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Lavanderie industriali e rischi lavorativi: dalla Monografia INAIL-Assosistema la fotografia di un comparto essenziale

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Le lavanderie industriali rappresentano un comparto di grande utilità sociale per la collettività soprattutto durante l’emergenza Covid-19 che ha visto il settore confermarsi come “essenziale” supporto al comparto ospedaliero per le operazioni di pulizia, sanificazione, noleggio dei materiali tessili ospedalieri.

È l’assunto ribadito più volte ieri al Parlamentino INAIL di Roma durante il convegno di presentazione del volume realizzato da INAIL-Assosistema sulle “Analisi dei rischi lavorativi nelle lavanderie industriali” pubblicato a fine 2022 con i dati aggiornati al 2021.

Un’occasione importante per fare il punto sul fenomeno infortunistico di questo settore che conta quasi 1000 realtà assicurate, 15.000 addetti esposti e dati relativi al fenomeno infortunistico e tecnopatico da aggiornare alla luce dell’evoluzione tecnica del settore e dei nuovi rischi emergenti, a 10 anni dalla precedente rilevazione.

Analisi dei rischi lavorativi nelle lavanderie industriali – l’evento INAIL e Assosistema

L’evento è stato promosso da Assosistema Confindustria e patrocinato dall’INAIL: presenti per l’Istituto il presidente Franco Bettoni e il Vicedirettore generale Mazzetti. A far da “ospiti” i vertici di Assosistema, Egidio Paoletti (Presidente Assosistema Confindustria) e Matteo Nevi (Direttore Generale Assosistema Confindustria).

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INAIL-Assostema. Rischi nelle Lavanderie – Evento 22 marzo 2023 – Nevi, Paoletti, Bettoni e Benedetti

Gli interventi tecnici sui principali rischi da esposizione del settore hanno visto alternarsi Fabrizio Benedetti, Coordinatore Generale Consulenza tecnica salute e sicurezza Inail, mentre la parte di analisi dei rischi specifici è stata lasciata agli autori della pubblicazione INAIL-Assosistema: Patrik Masieri, RSPP dei Servizi Ospedalieri, Federica Venanzetti e Alessandra Menicocci, Inail, Consulenza tecnica salute e sicurezza centrale e Adelina Brusco, Inail, Consulenza statistico attuariale dell’Istituto.

Di seguito, le considerazioni espresse dai relatori circa la situazione del comparto, i rischi specifici e le modalità di prevenzione e protezione dai rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori.

Lavanderie industriali: i dati di un settore essenziale

Molte le sottolineature della peculiarità di valore di un comparto di supporto non solo al settore sanitario (fondamentale nel periodo Covid-19), ma anche a quello della ristorazione e del turismo (Benedetti – INAIL). Un settore spesso poco indagato nelle sue dinamiche infortunistiche e nei rischi, anche emergenti a cui viene esposto nel tempo. Rischi che sono tenuti sotto controllo dalla letteratura scientifica e tecnica ma che lasciano comunque spazio a riflessioni nuove indotte dall’evoluzione tecnologica e del progresso nella realizzazione delle macchine da lavoro.

INAIL-Assostema. Rischi nelle Lavanderie – Evento 22 marzo 2023

Un settore che non fornisce solo un servizio di supporto di altre attività produttive in particolare ospedaliere, attraverso noleggio, lavaggio e sterilizzazione, fornitura abiti da lavoro e kit sterili, ma ha componenti e fasi industriali complesse spiega Paoletti (Assosistema) e importanti rischi da affrontare. Il settore, peraltro, assicura anche la sicurezza del prodotto dalla contaminazione biologica ,intesta dunque come “sicurezza igienica” del prodotto che va a contatto col paziente nel settore sanitario o del cliente per i comparti ristorazione e alberghiero.

