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T.A.R. Sardegna, Sez. II,sentenza n. 118 del 26.02.2020

Data: 26/02/2020
Numero: 118
L'art. 12 co. 4 bis, d.lgs. 29 dicembre 2003 n. 387, secondo cui, per la realizzazione di impianti alimentati a biomassa e fotovoltaici, il proponente deve dimostrare nel corso del procedimento, e comunque prima dell'autorizzazione, la disponibilità del suolo su cui realizzare l'impianto, deve essere interpretato nel senso di esigere, in capo al proponente, l'esistenza di un titolo giuridico di natura reale o personale idoneo a conferire la facoltà di utilizzo non precario dell'area interessata dalla realizzazione dell'impianto.

La Regione rigettava l'istanza di Autorizzazione Unica per la realizzazione di un impianto a biomassa, rilevando, già nella fase di presentazione del progetto, la mancanza della condizione circa la dimostrazione, tramite titolo giuridico di natura reale o personale, della disponibilità delle aree necessarie per costruire e gestire l'impianto in questione. Avverso tale provvedimento veniva presentato ricorso, nel quale la società proponente, sostenendo anzitutto che la "disponibilità" è un concetto diverso da quello di "titolarità", offriva invece la prova dell'idoneità dei titoli volti a farle conseguire la disponibilità delle aree interessate dal progetto nella sua fase esecutiva. Il Giudice amministrativo si pronuncia ricordando che la legittimazione attiva a richiedere il rilascio dell'autorizzazione di cui all'art. 12 d.lgs. 387/2003 passa per la prova della disponibilità del suolo su cui realizzare l'impianto che, nel caso qui esaminato, non sarebbe emersa. La ricorrente, infatti, ha fondato la propria pretesa su una bozza di convenzione non sottoscritta - e dunque non perfezionata - dall'ASL e su una convenzione con il Comune per la quale, su deliberazione della giunta, era stato avviato il procedimento di decadenza, per cui il ricorso è stato respinto.