Wellness organizzativo: agire su cultura e stili di leadership

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La rivista Ambiente&Sicurezza sul Lavoro ha pubblicato durante il 2015 alcune interviste realizzate da Silvia Vescuso, Psicologa del lavoro e delle Organizzazioni e Direttore Istituto Informa (EPC Editore) sul tema del benessere lavorativo, in una rubrica, BIL “Benessere interno Lordo” che continuerà anche nel 2016 e che riproporremo anche sul nostro Quotidiano online InSic.
Nella rubrica, la dott.ssa Vescuso intervista personalità, istituzioni ed esperti su questa innovativa e interessante tematica.

Sul numero di maggio 2015, la Dott.ssa Vescuso ha intervistato Walter Passerini, giornalista professionista, specializzato in campo economico e aziendale che si occupa da anni di formazione e lavoro, editorialista del quotidiano La Stampa, dove cura l’inserto Tuttolavoro e il blog Lavori in corso, nonché autore di libri e di trasmissioni radiofoniche e televisive oltre che consulente di Comunicazione interna e di Politiche attive del Lavoro.
A Passerini è stato chiesto quali sono i parametri che definiscono le realtà produttive di successo e se il Benessere dei singoli individui e benessere organizzativo possano in qualche modo coniugarsi.

A proposito del concetto di responsabilità nei contesti aziendali, il giornalista ha poi citato il film “Il Grande capo” di Lars Von Trier: “Credo che il problema vero sia quello di agire sulle culture e sugli stili di leadership: noto a volte la presenza di un management che mira al consenso del gruppo piuttosto che alla responsabilità. Esemplare il film “Il Grande capo” di Lars Von Trier, in cui il manager demanda a un fantomatico e inesistente grande capo ogni responsabilità. Forse rovesciare il ragionamento, basandolo più sui benefici che sui costi potrebbe invertire gli atteggiamenti culturali”.

Nell’intervista Passerini ha poi espresso le proprie considerazioni sul difficile rapporto fra Casa e Lavoro, in particolare rispetto alla formazione come destinata alla persona piuttosto che al ruolo.
“Le aziende a volte sono delle cattedrali dell’impotenza. È tale il rischio di perdersi nella routine oppure nell’emergenza che a volte si perde il senso e il significato del fare impresa” sottolinea Passeini in un passaggio, “L’impresa non è solo un insieme di regole organizzative e di ruoli. L’impresa è una società, una comunità di persone, di idee, di fini, di risultati. È un patrimonio di tutti. Lo capiamo meglio quando studiamo l’origine dei gruppi imprenditoriali creativi e la nascita delle imprese: alla base c’è un nucleo solido di valori condivisi, che spesso però vengono soffocati dalle difficoltà e da visioni puramente economicistiche. È a questo punto che un imprenditore diventa un perdente di successo, perché, nonostante l’immagine, perde di vista la vitalità e il nucleo dei valori condivisi che stavano alla base della nascita di un’impresa”.

L’intervista completa in allegato.

Una squadra di professionisti editoriali ed esperti nelle tematiche della salute e sicurezza sul lavoro, prevenzione incendi, tutela dell’ambiente, edilizia, security e privacy. Da oltre 20 anni alla guida del canale di informazione online di EPC Editore

Redazione InSic

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