Ergonomia e postura sono i settori in cui si sta investendo in prevenzione rivela Nevi (Assosistema) che ricorda come un’azienda di settore ha vinto il Premio Ambienti di Lavoro sani e Sicuri 2022 con una buona pratica di settore per mitigare i rischi da movimenti ripetuti. Altro problema è il cambio generazionale degli operatori del settore. Si attendono dunque i dati 2022 per analizzare meglio l’andamento infortunistico al netto dello sfasamento dei dati generato dalla pandemia nel 2020.

Alla luce di questo contesto, la pubblicazione Inail-Assosistema è fondamentale per avere un quadro generale dell’esposizione professionale dei lavoratori ai rischi sia per la salute e che per la sicurezza ed un lavoro di collaborazione che si auspica sia “movimentato” nel tempo (Nevi).

Lavanderie industriali: il volume INAIL-Assosistema 2022 fotografa rischi, infortuni e malattie professionali (dati 2021)

Il volume INAIL-Assosistema, spiega Matteo Nevi (Assosistema) è un aggiornamento di una precedente pubblicazione risalente ad oltre 10 anni fa. Frutto di un’operazione urgente di revisione dei dati in possesso alla luce della crescente industrializzazione delle attività del settore (noleggio, lavaggio e sterilizzazione, fornitura abiti da lavoro e kit sterili) e dell’evoluzione della materia prevenzionistica successivamente all’emergenza Covid-19.

INAIL-Assostema. Rischi nelle Lavanderie – Evento 22 marzo 2023

L’obiettivo di fondo della monografia, conferma il vicedirettore INAIL Mazzetti, è quello di promuovere e incentivare la cultura della sicurezza attraverso la diffusione della cultura del rischio inteso come insieme dei processi organizzativi e assumere l modo di percepire il rischio come partenza per l’attuazione di misure di prevenzione e protezione, per ridurre o eliminare il rischio.

Lo studio, spiega Benedetti (INAIL), riporta i dati statistici del fenomeno infortunistico e indica i rischi specifici cui sono esposti i lavoratori: rischi biologici, chimici, movimentazione manuale dei carichi (fra i più ricorrenti in termini di emersione nel tempo delle malattie professionali). Ma ci sono anche da considerare i rischi da movimenti ripetitivi e rischi meccanici da interazione con le attrezzature anche durante la loro manutenzione (rilevanti sotto il profilo degli infortuni).

C’è poi l’emergente rischio da esposizione a campi elettromagnetici derivanti dai modernissimi  Tag associati ai prodotti tessili (apposti ai fini del loro tracciamento), il cui scambio con le antenne di rilevazione, al momento, non presenta particolari significatività, seppure INAIL stessa abbia dedicato al tema una specifica Monografia.

Lo studio evidenzia la connessione fra rischi e processi di lavoro e permette individuare criticità e soluzioni attraverso misure di prevenzione specifiche illustrate dai relatori presenti.

Infortuni e malattie professionali nel settore delle lavanderie industriali

Slide di presentazione dal Volume INAIL-Assosistema

Secondo Brusco (INAIL Consulenza statistico-attuariale) tra 2016 e 2020 sono 1000 le aziende assicurate INAIL del settore: impegnano 15.000 addetti ma nel 2020 gli addetti è diminuito significativamente, del 21% per via della crisi economica e a causa dell’emergenza Covid-19.

Gli infortuni contano 550-560 denunce di infortunio, 384 nel 2020 (- 30%), evidenziato un crollo degli infortuni in itinere dovuto alla scarsa mobilità nel periodo emergenziale. Contenuti gli eventi infortunistici mortali: 6 in tutto, (tutti uomini); 15 i casi di infezione da SARS covid (registrata come infortunio da causa violenta).

Lavanderie industriali: lavoratrici di maggiore età fra le più esposte

Gli infortunati nelle lavanderie presenta una grande percentuale di personale femminile, sottolinea Brusco, ma gli infortunati sono nel 52,2% uomini mentre le infortunate sono percentualmente più adulte degli uomini infortunati.

