STUDI E RICERCHE
Rapporto INAIL 2013: i dati sugli infortuni e malattie professionali
fonte: 
Redazione InSic
area: 
Salute e sicurezza sul lavoro
Rapporto INAIL 2013: i dati sugli infortuni e malattie professionali È avvenuta oggi, 9 luglio la presentazione a Montecitorio della Relazione annuale INAIL 2013: presenti il Presidente Massimo De Felice alla presenza della vicepresidente della Camera, Marina Sereni, e del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti

Infortuni in calo

La Relazione conferma il trend di riduzione degli infortuni, analogamente a quanto registrato l'anno scorso per l'anno 2012.
Nel 2013 infatti, l'Inail ha registrato 694.648 denunce, circa 50mila in meno rispetto all'anno precedente, equivalenti a una riduzione percentuale di quasi il 7%; che sale al 21% nel confronto con 2009.
Calo del 9% per gli infortuni riconosciuti sul lavoro dall'Istituto (passando dagli oltre 500mila del 2012 ai circa 457mila dell'anno scorso) Più del 18% degli infortuni riconosciuti sul lavoro dall'Inail sono avvenuti "fuori dall'azienda", cioè "con mezzo di trasporto" o "in itinere". Su 1.175 denunce di infortunio mortale (nel 2012 erano state 1.331), quelle finora riconosciute come "sul lavoro" sono 660, di cui 376 avvenute "fuori dall'azienda". Se i 36 casi ancora in istruttoria fossero tutti riconosciuti come "sul lavoro" la riduzione sarebbe pari al 17% rispetto al 2012 e al 32% rispetto al 2009.

Inabilità

La Relazione riporta anche il calcolo delle inabilità connesse agli infortuni che nel 2013 hanno causato circa 11,5 milioni di giornate di inabilità(nel 2012 erano circa due milioni in più): in media 81 giorni per gli infortuni che hanno provocato menomazione e circa 20 giorni per quelli in assenza di menomazione. In calo anche l'indice di sinistrosità: 2,4 ogni 100 addetti esposti al rischio per un anno, mentre i casi mortali si mantengono sotto i quattro ogni 100mila addetti.

Malattie professionali

Dato in crescita quello delle malattie professionali: nel 2013 le denunce sono state 51.839, 5.556 in più rispetto alle 46.283 del 2012: per 19.745 casi, pari al 38% del totale, l'Istituto ha riconosciuto la causa professionale, mentre circa il 3% è ancora nella fase istruttoria. De Felice sottolinea che il dato riguarda le malattie e non le persone ammalate, che sono circa 39.300: al 41,9% di queste sarebbe stata riconosciuta la causa professionale. I lavoratori deceduti nel 2013 con riconoscimento di malattia professionale sono stati invece 1.475 (quasi il 33% in meno rispetto al 2009), di cui 376 per patologie asbesto-correlate protocollate nell'anno. L'analisi per classi di età mostra che il 62% di questi decessi è avvenuto oltre i 74 anni di età.

Open data e valutazione infortuni/malattie
Con riferimento agli "Open data" che riportano l'analisi semestrale delle serie storiche quinquennali dei dati sui singoli casi di infortunio, il presidente De Felice ha reso noto che a partire dai primi mesi di quest'anno "sono stati resi pubblici, con cadenza mensile, i dati sulle denunce d'infortunio, garantendo il confronto con gli andamenti di periodo dell'anno precedente
Inoltre, è stato predisposto il modello di lettura delle malattie professionali, le cui scelte metodologiche saranno documentate in un Quaderno di ricerca dell'Istituto ed è stato definito il programma di lavoro sulla valutazione economica di infortuni e malattie: sarà strettamente collegato all'impegno di revisione dei premi e delle prestazioni richiesto nella legge di stabilità, alla verifica di sostenibilità economica, anch'essa prevista a seguito della riduzione dei premi e di adeguamento delle prestazioni nella legge, e al progetto di bilancio attuariale.

I dati 2013 in sintesi:
694.648 denunce
457mila infortuni riconosciuti
1.175 denunce di infortunio mortale di cui 660 sul lavoro e 376 fuori azienda
51.839 denunce di malattia professionale di cui 1.475 casi di mortalità

Per maggiori informazioni  
consulta il sito www.inail.it 
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