Prevenzione Incendi
 SU ANTINCENDIO
Progettare una struttura complessa negli U.S.A. secondo l'approccio ingegneristico italiano: II parte
7 ottobre 2019
fonte: 
area: Prevenzione incendi
Progettare una struttura complessa negli U.S.A. secondo l'approccio ingegneristico italiano: II parte Nelle pagine seguenti pubblichiamo la seconda parte dell'articolo già apparso sullo scorso numero di agosto di Antincendio, che, partendo dalla descrizione della struttura, analizzava il procedimento seguito per individuare gli scenari di incendio rappresentativi e la definizione della strategia antincendio con particolare riferimento ai sistemi tecnici critici individuati nella fase di progettazione.
Nella seconda parte, pubblicata sul numero di settembre di Antincendio, vengono illustrate le caratteristiche dell'evacuazione in emergenza a partire dalle caratteristiche degli occupanti e del sistema delle vie di esodo, fino alla individuazione della strategia di lotta all'incendio, compito degli addetti interni e dei soccorritori esterni, con una rappresentazione della rispondenza della progettazione di base ai criteri di prestazione selezionati nella fase concettuale iniziale.

Estrapoliamo dall'articolo un passaggio legato all'esodo contestualizzato in una struttura sanitaria.
L'articolo completo è disponibile online per abbonati alla rivista Antincendio

Esodo
Un'evacuazione a singolo stadio è la strategia appropriata quando gli occupanti di un edificio rientrano prevalentemente nella categoria "indipendente" o quando la maggioranza delle persone è in grado di evacuare dai locali senza assistenza, e la minoranza, che richiede assistenza, viene gestita con un piano di emergenza adeguato.
Negli edifici destinati ad occupare strutture sanitarie, in particolare nelle aree in cui sono presenti i pazienti, un'evacuazione immediata e totale dell'edificio potrebbe non essere possibile o auspicabile. I pazienti con mobilità ridotta, quelli che utilizzano sedie a rotelle o quelli confinati a letto non possono avviarsi verso le vie di fuga, soprattutto verso le scale, senza assistenza. I pazienti che dipendono da apparecchiature elettriche/meccaniche per la loro sopravvivenza (coma) non possono sempre essere scollegati e spostati senza gravi conseguenze, pertanto non è prevedibile il loro esodo.
In una struttura sanitaria può essere conseguentemente applicato un processo di Evacuazione Orizzontale Progressiva, in cui, inizialmente, vengono evacuate le persone a diretto contatto con gli effluenti dell'incendio (compartimento incidentato) e, solo successivamente, l'esodo viene esteso al resto della struttura. Inizialmente gli occupanti si dirigono verso un'area sicura (rifugio) localizzata sullo stesso piano del compartimento incidentato e successivamente procedono in senso verticale raggiungendo un piano, almeno due livelli al di sotto quello incidentato, o l'esterno per mezzo dell'ascensore di evacuazione.
Per l'applicazione di tale strategia di esodo è necessario che il personale dello staff abbia una profonda conoscenza delle misure per la salvaguardia degli occupanti e che venga pianificato un adeguato numero di esercitazioni di emergenza.
Poiché gli occupanti con disabilità potrebbero incontrare gravi difficoltà nell'utilizzo delle scale (tempi più lunghi e soste frequenti), o potrebbero addirittura non essere in grado di utilizzarle, è stato previsto l'utilizzo di ascensori di evacuazione in modo da migliorare la capacità di esodo degli occupanti con mobilità ridotta.
Grazie all'utilizzo degli ascensori è possibile garantire un esodo efficace di persone non ambulanti e la riduzione della congestione nelle scale, nonché una complessiva riduzione del tempo di evacuazione.

Chi è Luca Fiorentini?
Direttore e titolare della società di consulenza TECSA operante a livello internazionale. Vice presidente della Associazione Italiana di Ingegneria Antincendio (SFPE-Italy).
Analista grandi rischi in ambito onshore ed offshore. Esperto di sicurezza di processo e di sicurezza funzionale, di sistemi di protezione attiva antincendio e Fire & Gas. Esperto forense in ambito incendi ed esplosione. Docente Scuola di Master del Politecnico di Torino. Membro delle commissioni tecniche in materia di sicurezza di UNI, NFPA, SFPE, AIChE ed autore di pubblicazioni tecniche

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