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Progetto Orizzonte Europa: le direzioni green della ricerca europea

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L’UE continua ad investire nella ricerca: in Gazzetta Europea la Decisione (UE) 2021/764 del Consiglio del 10 maggio 2021 che istituisce il Programma di attuazione del Progetto Orizzonte Europa — il programma quadro di ricerca e innovazione europeo.

Il Progetto Orizzonte Europa finanzia dunque la ricerca scientifica, ma guarda alle sfide globali della competitività: fra i suoi temi trova spazio la Salute, ma anche le sfide del Digitale, della Sicurezza civile e dell’Industria. Non mancano Clima energia e mobilità e più in generale l’Innovazione.

Il Programma di attuazione del Consiglio, approvato con la Decisione racchiude gli orientamenti che l’Unione si prefigge di seguire nel prossimo futuro.

Vediamo allora come si articola il programma e quali ricerche vengono sostenute in materia ambientale ed energetica.

La Struttura del Progetto Orizzonte Europa

Il Progetto Orizzonte Europa (qui tutte le informazioni ufficiali del Consiglio europeo) è attuato attraverso programmi di lavoro che indicano l’impatto previsto e sono elaborati a seguito di una pianificazione strategica.

Un comitato specifico, “Comitato CEI” fornisce contributi sull’elaborazione dei programmi e sulle missioni e consulenza alla Commissione europea che cura la realizzazione del piano.

I programmi di lavoro stabiliscono l’importo globale destinato alle operazioni di finanziamento misto.

La Commissione adotta programmi di lavoro distinti, mediante atti di esecuzione, per l’attuazione delle azioni previste dalle seguenti componenti facenti parte dei Pilastri.

I Pilastri del Progetto di ricerca Orizzonte Europa

a) pilastro I, «Scienza di eccellenza», con le seguenti componenti:

  • Consiglio europeo della ricerca (CER), descritto nell’allegato I, pilastro I, sezione 1;
  • azioni Marie Skłodowska-Curie, descritte nell’allegato I, pilastro I, sezione 2;
  • «infrastrutture di ricerca», descritte nell’allegato I, pilastro I, sezione 3;

b) pilastro II, «Sfide globali e competitività industriale europea», con le seguenti componenti:


  1. polo tematico «Salute», descritto nell’allegato I, pilastro II, sezione 1;
  2. polo tematico «Cultura, creatività e società inclusiva», descritto nell’allegato I, pilastro II, sezione 2;
  3. polo tematico «Sicurezza civile per la società», descritto nell’allegato I, pilastro II, sezione 3;
  4. polo tematico «Digitale, industria e spazio», descritto nell’allegato I, pilastro II, sezione 4;
  5. polo tematico «Clima, energia e mobilità», descritto nell’allegato I, pilastro II, sezione 5;
  6. polo tematico «Prodotti alimentari, bioeconomia, risorse naturali, agricoltura e ambiente», descritto nell’allegato I, pilastro II, sezione 6;
  7. azioni dirette non nucleari del JRC, descritte nell’allegato I, pilastro II, sezione 7;

c) pilastro III, «Europa innovativa», con le seguenti componenti:

  • Consiglio europeo per l’innovazione (CEI), descritto nell’allegato I, pilastro III, sezione 1;
  • ecosistemi europei dell’innovazione, descritti nell’allegato I, pilastro III, sezione 2;

d) parte «Ampliamento della partecipazione e rafforzamento del SER», con le seguenti componenti:

  • ampliamento della partecipazione e diffusione dell’eccellenza, descritta nell’allegato I, parte «Rafforzamento del SER», sezione 1;
  • riforma e miglioramento del sistema europeo di R&I, descritti nell’allegato I, parte «Rafforzamento del SER», sezione 2.

Clima, Energia e sostenibilità: dove punta la ricerca europea?

“L’intersezione tra R&I in materia di clima, energia e mobilità affronterà, in modo altamente integrato ed efficace, una delle più importanti sfide a livello mondiale per la sostenibilità e il futuro del nostro ambiente, della nostra economia e del nostro stile di vita.” Scrive il Consiglio nella Decisione.

Le attività svolte nell’ambito di questo polo tematico dovranno portare al raggiungimento degli obiettivi dell’Unione dell’energia, rispetto all’impegno assunto nel quadro dell’Accordo di Parigi.

Le azioni nel quadro del programma specifico secondo il Consiglio, dovrebbero destinare almeno il 35 % della dotazione finanziaria complessiva del programma specifico agli obiettivi climatici. Le azioni pertinenti dovrebbero essere individuate durante la preparazione e l’attuazione del programma specifico e rivalutate nell’ambito delle valutazioni e dei processi di riesame pertinenti. Si dovrebbe considerare con attenzione la situazione delle zone carbonifere e ad alta intensità di carbonio dell’Unione che sono in transizione.

