Salute e Sicurezza
 SU AMBIENTE&SICUREZZA SUL LAVORO
Esposizione professionale al rumore. Stato dell'arte delle patologie correlate
5 novembre 2019
fonte: 
area: Salute e sicurezza sul lavoro
Esposizione professionale al rumore. Stato dell'arte delle patologie correlate A quasi trent'anni dall'introduzione della legislazione specifica sull'esposizione professionale a rumore, l'articolo di P. Nataletti, A. Brusco, A. Bucciarelli, I. Barra, D. Magnante (INAIL) su Ambiente & Sicurezza sul Lavoro n.10/2019 (leggi il sommario) vuole fare il punto della situazione riguardo le patologie correlate e valutare le azioni da intraprendere.Estrapoliamo un passaggio dell'articolo sui dati statistici delle ipoacusie professionali tratti dalla Banca dati statistica Inail relative alle denunce, ai lavoratori esposti ed ai settori economici maggiormente a rischio.

I dati sulle ipoacusie denunciate

Secondo i dati degli archivi storici della Banca dati statistica Inail, le ipoacusie denunciate sono passate da 20.560 nel 1994 a 4.554 nel 2017, riducendosi a meno di 1/4. Se fino ai primi anni 2000 il rumore ha costituito la causa della tecnopatia denunciata all'INAIL con maggiore frequenza, con un'incidenza percentuale superiore al 40% del totale dei casi di malattie professionali, oggi le ipoacusie rappresentano l'8% delle denunce. Dal 1994 al 2001 si è assistito a un trend discendente consistente (quasi dimezzate da 20.560 casi a 10.905), con un calo netto nel 2002 (7.971 casi), per poi proseguire la diminuzione ma con una pendenza minore, fino ad arrivare agli ultimi anni in cui il dato si è sostanzialmente stabilizzato.

Quanti lavoratori sono esposti a rumore?

A fronte di questi dati storici relativi agli effetti sanitari dell'esposizione a rumore, non è mai stata nota la platea degli esposti, fino all'entrata in funzione operativa delle informazioni trasmesse all'INAIL dai Medici Competenti con l'Allegato III-B, ai sensi dell'art. 40 del D.Lgs. 81/2008. Secondo i dati relativi al 2016, primo anno in cui i dati sono stati elaborati in modo completo, 2.299.000 lavoratori sono risultati soggetti alla sorveglianza sanitaria da rumore, ovvero sono esposti a livelli pari o superiori ai valori superiori di azione definiti dall'art. 189 (85 dB(A) di LEX e/o 137 dB(C) di picco). A fronte di questa platea di esposti, negli ultimi anni, le denunce di ipoacusie da rumore professionali annue sono state circa 4 mila, e di queste circa 2 mila le riconosciute dall'INAIL; in particolare per il 2017 se ne contano poco meno di 1.800. A differenza del complesso delle malattie professionali, che negli anni hanno registrato un incremento, anche significativo, sia in termini di denunce che di riconoscimenti, per le ipoacusie da rumore si assiste ad un calo progressivo; si è infatti passati da oltre 3 mila casi accertati positivi del 2010 a meno di 2 mila nel 2017 (INAIL, 2018).

Ipoacusie: quali Regioni e settori più a rischio?

Oltre 8 casi su 10 di ipoacusie professionali riconosciute afferiscono alla gestione assicurativa dell'Industria e Servizi, il resto all'Agricoltura, pochissimi i casi, dell'ordine di poche unità annue nel Conto Stato.A livello territoriale, un terzo delle ipoacusie riconosciute dall'INAIL sono concentrate in Emilia Romagna, Lombardia e Toscana. L'ipoacusia da rumore è quasi esclusivamente maschile, infatti il 99% di tali patologie riguarda gli uomini, in coerenza con la maggior presenza di uomini in attività più spesso sollecitate da rumori e vibrazioni. Il 70% dei tecnopatici ha un'età (alla denuncia) compresa tra i 50 e i 64 anni e ben il 30% tra i 55 e i 60 anni. Il grado medio di menomazione permanente riconosciuto è pari al 6%.In media, 100 riconoscimenti all'anno riguardano lavoratori nati all'estero, in particolare albanesi, rumeni e marocchini, molto probabilmente impiegati in settori produttivi con maggiori sollecitazioni da rumore.Per settore di attività correlato all'insorgenza della malattia, prime in graduatoria per numerosità di riconoscimenti sono le costruzioni, seguite dall'industria metalmeccanica e dalle coltivazioni agricole. Lo confermano le principali categorie professionali dichiarate dai lavoratori tecnopatici: artigiani, operai specializzati e agricoltori (68% dei casi del 2017); in particolare muratori e carpentieri, allevatori e agricoltori e installatori di apparecchiature elettriche ed elettroniche. A seguire (18% dei casi) i conduttori di macchinari tra cui gru e mezzi pesanti.Oltre la metà dei riconoscimenti ha un grado di menomazione inferiore al 6%. Ad oggi risultano essere in vigore circa 3.000 rendite.

Riferimenti bibliografici

Esposizione professionale al rumore. Stato dell'arte delle patologie correlate
P. Nataletti, A. Brusco, A. Bucciarelli, I. Barra, D. Magnante
Ambiente&Sicurezza sul Lavoro n.10/2019

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