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Infostealer, la minaccia invisibile che apre la strada agli attacchi cyber: primo report ACN

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Silenziosi, scalabili e difficili da individuare, gli infostealer sono diventati uno dei principali abilitatori della criminalità informatica moderna. Dalla sottrazione di una singola credenziale possono nascere compromissioni su larga scala. L’ACN accende i riflettori su una minaccia spesso sottovalutata ma centrale negli attacchi cyber.

Infostealer: una minaccia silenziosa ma strategica

Negli ultimi anni gli infostealer si sono affermati come strumenti chiave per la sottrazione di credenziali digitali e informazioni sensibili. Famiglie come LummaC2, RedLine Stealer e DcRat risultano tra le più attive nell’esfiltrazione di dati riconducibili a utenti e organizzazioni italiane. Il loro ruolo non si esaurisce nel furto di informazioni. Molto spesso rappresentano il vettore di compromissione iniziale di attacchi più articolati, inclusi quelli ransomware. In un ecosistema criminale sempre più specializzato, diversi attori operano lungo l’intera catena del valore – dalla diffusione del malware alla monetizzazione dei dati – con l’obiettivo di massimizzare efficienza e profitti.

Il primo report dedicato agli infostealer

L’ACN – Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale ha pubblicato il primo report interamente dedicato a questa tipologia di malware. Il documento analizza in modo approfondito l’evoluzione degli infostealer. Ne descrive le principali strategie operative attraverso il modello della Cyber Kill Chain e illustrando l’ecosistema criminale che ruota attorno a questa minaccia. Particolare attenzione è riservata alle modalità di diffusione, spesso basate su campagne di phishing e malware-as-a-service, che rendono questi strumenti accessibili anche ad attori con competenze tecniche limitate.

Infostealer: dal furto di credenziali agli attacchi complessi

Attraverso un caso di studio reale gestito dal CSIRT Italia, il report mostra come la sottrazione di una singola credenziale possa innescare una catena di eventi capace di portare a compromissioni estese di reti e sistemi. Gli infostealer diventano così il punto di partenza per movimenti laterali, escalation di privilegi e, nei casi più gravi, per attacchi ransomware su larga scala.

Raccomandazioni per aumentare la resilienza

Il documento si chiude con una serie di raccomandazioni strutturate per diversi livelli di maturità cibernetica, rivolte sia a individui sia alle organizzazioni. Dalle buone pratiche di igiene digitale al rafforzamento delle misure di sicurezza endpoint e di monitoraggio, l’obiettivo è innalzare la resilienza complessiva contro una minaccia in continua evoluzione che, pur restando invisibile, rappresenta oggi uno dei principali rischi per la sicurezza digitale.

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Redazione InSic

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