Comuni e Città

Secondo il Consiglio, una sfida fondamentale è aumentare in modo significativo l’efficienza complessiva dal punto di vista energetico e delle risorse, nonché la resilienza climatica, delle comunità e delle città europee secondo un approccio sistematico olistico, focalizzando l’attenzione sul parco immobiliare, i sistemi energetici, la mobilità, i cambiamenti climatici e la migrazione nonché sull’acqua, il suolo, la qualità dell’aria, i rifiuti e il rumore, prendendo in considerazione il patrimonio culturale europeo, la gestione sostenibile del turismo, le scienze sociali e gli aspetti relativi alle arti e alle scienze umane, compreso lo stile di vita. Le sinergie con la politica e le azioni urbane finanziate dal FESR dovrebbero essere analizzate e sfruttate.

Energia

L’Unione intende occupare una posizione di leader mondiale nel settore delle tecnologie energetiche accessibili, sicure e sostenibili, migliorando la sua competitività nelle catene del valore a livello mondiale e la sua posizione nei mercati in crescita. Necessaria, secondo il Consiglio, un’ampia gamma di soluzioni energetiche, anche di natura non tecnica. Sulle energie rinnovabili, il Consiglio auspica he i costi diminuiscano ulteriormente, le prestazioni migliorino, l’integrazione nel sistema energetico sia migliorata, siano sviluppate tecnologie pionieristiche, in particolare traendo vantaggio dai progressi nella fotonica, e si valutino soluzioni ibride (ad esempio in relazione alla desalinizzazione). Sotto il profilo dei combustibili fossili, la decarbonizzazione del loro utilizzo è essenziale per raggiungere gli obiettivi climatici.

Reti e sistemi energetici

Il Consiglio sottolinea che oltre alla decarbonizzazione, l’obiettivo consiste nel garantire l’accessibilità, la sicurezza, la resilienza climatica e la stabilità dell’approvvigionamento energetico, grazie agli investimenti in tecnologie di infrastruttura di rete innovative.

Occorre anche puntare su una maggiore flessibilità della produzione di energia distribuibile, in particolare da fonti rinnovabili e una gestione innovativa del sistema, nonché facilitando le azioni che promuovono l’innovazione normativa e sociale e le competenze e coinvolgendo e responsabilizzando gli operatori del mercato, i consumatori e le comunità.

Transizione energetica

Nella Decisione si parla di  integrazione di diverse tecnologie, apparecchiature e sistemi e il collegamento di vari utilizzi energetici, degli edifici, dei loro abitanti e utenti rappresentano un potenziale molto elevato per la mitigazione dei cambiamenti climatici, la generazione di energia, il risparmio energetico, lo stoccaggio, la flessibilità del sistema e il miglioramento dell’efficienza (per orientarsi sui temi dell’efficientamento energetico degli edifici si veda il Volume EPC: L’efficienza energetica nella P.A. e nelle imprese).

Secondo il Consiglio, le industrie, in particolare quelle ad alta intensità energetica, potrebbero migliorare ulteriormente l’efficienza energetica, ridurre il loro consumo di energia e favorire l’integrazione delle fonti energetiche rinnovabili.

Sottolinea il Consiglio che il ruolo degli stabilimenti industriali nel sistema energetico sta cambiando a causa della necessità di ridurre le emissioni, sulla base dell’elettrificazione diretta o indiretta, che costituisce altresì una fonte di materiali per i processi di produzione (ad esempio l’idrogeno).

Soluzioni di stoccaggio energetico

In tema di stoccaggio di tipo chimico, elettrochimico, elettrico, meccanico e termico, (e nuove tecnologie dirompenti) il Consiglio ritiene che iniziative di stoccaggio massicce, intelligenti, concentrate e decentralizzate per il sistema energetico aumenteranno l’efficienza, la flessibilità, l’indipendenza dalla tecnologia e l’accessibilità alla stessa così come la sicurezza dell’approvvigionamento.

Il trasporto a basse emissioni e decarbonizzato richiederà una quota crescente di veicoli elettrici o alimentati con combustibili alternativi, con batterie con migliori prestazioni e più economiche, più leggere, altamente riciclabili e riutilizzabili, con un basso impatto ambientale, nonché la distribuzione locale di combustibili alternativi o rinnovabili come l’idrogeno, compreso l’idrogeno basato su fonti rinnovabili, e le soluzioni innovative per lo stoccaggio in loco.

Secondo il Consiglio occorre disporre di opzioni per soluzioni di stoccaggio dell’energia su larga scala sostenibile ed efficiente in termini di costi è essenziale per ottimizzare ed equilibrare il sistema energetico in tutti i settori di produzione, e le infrastrutture e applicazioni per gli utilizzatori finali. Si dovrebbe prestare attenzione ai rischi relativi allo stoccaggio dell’energia e agli altri effetti collaterali indesiderati.

Mobilità e trasporti puliti, sicuri e accessibili

La ricerca in materia di sicurezza dei trasporti mira a ridurre il numero di incidenti, di decessi e feriti per ciascuna modalità di trasporto e l’intero sistema dei trasporti promuovendo le conoscenze e la consapevolezza e sviluppando tecnologie, prodotti, servizi e soluzioni che concilino la sicurezza, l’efficienza, la facilità di utilizzo e i cambiamenti climatici.

Per approfondire sul Progetto Orizzonte Europa consultare il testo completo della Decisione (UE) 2021/764 del Consiglio del 10 maggio 2021.

Antonio Mazzuca

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