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I costi della sicurezza nei cantieri edili: quali sono e come calcolarli

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Come effettuare una “stima dei costi della sicurezza” nei cantieri edili? Quali sono gli oneri per la sicurezza e cosa va inserito come voce di costo nel Piano Sicurezza e Coordinamento, PSC? E ancora, cosa dice la legge in merito alla sicurezza nei cantieri edili? E quali costi vanno sostenuti per adeguarsi? Leggi l’articolo per scoprirlo.

L’articolo è tratto dal volume edito da EPC Editore “Il cantiere sicuro – Tecnica di prevenzione infortuni nei cantieri edili e di ingegneria civile” G. Semeraro – Maggio 2022.

Costi della sicurezza: la normativa per edilizia e appalti

Vediamo di seguito i riferimenti normativi ai costi della sicurezza nella normativa edilizia pre-Testo Unico di Sicurezza ed i richiami nella normativa per i contratti pubblici.

Costi della sicurezza: norme per l’edilizia prima del Testo Unico di Sicurezza

I costi della sicurezza e la loro stima viene prevista nel D.Lgs. 494/96 che, nella sua versione originaria, prevedeva, infatti, semplicemente che il PSC contenesse anche la stima dei costi della sicurezza per l’attuazione delle sue misure ma non faceva riferimento alla non ammissibilità a ribasso di gara di tali costi nelle trattative o gare d’appalto, sia pubbliche che private

  • la legge 415/1998 apporta una modifica alla legge 109/94, allora legge quadro in materia di lavori pubblici, che disponeva l’obbligo di evidenziare gli oneri per l’attuazione del PSC e del POS nei bandi di gara
  • l’art. 11 del D.Lgs. 528/99, di modifica ed integrazione del D.Lgs. 494/96, ha esteso la disposizione di cui sopra, anche ai lavori privati;
  • L’art. 12 del D.Lgs. 528/99 sui contenuti del piano di sicurezza e coordinamento, veniva così ad essere riscritto: “Il piano contiene l’individuazione, l’analisi e la valutazione dei rischi, e le conseguenti procedure, gli apprestamenti e le attrezzature atti a garantire, per tutta la durata dei lavori, il rispetto delle norme per la prevenzione degli infortuni e la tutela della salute dei lavoratori, nonché la stima dei relativi costi che non sono soggetti al ribasso nelle offerte delle imprese esecutrici”.
  • Il D.P.R. 222/2003, sui contenuti minimi dei piani di sicurezza, ha definito alcuni aspetti importanti della stima dei costi della sicurezza, stabilendo:
  • categorie di costi;
  • obbligo di stima dei costi negli appalti pubblici anche in assenza della redazione del PSC;
  • obbligo di stima analitica dei costi della sicurezza;
  • inclusione dei costi della sicurezza nell’importo totale dei lavori e di variante e loro non assoggettabilità a ribasso di gara;
  • liquidazione dei costi della sicurezza, previa consultazione del CSE, quando designato.

A questo punto i costi della sicurezza venivano ad incedere direttamente sul corrispettivo di contratto, di conseguenza la relativa stima non poteva essere più indicativa o forfettaria, come sino ad allora era avvento, ma quanto più possibile puntuale ed analitica per non creare contenzioso tra le parti.

Le linee guida ITACA per i costi della sicurezza

Un ulteriore riferimento alla determinazione dei costi della sicurezza si ritrova nelle fondamentali Linee Guida ITACA per l’applicazione del D.P.R. 222/2003 che prevedevano:

  • tassatività dell’elenco di cui all’articolo 7 comma 1 del D.P.R. 222/2003 sugli elementi di costo che il committente pubblico o privato deve stimare all’interno del proprio PSC;
  • obbligo di stima da parte della stazione appaltante dei soli costi della sicurezza del PSC (definiti “costi contrattuali”);
  • obbligo di stima dei costi della sicurezza dei POS da parte dell’impresa (definiti “costi generali”) ;
  • obbligo della stazione appaltante nell’ambito della verifica dell’offerta normalmente bassa del-la valutazione della congruità della stima dei costi della sicurezza riferita ai POS.

Costi della Sicurezza: cosa dice il Testo Unico di Sicurezza

Il D.Lgs. 81/08 ha abrogato il D.Lgs. 494/96 e, nel 2009 il D.Lgs. 106/09 ha abrogato anche il D.P.R. 222/2003. Di conseguenza la materia sui costi della sicurezza oggi è trattata dall’art. 100 e dal punto 4 dell’Allegato XV del D.Lgs. 81/08.

