La sesta edizione del rapporto NIS Investments 2025 fotografa l’evoluzione della cybersicurezza in Europa: la spinta normativa resta decisiva, ma tra carenza di competenze e complessità di attuazione della NIS2 le organizzazioni faticano a tenere il passo.
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NIS Investments 2025: investimenti stabili, ma cambiano le priorità
ENISA ha pubblicato la sesta edizione del NIS Investments report, che analizza come le politiche europee di cybersicurezza si traducano concretamente in investimenti, risorse e operatività delle organizzazioni. L’indagine, condotta su 1.080 enti pubblici e privati in tutti gli Stati membri, mostra come la spesa resti stabile — circa il 9% dei budget IT — ma si sposti sempre più dal rafforzamento dei team interni verso tecnologie e servizi esternalizzati.
NIS Investments 2025: la carenza di talenti resta il nodo centrale
Il rapporto conferma che il “cyber talent crunch” non accenna a ridursi: il 76% delle organizzazioni segnala difficoltà nel reclutamento e il 71% nella fidelizzazione dei professionisti. La forte competizione e l’elevato turnover accentuano i rischi operativi e spingono molte realtà, soprattutto le più grandi, a rivedere le proprie strategie di staffing.
Compliance come motore, ma non solo
La conformità normativa rimane il principale fattore che guida gli investimenti (70%), ma gli effetti vanno oltre l’adempimento. Secondo ENISA, le misure adottate hanno migliorato la gestione del rischio, le capacità di rilevazione e la risposta agli incidenti. La direttiva NIS2, pilastro della strategia UE per un livello comune elevato di cybersicurezza, sta alzando l’asticella, ma la sua implementazione è percepita come complessa.
Patching, supply chain e attacchi futuri
Tra le principali criticità emergono il patching, che per il 28% delle organizzazioni richiede oltre tre mesi, e la gestione della supply chain. Quasi un terzo degli enti non ha effettuato valutazioni di sicurezza nell’ultimo anno. Guardando al futuro, ransomware, attacchi alla catena di fornitura e phishing sono le minacce più temute, con le PMI che dichiarano i livelli di preparazione più bassi.
Dati strategici per le politiche UE
I risultati del report alimentano altre analisi chiave di ENISA, come il NIS360 e l’EU Cybersecurity Index, contribuendo a orientare le politiche europee e le raccomandazioni sullo stato della cybersicurezza nell’Unione.
Per saperne di più consulta il sito ENISA
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