INAIL-Assostema. Rischi nelle Lavanderie - Evento 22 marzo 2023
NAIL-Assostema. Rischi nelle Lavanderie – Evento 22 marzo 2023 – Masieri, Brusco, Venanzetti, e Micocci

Gli addetti alle tinto-lavanderie sono quelli più colpiti, poi con distacco i lavoratori con macchinari di sterilizzazione, al terzo posto i conducenti di veicoli che portano e riportano la biancheria sporca a seguire i guardarobieri.

Gli infortuni maggiori riguardano le contusioni delle mani, la forma di contatto più frequente è lo schiacciamento contro un oggetto immobile, poi lo sforzo fisico e l’urto da oggetto in movimento. In un caso su 4 il lavoratore è infortunato è in movimento, sempre 1 su 4 è alla guida, ma è frequente che l’infortunato manipolasse oggetti.

Malattie professionali: emersione solo in età avanzata

Per le malattie professionali: 80 denunce per 50 lavoratori all’anno (ogni lavoratore può denunciare più patologie). I tecnopatici sono donne in numero superiore (8 su 10) e la fascia di età di emersione delle patologie avviene ad una età più alta (per il lento protrarsi della stessa e per la mancata denuncia della stessa soprattutto durante il periodo covid). Fra le patologie ricorrenti, 8 su 10 riguardano il tessuto osteoarticolare (disturbi dei tessuti molli), poi a seguire dorsopatie (ernia) e artropatie.

Rischio ergonomico nelle lavanderie industriali

Quanto la rischio (erroneamente riferito) come “ergonomico”, da posture incongrue degli operatori, per la valutazione dell’esposizione professionale a malattie professionali si è sperimentato l’uso di tutine munite di sensori che attraverso una simulazione informatica realizza un avatar che rivela le posture incongrue.

INAIL-Assostema. Rischi nelle Lavanderie – Evento 22 marzo 2023

Nel settore sono stati anche introdotti gli esoscheletri (derivati dal mondo automotive) che potrebbero rappresentare un altro metodo di affrontare il problema delle posture (Masieri – INAIL). Un rischio nuovo è quello dei campi elettromagnetici derivanti dai chip usati sul prodotto finale che richiedono antenne di lettura (certificati e non) che potrebbero creare campi dannosi per gli operatori.

Il rischio da movimenti ripetuti ricorre invece nelle operazioni di Stiratura e piegatura: in quest’ultimo settore si è operato introducendo attrezzature semoventi, rotazioni e pause.

I rischi da movimenti ripetuti: in quali attività e come prevenirli?

Aggiunge Menicocci (INAIL) che sulla MMC nelle lavorazioni industriali (UNI 11228)e 12295 i rischi riguardano in particolare la movimentazione della biancheria sporca e pulita (utilizzati metodi OCRA di rilevazione) ma è lo smistamento e la cernita quella che espone ai rischi per i movimenti ripetuti di un carico non di per sé pesante. Per il carico lavatrici e calandra la frequenza dei movimenti non sarebbe elevata; quindi, non c’è rischio che non sia trascurabile. Ma ci sono volumi INAIL di riferimento del 2014 i cui risultati riportati hanno confermato che nel caso della cernita dei capi, i movimenti sono elevati e il movimento ripetuto è la principale causa di esposizione al rischio. Necessaria, dunque, la turnazione che riporti il rischio a livello accettabile.

Ricorda Menicocci che nel 2023 INAIL ha prodotto un volume specifico sul sovraccarico biomeccanico nella piccola industria e artigianato, che riscontra un rischio elevato nel settore stiratura con pressa continua (misure possibili di mitigazione del rischio sono le pause e la turnazione). Nel caso della stiratura con ferro da stiro i rischi riguardano solo il braccio destro, mentre l’imbustamento dei piccoli pezzi, attività più veloce e meccanica, espone maggiormente le articolazioni della spalla a operazioni continue.

