Salute e Sicurezza
 RISCHI PSICOSOCIALI
Rischi psicosociali: burnout e stress: quali analogie e differenze?
10 gennaio 2020
fonte: 
area: Salute e sicurezza sul lavoro
Rischi psicosociali: burnout e stress: quali analogie e differenze? Il Burnout esprime un forte disagio emotivo nel luogo di lavoro, per cui si rende necessaria una corretta valutazione e gestione del rischio psicosociale in tutte le sue sfumature. L'impiego di idonee misure di prevenzione è salvaguardia della salute e della sicurezza della forza lavoro.
Recentemente l'Organizzazione mondiale della Sanità ha riconosciuto il Burnout come "Sindrome legata al lavoro", non senza polemiche.
Cerchiamo allora di capire in casa è consistito il riconoscimento all'interno dell'International Classification of Diseases (ICD-11) e quali sono le differenze con lo stress lavoro correlato anche ai fini di una corretta valutazione dei rischi.

Il Burnout secondo l'International Classification of Diseases

Nell'undicesima e recentissima revisione dell'International Classification of Diseases (ICD-11), il burnout viene descritto quale fenomeno occupazionale a sé stante, inserito nel capitolo "Fattori che influenzano lo stato di salute o il contatto con i servizi sanitari". La notizia ha suscitato deduzioni fin troppo avventate, in cui si esaltava il riconoscimento della sindrome come malattia professionale, con tutti i seguiti sui lavoratori che ne soffrono. In realtà, come precisato nella stessa ICD-11, la sindrome deve essere distinta tanto dalle malattie professionali derivanti dai tradizionali fattori di rischio occupazionali (polveri, agenti tossici in agricoltura o in industria, vibrazioni, rischio ergonomico) quanto dai problemi associati a condizioni lavorative comprese nel cosiddetto rischio psicosociale (come lo stress lavoro-correlato, il cambio di lavoro, la minaccia di perdita di lavoro o la disoccupazione). Come specificato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), non si tratta di una malattia, ma di una condizione medica di disagio lavorativo. Difatti, nel capitolo su citato dell'ICD-11 sono inclusi i disturbi per cui le persone contattano i servizi sanitari ma che non sono malattie. Frutto di un complesso sviluppo internazionale di proposte di aggiornamento basate su evidenze scientifiche articolate dall'OMS su una piattaforma dedicata accessibile dal sito web dell'ente - tuttora in attiva discussione - la nuova classificazione entrerà in vigore a partire dal 1° gennaio 2022, ma è stata già approvata dai membri lo scorso 25 maggio 2019.

Burnout e stress lavoro-correlato: le differenze

Il burnout si differenzia dallo stress da lavoro per la sua particolare connotazione relazionale. Ricordiamo che lo stress lavoro-correlato (o, più correttamente, lo stato patologico che ad esso consegue) è definito come una risposta psicofisica negativa che si manifesta quando le richieste dell'ambiente di lavoro superano le capacità del lavoratore di fronteggiarle. È ben noto che l'esistenza di fattori di stress non corrisponde obbligatoriamente alla comparsa di uno stato di sofferenza. L'uomo che introdusse il concetto di stress in medicina, Hans Selye, pubblicò un libro di grande successo, intitolato "Stress without distress", proprio per sottolineare che ad una forte tensione lavorativa può conseguire un vantaggio in termini di benessere (il cosiddetto "eustress") quando l'individuo riesce a fronteggiare vantaggiosamente la minaccia.

Cosa si intende per stress

Nel linguaggio comune, e purtroppo anche in molte pubblicazioni scientifiche, si usa lo stesso termine "stress" per indicare sia la causa (i fattori di stress presenti nel lavoro) che la conseguenza patologica di uno stress di intensità eccessiva o di durata prolungata. Si tratta pertanto di un termine generico che fa riferimento al fisiologico processo di adattamento proprio di tutti gli esseri viventi, e che correttamente dovremmo indicare come "tensione, minaccia, opportunità". Viceversa, è di interesse medico solo la conseguenza del fallimento della reazione generale di adattamento: l'esposizione professionale a uno stress irrisolto e prolungato conduce al distress, la condizione di malessere percepita dal lavoratore. Il distress non è ancora una malattia, ma può diventarlo.

Il burnout come risposta allo stress da lavoro cronico

Al contrario, il burnout può essere considerato come un tipo particolare e specifico di risposta allo stress da lavoro cronico, che si verifica soprattutto negli individui che erano inizialmente dotati di particolare entusiasmo e di elevate aspettative verso il lavoro. Esso rappresenta la fase finale dell'insuccesso adattativo che deriva dallo squilibrio a lungo termine tra richieste e risorse. In altre parole, tutti possono sperimentare distress, mentre il burnout può essere esperito solo dai lavoratori che affrontano il lavoro con grande motivazione ed abnegazione. Il rischio è massimo per coloro che si dedicano al lavoro in modo totalizzante, i cosiddetti workaholic o "lavoro-dipendenti". Il workaholism è una condizione psicosociale sfavorevole, da non confondere con il work engagement o passione per il lavoro, che è invece benefica e protettiva per il benessere del lavoratore.
In realtà, la maggior parte degli antecedenti del burnout sono fattori psicosociali di stress. Tradizionalmente, si usa suddividerli in fattori ambientali (di contenuto o di contesto lavorativo) e fattori individuali (disposizioni personali), sottolineando la stretta vicinanza dei due costrutti. Ad esempio, è stato dimostrato che il burnout può associarsi al job strain, cioè alla situazione di elevate richieste e scarse risorse, nonché con alcuni tratti di personalità. Anche le manifestazioni cliniche del burnout sono per molti versi assimilabili a quelle legate allo stress da lavoro, soprattutto in riferimento alla dimensione affettiva di esaurimento emotivo della sindrome. Sono state descritte più di 100 manifestazioni, raggruppabili in 5 categorie principali: affettiva, cognitiva, fisica, comportamentale e motivazionale. Ansia, nevroticismo e mancanza di resistenza rappresentano le caratteristiche di personalità prominenti; disturbi psicosomatici e insoddisfazione lavorativa costituiscono le più evidenti conseguenze. In Tabella 2 sono riportati le manifestazioni principali. Le alterazioni si possono rilevare non solo a livello individuale, ma anche a livello interpersonale e organizzativo.

Per approfondire sull'argomento:

Il burnout è un fenomeno occupazionale. La conferma dell'OMS
R.R. Di Prinzio, G. Quintavalle, N. Magnavita
Ambiente&Sicurezza sul lavoro n.12/2019

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