Articolo 100 – Piano di sicurezza e di coordinamento

  1. Il piano è costituito da una relazione tecnica e prescrizioni correlate alla complessità dell’opera da realizzare ed alle eventuali fasi critiche del processo di costruzione, atte a prevenire o ridurre i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi i rischi particolari di cui all’ALLEGATO XI, con specifico riferimento ai rischi derivanti dal possibile rinvenimento di ordigni bellici inesplosi nei cantieri interessati da attività di scavo135, nonché la stima dei costi di cui al punto 4 dell’ALLEGATO XV. Il piano di sicurezza e coordinamento (PSC) é corredato da tavole esplicative di progetto, relative agli aspetti della sicurezza, comprendenti almeno una planimetria sull’organizzazione del cantiere e, ove la particolarità dell’opera lo richieda, una tavola tecnica sugli scavi. I contenuti minimi del piano di sicurezza e di coordinamento e l’indicazione della stima dei costi della sicurezza sono definiti all’ALLEGATO XV.
  2. Il piano di sicurezza e coordinamento è parte integrante del contratto di appalto.
  3. I datori di lavoro delle imprese esecutrici e i lavoratori autonomi sono tenuti ad attuare quanto previsto nel piano di cui al comma 1 e nel piano operativo di sicurezza.
  4. I datori di lavoro delle imprese esecutrici mettono a disposizione dei rappresentanti per la sicurezza copia del piano di sicurezza e di coordinamento e del piano operativo di sicurezza almeno dieci giorni prima dell’inizio dei lavori.
  5. L’impresa che si aggiudica i lavori ha facoltà di presentare al coordinatore per l’esecuzione proposte di integrazione al piano di sicurezza e di coordinamento, ove ritenga di poter meglio garantire la sicurezza nel cantiere sulla base della propria esperienza. In nessun caso le eventuali integrazioni possono giustificare modifiche o adeguamento dei prezzi pattuiti.
  6. Le disposizioni del presente articolo non si applicano ai lavori la cui esecuzione immediata è necessaria per prevenire incidenti imminenti o per organizzare urgenti misure di salvataggio o per garantire la continuità in condizioni di emergenza nell’erogazione di servizi essenziali per la popolazione quali corrente elettrica, acqua, gas, reti di comunicazione.
  7. 6-bis. Il committente o il responsabile dei lavori, se nominato, assicura l’attuazione degli obblighi a carico del datore di lavoro dell’impresa affidataria previsti dall’articolo 97 comma 3-bis e 3-ter. Nel campo di applicazione del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163.

ALLEGATO XV
CONTENUTI MINIMI DEI PIANI DI SICUREZZA NEI CANTIERI TEMPORANEI O MOBILI

  1. STIMA DEI COSTI DELLA SICUREZZA
    4.1. – Stima dei costi della sicurezza
    4.1.1. Ove é prevista la redazione del PSC ai sensi del Titolo IV, Capo I, del presente decreto, nei costi della sicurezza vanno stimati, per tutta la durata delle lavorazioni previste nel cantiere, i costi:
    a) degli apprestamenti previsti nel PSC;
    b) delle misure preventive e protettive e dei dispositivi di protezione individuale eventualmente previsti nel PSC per lavorazioni interferenti;
    c) degli impianti di terra e di protezione contro le scariche atmosferiche, degli impianti antincendio, degli impianti di evacuazione fumi;
    d) dei mezzi e servizi di protezione collettiva;
    e) delle procedure contenute nel PSC e previste per specifici motivi di sicurezza;
    f) degli eventuali interventi finalizzati alla sicurezza e richiesti per lo sfasamento spaziale o temporale delle lavorazioni interferenti;
    g) delle misure di coordinamento relative all’uso comune di apprestamenti, attrezzature, infrastrutture, mezzi e servizi di protezione collettiva.
    4.1.2. Per le opere rientranti nel campo di applicazione del D.lgs. n. 163 del 12 aprile 2006 e successive modifiche e per le quali non é prevista la redazione del PSC ai sensi del Titolo IV, Capo I del presente decreto, le amministrazioni appaltanti, nei costi della sicurezza stimano, per tutta la durata delle lavorazioni previste nel cantiere, i costi delle misure preventive e protettive finalizzate alla sicurezza e salute dei lavoratori.
    4.1.3. La stima dovrà essere congrua, analitica per voci singole, a corpo o a misura, riferita ad elenchi prezzi standard o specializzati, oppure basata su prezziari o listini ufficiali vigenti nell’area interessata, o sull’elenco prezzi delle misure di sicurezza del committente; nel caso in cui un elenco prezzi non sia applicabile o non disponibile, si farà riferimento ad analisi costi complete e desunte da indagini di mercato. Le singole voci dei costi della sicurezza vanno calcolate considerando il loro costo di utilizzo per il cantiere interessato che comprende, quando applicabile, la posa in opera ed il successivo smontaggio, l’eventuale manutenzione e l’ammortamento.
    4.1.4. I costi della sicurezza così individuati, sono compresi nell’importo totale dei lavori, ed individuano la parte del costo dell’opera da non assoggettare a ribasso nelle offerte delle imprese esecutrici.
    4.1.5. Per la stima dei costi della sicurezza relativi a lavori che si rendono necessari a causa di varianti in corso d’opera previste dall’articolo 132 del D.lgs. n. 163 del 12 aprile 2006 e successive modifiche, o dovuti alle variazioni previste dagli articoli 1659, 1660, 1661 e 1664, secondo comma, del Codice civile, si applicano le disposizioni contenute nei punti 4.1.1, 4.1.2 e 4.1.3. I costi della sicurezza così individuati, sono compresi nell’importo totale della variante, ed individuano la parte del costo dell’opera da non assoggettare a ribasso.
    4.1.6. Il direttore dei lavori liquida l’importo relativo ai costi della sicurezza previsti in base allo stato di avanzamento lavori, previa approvazione da parte del coordinatore per l’esecuzione dei lavori quando previsto.