Rischio biologico nelle lavanderie industriali

Per quanto riguarda il rischio biologico, si parla di un rischio potenziale in quanto non c’è manipolazione diretta di materiale biologico ma è presente sul prodotto eventualmente contaminato (Masieri) e durante l’emergenza Covid c’è stato innegabilmente un aumento del prodotto trattato e dei rischi collegati con il loro trattamento e manipolazione.

La pubblicazione INAIL-Assosistema del 2022, spiega Venanzetti (INAIL), fornisce dati preziosi sul rischio biologico degli operatori-trasportatori di contaminazione del prodotto sporco, che non si trovano in altre pubblicazioni igienico-industriali.

INAIL-Assostema. Rischi nelle Lavanderie - Evento 22 marzo 2023
INAIL-Assostema. Rischi nelle Lavanderie – Evento 22 marzo 2023 – Masieri, Brusco, Venanzetti, e Micocci

Si citano studi sulla biocontaminazione dei tessili che attestano la sopravvivenza degli agenti biologici per mesi e le fasi di lavorazioni in cui essi persistono. Si fa anche riferimento al rischio infortunistico legato alle presenze biologiche che restano sugli strumenti ospedalieri (da taglio e non) inavvertitamente lasciati nel prodotto tessile oggetto di lavorazione, di pulizia e sterilizzazione. Fra le particolarità rilevate, la presenza di aerosol disperso nelle cadute delle biancheria nelle ceste per la sterilizzazione.

E sempre in tema di rischio biologico, si rivela che la presenza (potenziale e non deliberata) di molti agenti contaminanti dell’ambiente di lavoro che appartengono a classe 2 e 3 (HIV ed Epatite) di pericolosità fanno passare il rischio da basso a medio alto e causano patologie medio-gravi.

Rischio chimico nelle lavanderie industriali

Interessante il richiamo al rischio chimico durante le operazioni di sterilizzazione dei capi TTT e TNT (monouso): per i secondi, spiega Masieri, non si usa il vapore ma c’è presenza di ossido di etilene, gas pericoloso: costituisce un rischio nuovo ma “basso “perché utilizzato solo in alcune operazioni e senza contatto diretto dell’operatore col prodotto chimico, se non per anomalie o nella sostituzione del vuoto per pieno.

Per il rischio chimico (da agenti chimi ovvero sostanze e miscele classificati o meno da REACH) nelle lavanderie la maggiore probabilità di esposizione ricorre nelle fasi di lavaggio, decontaminazione degli strumenti chirurgici e soprattutto dalla sterilizzazione con metodi chimici: in particolare torna l’ossido di etilene, pericoloso per la sicurezza e salute. Richiede specifiche misure di controllo anche ambientale per verificarne la presenza secondo massimi residuali attraverso rilevatori di gas e livello del pavimento (in quanto gas pesante) e la verifica della persistenza di gas sui prodotti: in quanto gas cancerogeno richiede anche che i lavoratori siano iscritti nel registro esposti.

Prodotti tessili ospedalieri e tag, il rischio da esposizione a campi elettromagnetici esiste?

Sui campi elettromagnetici Menicocci riporta dalla Pubblicazione INAIL-Assosistema, che i valori limite che sono “di azione” e “valori soglia” segnano un limite oltre il quale non bisogna andare: in caso di superamento il DL deve attuare misure per far tornare i valori sotto la soglia. INAIL ha dedicato all’argomento la pubblicazione “i sistemi RFDI e le Tag” che fa luce proprio sulla trasmissione di energia da chip ad antenna. Le onde vengono scambiate e hanno un contenuto di energia che deriva dal tipo di tag e di antenna. Nel caso delle lavanderie le rilevazioni, al momento, evidenziano livelli di rischio trascurabili.

Per approfondire sulle lavanderie industriali, leggi anche:

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Antonio Mazzuca

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