governo, Regioni, enti locali, Inps, Istat e altre istituzioni, tra cui un membro per conto dell’Enea
  • 14 esperti del settore pubblico e privato o provenienti dal mondo universitario, che andranno a costituire una Commissione tecnica di supporto.

Funzioni dell’Osservatorio nazionale del lavoro agile nel settore pubblico

In base all’art. 2 del Decreto 4 novembre 2020 dovrà

  • fornire spunti e proposte di carattere normativo, organizzativo o tecnologico per migliorare sempre più lo smart working nelle Pa, anche interagendo con i principali stakeholder, per sviluppare le competenze del personale pubblico, le capacità manageriali dei dirigenti, la misurazione e valutazione delle performance organizzative e individuali;
  • svolgere attività consultive, di studio e analisi a supporto della elaborazione di proposte per l’attuazione del lavoro agile nelle amministrazioni
  • verificare che i POLA (Piani Organizzativi del Lavoro Agile) messi a punto dagli enti raggiungano gli obiettivi quantitativi e qualitativi fissati
  • Monitorare gli effetti dello smart working sull’organizzazione e i benefici per i servizi ai cittadini
  • promuovere specifiche iniziative di sensibilizzazione e di comunicazione in materia di lavoro agile, anche attraverso la “Conferenza nazionale sul lavoro agile nelle amministrazioni pubbliche”, che sarà indetta ogni due anni.

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