Costi della Sicurezza: e Codice Appalti

Relativamente ai contratti pubblici, poi, si sono susseguite due Codici (D.Lgs. n.50/2016), nell’ultimo dei quali in sostanza si conferma la tesi secondo la quale:

  • le stazioni appaltanti stimano soltanto i costi per l’attuazione del PSC,
  • mentre i concorrenti sono tenuti ad indicare nelle proprie offerte i propri oneri della sicurezza a livello aziendale, naturalmente riferite allo specifico cantiere, dal momento che rientrano tra gli elementi per valutare la congruità delle loro offerte.

La Stima dei Costi della Sicurezza nel PSC

Il Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC) come abbiamo visto, definisce le misure ritenute necessarie a prevenire o ridurre al minimo i rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori nei cantieri edili o di ingegneria civile, ivi compresi i rischi particolari di cui all’Allegato XI e, nel caso attività di scavo, con specifico riferimento ai rischi derivanti dal possibile rinvenimento di ordigni bellici inesplosi.

Il Testo Unico di Sicurezza indica all’interno dei contenuti minimi del PSC, (di cui all’Allegato XV al D.Lgs. 81/2008) anche una “stima dei costi della sicurezza” (let. h)

Cosa contiene la stima dei costi della sicurezza?

Cosa inserire nei costi della sicurezza?

In riferimento alla stima dei costi della sicurezza, il PSC deve riportare la stima dei costi relativi alle scelte progettuali ed organizzative, le procedure, le misure preventive e protettive richieste per eliminare o ridurre al minimo i rischi, cioè all’attuazione del PSC medesime.

Quali sono i costi per la sicurezza da stimare?

Per rispondere possiamo far riferimento all’elenco di voci fornito dal Testo Unico di Sicurezza (Allegato XV) per le quali occorre operare una stima dei costi della sicurezza in base al comma 4 dell’Allegato XV ed in base a quanto indicato nel PSCtipo.

STIMA DEI COSTI DELLA SICUREZZA
(4.1 Allegato XV D.Lgs. 81/08)
Riportare in forma analitica la stima dei costi della sicurezza calcolata secondo quanto prescritto dal comma 4 dell’Allegato XV del D.Lgs. 81/08 e s.m.i., ed in base a quanto indicato nel presente PSC
N.DescrizioneCalcolo analitico (quantità x prezzo unitario
x tempo di utilizzo)
Totale
1Apprestamenti previsti nel PSC  
2Misure preventive e protettive e dei dispositivi di protezione individuale eventualmente previste nel PSC per lavorazioni interferenti  
3Impianti di terra  
4Impianti contro le scariche atmosferiche  
5Impianti antincendio  
6Mezzi e servizi di protezione collettiva  
7Procedure contenute nel PSC e previste per specifici motivi di sicurezza  
8Eventuali interventi finalizzati alla sicurezza e richiesti per lo sfasamento spaziale o temporale delle lavorazioni interferenti  
9Misure di coordinamento relative all’uso comune di apprestamenti, attrezzature, infrastrutture, mezzi e servizi di protezione collettiva  
10(Altri)  
Elenco allegati obbligatori
q planimetria / layout di cantiere in funzione dell’evoluzione dei lavori; q planimetrie di progetto, profilo altimetrico; q relazione idrogeologica se presente o indicazioni in tal senso; q computo metrico analitico dei costi per la sicurezza; q tavola tecnica sugli scavi (ove necessario) q _______________________________

