Digitalizzazione e safety

Digitalizzazione e sicurezza sul lavoro: opportunità e nuove sfide

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La digitalizzazione del lavoro va ben oltre la semplice tecnologia. Non si tratta esclusivamente della creazione di nuovi modelli di business, ma è un cambiamento radicale capace di avere un sostanziale impatto all’interno dei processi produttivi ed in grado di coinvolgere anche gli obblighi del datore di lavoro in termini di sicurezza sul lavoro e prevenzione.

Cosa si intende per digitalizzazione aziendale?

La trasformazione digitale aziendale si attua nell’integrazione di tecnologie digitali che, prevalentemente, sono volte ad ottimizzare il modo in cui un’azienda effettua e gestisce le sue attività.

Digitalizzazione, Industria 4.0 e Safety

L’espressione “Industria 4.0” costituisce un termine usato sempre più spesso nella vita quotidiana delle imprese. Ma cosa significa nello specifico?

Per semplificare, essa rappresenta la tendenza all’automazione produttiva e all’utilizzo all’interno del sistema di produzione delle cosiddette Tecnologie Abilitanti, consistenti in miglioramenti tecnologici in grado di mutare il modello di business.

Si viene così a configurare un concept di sviluppo nuovo, caratterizzato da una combinazione di nuove tecnologie di automazione, informazione e connessione, che si pongono sullo sfondo di un modello di produzione e distribuzione sempre più smart.

Il fenomeno dell’“Industria 4.0” e della digitalizzazione dell’impresa comprende, però, anche uno scenario che va oltre la semplice evoluzione tecnologica. A tal proposito, occorre pensare al tema della sicurezza sul lavoro: si renderà necessario ripensare il processo di valutazione dei rischi in azienda, in grado di individuare ed analizzare le nuove tipologie di rischio, di ricercarne le nuove fonti, di rivalutare l’importanza della formazione rispetto all’interazione uomo-macchina.

Ma, preliminarmente, è di fondamentale interesse definire cosa si intenda per “tecnologie abilitanti”.

Cosa sono le tecnologie abilitanti?

Le tecnologie abilitanti forniscono soluzioni o miglioramenti tecnologici in grado di dare vita nuova al sistema produttivo.

Il fenomeno dell’“Industria 4.0” si sviluppa sulla base di tali miglioramenti ed innovazioni che consistono, in modo particolare, nella nuova frontiera della relazione tra uomo e macchina.

Basti pensare ai cosiddetti “cobots” e al sempre più attuale utilizzo ed analisi dei dati, come il caso dei Big Data, dell’Internet of Things (IoT) e del Cloud computing (inteso come centralizzazione e conservazione delle informazioni raccolte).

Nell’odierno mondo imprenditoriale, la diffusione di tali innovazioni tecnologiche è sempre più presente: risulta, infatti, in fase di espansione all’interno di diverse imprese l’utilizzo di software di gestione e dispositivi che permettano il movimento autonomo di oggetti, ovvero i cosiddetti Automatic Guided Vehicle (AGV), in grado di compiere spostamenti autonomi, utilizzati per il trasporto o lo stoccaggio di merce o per collegare diverse aree di produzione.

L’utilizzo degli AGV, oltre che comportare la diminuzione delle tempistiche e, conseguentemente, aumentare la produttività grazie alla ottimizzazione dei flussi di trasporto, porta anche a benefici in chiave di sicurezza e salute: ci si riferisce in particolare alla diminuzione delle patologie muscolo-scheletriche dei lavoratori legate alla movimentazione manuale dei carichi.

Innovazione tecnologica e obblighi del datore di lavoro

In tema di applicazione di nuove tecnologie all’interno dell’ambiente di lavoro, l’orientamento giurisprudenziale continua ad essere costante e consolidato: obbligo del datore di lavoro è quello di adeguarsi all’innovazione offrendo al lavoratore misure idonee in grado di favorire il fine della protezione della salute e dell’integrità fisica.

Lo stesso art. 2087 cod. civ., prevede che “l’imprenditore è tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro.”

L’articolo del codice civile citato pone a carico del datore di lavoro l’obbligo di adozione di qualsivoglia misura si renda necessaria, data la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, a garantire la tutela dell’integrità psico-fisica del lavoratore.

Quali sono i nuovi rischi connessi alla digitalizzazione?

Facile è supporre l’impatto positivo dell’“Industria 4.0” sulle problematiche specifiche come ad esempio quelle dei rischi da sovraccarico biomeccanico: un impatto in grado di diminuire gli infortuni e le malattie professionali, oltre che di facilitare il reinserimento nell’ambiente lavorativo dei lavoratori disabili o che presentino patologie croniche o degenerative.

Ma, oltre agli effetti positivi dovuti dalla automazione e informatizzazione delle imprese, occorre considerare le nuove tipologie di pericolo che i documenti di valutazione dei rischi dovranno individuare ed analizzare.

L’introduzione delle nuove tecnologie comporterà, infatti, la nascita di nuovi fattori di stress, come il caso del technostress, ovvero quella patologia che sorge nel momento in cui il soggetto si trovi a dover gestire nuovi flussi di conoscenza sempre più complessi. A ciò conseguirà la necessità di capire come misurare il rischio stress lavoro-correlato, il quale si manifesta nel momento in cui le richieste dell’ambiente di lavoro superino la capacità del lavoratore di affrontarle.

Nel dettaglio, per quanto riguarda i Big Data e Digital Tools, occorre evidenziare come essi, nell’ultimo periodo, vengano utilizzati per misurare le performance dei lavoratori e gli aspetti della pianificazione del personale.

In ottica di valutazione del rischio si nota come la conoscenza da parte del lavoratore dell’utilizzo di tali dati per analizzare gli aspetti valutativi delle proprie prestazioni, potrebbe portarlo ad aumentare la propria performance con possibilità di generare un overwork e, conseguentemente, lo sviluppo di un alto grado di stress lavorativo.

I nuovi rischi in sintesi

  1. Cosa si intende per technostress?

    La prima definizione di tecnostress va ricercata all’interno di «Technostress: the human cost of computer revolution», testo ad opera di Craig Brod (1984) che definisce il fenomeno come “un moderno disagio di adattamento causato dall’incapacità di far fronte alle nuove tecnologie in modo sano”.

  2. Cosa si intende per overwork?

    Con il termine overwork si fa riferimento ad una condizione di “superlavoro” o “eccesso di lavoro” messa in campo dal lavoratore per rispondere alle continue richieste di aumento della performance lavorativa, con conseguente sviluppo di un alto livello di stress.

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