Costi e oneri della sicurezza: cosa sono e come individuarli

In base alla normativa analizzata per “costi della sicurezza” deve intendersi:

  • i costi della sicurezza per l’attuazione del PSC;
  • oneri della sicurezza per l’impresa, che hanno ricadute nello specifico cantiere.

C’è quindi da stabilire il rapporto tra i costi e oneri della sicurezza con l’importo dei lavori stabiliti dal progettista.

Come si calcola il costo per la sicurezza?

Il Progettista nella sua stima utilizza prezzi unitari desunti da prezzari ufficiali o determinati tramite analisi del prezzo che prevedono nella quota spese generali una parte riferita alla sicurezza generale.

Cosa si intende per spese generali di cantiere?

Secondo il D.P.R. 207/2010, nella parte che è attualmente vigente in attesa di essere sostituito ed abrogato, stabilisce all’art. 32 comma 4, lettera o), che sono comprese nelle spese generali “le spese di adeguamento del cantiere in osservanza del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, di cui è indicata la quota di incidenza sul totale delle spese generali, ai fini degli adempimenti previsti dall’articolo 86, comma 3bis, del codice”.

Voci del PSC: sono tutti costi della sicurezza?

Dunque, si tratta di capire se tutti i costi afferenti alle categorie indicate al punto 4.1 dell’Allegato XV sono da considerarsi a tutti gli effetti costi o oneri aziendali.

Allo scopo analizziamo uno per uno tali categorie di costo:

  • gli apprestamenti previsti nel PSC. Questi, secondo l’Allegato XV.1 possono essere i ponteggi; trabattelli; ponti su cavalletti; impalcati; parapetti; andatoie; passerelle; armature delle pareti degli scavi; gabinetti; locali per lavarsi; spogliatoi; refettori; locali di ricovero e di riposo; dormitori; camere di medicazione; infermerie; recinzioni di cantiere. Ciò non equivale a dire che ogni qualvolta si prevede l’uso di un ponteggio in cantiere questo sia da considerarsi un costo della sicurezza. Lo è se è indicato nel PSC per specifici motivi di tutela della sicurezza. A supporto di tale tesi è necessario far riferimento alla definizione di apprestamenti riportata al punto 1.1.1.c) dell’Allegato XV: apprestamenti: le opere provvisionali necessarie ai fini della tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori in cantiere;
  • le misure preventive e protettive e dei dispositivi di protezione individuale eventualmente previsti nel PSC per lavorazioni interferenti. Essendo correlate ai rischi interferenti è ovvio che sono da classificare come costi della sicurezza;
  • gli impianti di terra e di protezione contro le scariche atmosferiche, gli impianti antincendio, gli impianti di evacuazione fumi. Se si escludono i normali impianti di terra contro i contatti indiretti, normalmente facenti parte dell’impianto elettrico di cantiere, sono tutti da considerarsi, quando necessari, costi della sicurezza;
  • i mezzi e servizi di protezione collettiva, dei quali l’Allegato XV.1.4 riporta il seguente elenco non esaustivo: segnaletica di sicurezza; avvisatori acustici; attrezzature per primo soccorso; illuminazione di emergenza; mezzi estinguenti; servizi di gestione delle emergenze. Questi sono tutti elementi afferenti, salvo casi particolari come per esempio l’infermeria di cantiere, alla categoria degli oneri della sicurezza;
  • le procedure contenute nel PSC e previste per specifici motivi di sicurezza. È ovvio che data la specificità non possono che essere annoverati tra i costi della sicurezza;
  • gli eventuali interventi finalizzati alla sicurezza e richiesti per lo sfasamento spaziale o temporale delle lavorazioni interferenti. Data la specificità non possono che essere annoverati tra i costi della sicurezza;
  • le misure di coordinamento relative all’uso comune di apprestamenti, attrezzature, infrastrutture, mezzi e servizi di protezione collettiva. Analogamente al punto precedente, data la specificità, non possono che essere annoverati tra i costi della sicurezza quando non sono ordinarie procedure aziendali.

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Redazione InSic

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